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Lugagnano Val d'Arda

comune italiano
Lugagnano Val d'Arda
comune
Lugagnano Val d'Arda – Stemma Lugagnano Val d'Arda – Bandiera
Lugagnano Val d'Arda – Veduta
Panorama del capoluogo dominato dal monte Giogo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Piacenza-Stemma.svg Piacenza
Amministrazione
SindacoAntonio Vincini (lista civica di centro-sinistra Noi per Lugagnano) dal 26/5/2019
Territorio
Coordinate44°49′N 9°49′E / 44.816667°N 9.816667°E44.816667; 9.816667 (Lugagnano Val d'Arda)Coordinate: 44°49′N 9°49′E / 44.816667°N 9.816667°E44.816667; 9.816667 (Lugagnano Val d'Arda)
Altitudine229 m s.l.m.
Superficie54,4 km²
Abitanti3 927[1] (31/12/2018)
Densità72,19 ab./km²
FrazioniAntognano, Chiavenna Rocchetta, Diolo, Montezago, Prato Ottesola, Rustigazzo, Tabiano, Veleia, Vicanino
Comuni confinantiCarpaneto Piacentino, Castell'Arquato, Gropparello, Morfasso, Vernasca
Altre informazioni
Cod. postale29018
Prefisso0523
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT033026
Cod. catastaleE726
TargaPC
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantilugagnanesi
Patronosan Zenone
Giorno festivo9 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lugagnano Val d'Arda
Lugagnano Val d'Arda
Lugagnano Val d'Arda – Mappa
Posizione del comune di Lugagnano Val d'Arda nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Lugagnano Val d'Arda (Lügagnan in dialetto piacentino) è un comune italiano di 3 927 abitanti[1] della provincia di Piacenza in Emilia Romagna. È situato lungo il corso del torrente Arda, sul versante settentrionale dell'Appennino ligure. Il paesaggio è caratterizzato dalle argille di Monte Giogo.

Geografia fisicaModifica

 
Il torrente Chero nei pressi di Veleia

Il territorio di Lugagnano Val d'Arda si estende sul versante settentrionale dell'Appennino ligure, rientrano nel territorio comunale la val Chero, con l'omonimo torrente che segna il confine comunale ad ovest, la val Chiavenna e la Val d'Arda, dove si trova la sede comunale, posta in una posizione decentrata rispetto al territorio[2]. Da sud a nord il territorio comunale scende dalle pendici settentrionali dei Monti Moria e Rovinasso fino alle ultime propaggini collinari verso la pianura.

Il territorio comunale ha un'estensione di 54,93 Km², il capoluogo è situato ad un'altezza di 229 metri sul livello del mare, sulla riva sinistra del torrente Arda ai piedi del Monte Giogo (460 m s.l.m.)[3].

Parte del territorio comunale è compresa nel Parco provinciale Monte Moria, area di salvaguardia naturalistica che si estende per circa 1000 ettari tra i comuni di Morfasso e Lugagnano gestita da un consorzio e coperta per tre quarti da boschi di castagni, ginestre, faggi, carpini, nocciole e abeti[4]. Il parco è diventato famoso anche per essere stato il set di riprese del telefilm La freccia nera.

Il capoluogo comunale è dominato dai calanchi del Monte Giogo, originati dall'erosione di formazioni plioceniche costituite da argille marnose azzurre, calcari e arenarie[3], che presentano reperti paleontologici appartenenti al Piacenziano (da 3,6 a 2,588 Ma).

Nel 1983, in località Rio Carbonari, nei pressi della frazione di Tabiano, in val Chero, viene ritrovato un cranio fossile di una balenottera, pressoché completo e lungo circa 2 metri, risalente al Piacenziano. Il cranio è conservato al museo geologico G. Cortesi di Castell'Arquato[5].

Nel 1995 viene istituita la Riserva Geologica del Piacenziano che include parte del territorio comunale lugagnanese[6], poi confluita, nel 2011, nel Parco fluviale regionale dello Stirone e del Piacenziano[7].

StoriaModifica

La zona di Lugagnano è abitata sin dall'età della pietra e dall'età del bronzo, mentre nella zona di Veleia sono stati rinvenute testimonianze risalenti all'età del ferro. Abitata successivamente da popolazioni celtiche, galliche e liguri, tra cui i Veleiati a cui si deve la fondazione dell'abitato di Veleia, la zona viene, poi, occupata pacificamente dai romani che nel 42 concedono la cittadinanza agli abitanti[2]. Oltre a Veleia, altre proprietà terriere sono menzionate nella Tabula alimentaria traianea: il fundus Pollianus, corrispondente alla località di Polignano, Antoniano, corrispondente alla frazione di Antognano, il pagus Valerius con fundus Virianus, corrispondente alla località di Variano, situata nei pressi di Veleia.

Durante gli ultimi anni della repubblica romana, Veleia conosce un forte sviluppo, divenendo sede di un municipium e capoluogo di una zona medio-appenninica che si estende tra i fiumi Trebbia e Taro. Lo sviluppo della località viene favorito dalla disponibilità di acque termali che la qualificano come luogo di soggiorno. Lo sviluppo del centro avviene, principalmente, in cinque periodi temporali: i primi due, durante la tarda repubblica, il terzo nell'epoca augustea, il quarto nella prima metà del I secolo e, infine, l'ultimo di poco successivo[2]. Veleia conosce una decadenza a partire dalla fine del III secolo a causa dei danni prodotti dalle frane a cui la zona è soggetta e della crisi economica generata dalla concentrazione dei terreni nelle mani di grandi proprietari terrieri.

Il più antico documento che cita Lugagnano, scritto nella forma Lucaniano, toponimo derivante dal latino Lucus Anneianus che significa bosco e radura sacra di Anneio o dei Galli anani, antichi abitatori della zona[8], è un atto dell'884 in cui si citano beni in ipso loco Nebiano aut in Lucanuiiano, aut in finibus Castellana. Una possibile alternativa sull'origine del nome vedrebbe quest'ultimo derivare da Vicus Lucanianus, nome di un fondo rurale di epoca romana appartenuto ad un certo Lucanus[9].

A partire dall'alto medioevo, buona parte del territorio è sottomessa all'abbazia di val Tolla, situata nei pressi di Monastero di Morfasso. Con la decadenza dell'abbazia, nel XII secolo le chiese di Chiavenna Rocchetta, Diolo, Prato Ottesola e del capoluogo diventano tributarie della plebana di Santa Maria Assunta di Castell'Arquato[2].

Tra il XIII e il XIV secolo il comune di Piacenza estende la sua influenza sino alla zona lugagnanese, ad esso subentrano, in seguito, prima i Visconti e, poi, gli Sforza ai quali, nella persona di Guido Ascanio Sforza, viene assegnata la zona da Papa Paolo III nel momento della soppressione dell'abbazia di val Tolla[2]. Entrato a far parte del ducato di Parma e Piacenza, le sorti della zona iniziano a seguire quelle di Piacenza.

Nel 1743 il territorio piacentino è annesso al Regno di Sardegna alleato di Maria Teresa d'Austria. Il trattato di Aquisgrana del 1748 lo restituisce al Ducato di Parma e Piacenza.

Nel 1747 viene ritrovata in circostanze casuali, in un prato situato di fronte alla chiesa di S.Antonino, la tabula alimentaria traianea, iscrizione bronzea risalente all'epoca di Traiano: il ritrovamento dà il là all'inizio degli scavi, avvenuto nel 1760, che hanno permesso la riscoperta del centro di Veleia. Nel 1815 il comune di Macinesso, comprendente anche la zona degli scavi archeologici di Veleia, viene aggregato al comune di Lugagnano[10].

Nel 1816 il Ducato di Parma e Piacenza viene assegnato a Maria Luigia d'Austria che, in visita agli scavi di Veleia, avrebbe sostato a Lugagnano nel Palazzo Gandolfi, futura sede del municipio.

Il 1º maggio 1870, con il regio decreto 5581 del 7 marzo 1870 firmato dal re Vittorio Emanuele II, San Michele e la zona circostante vengono scorporati dal comune di Lugagnano, a seguita di una richiesta pervenuta dalla maggioranza della popolazione residente, per essere aggregati al comune di Morfasso[11]. In seguito all'aggregazione di San Michele a Morfasso sorge una questione tra i comuni di Morfasso e Lugagnano riguardo la correttezza o meno dell'annessione al comune di Morfasso di alcune porzioni di terreno appartenenti a Macinesso, frazione di Lugagnano e che prosegue per circa 4 anni[12].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

  • Chiesa di San Zenone: costruita nel XVI secolo sui resti di una chiesa preesistente risalente al 1219 di cui restano visibili dei blocchi in arenaria situati all'esterno dell'abside, il campanile ed un capitello risalente al duecento e riadattato a pietra d'altare all'interno di una delle cappelle. La facciata del tempio è stata, invece, modificata nel corso del XIX secolo. L'interno dell'edificio presenta un'unica navata con statue risalenti all'epoca barocca ed un dipinto di Luigi Crespi risalente al 1748[2].
  • Oratorio della Beata Vergine: di origine settecentesca, presenta un dipinto raffigurante l'Annunciazione ed alcune decorazioni barocche.
  • Oratorio di Santa Maria del Piano: oratorio settecentesco posto all'uscita del capoluogo verso la val Chiavenna.
  • I Mistadelli: la religiosità popolare e rurale ha portato alla costruzione di cappelle votive principalmente poste lungo gli assi viari della Val d'Arda. Tali monumenti, pur non presentando pregi artistici particolari, sono comunque indicativi della concezione religiosa del mondo agricolo basato principalmente su un rapporto di "do ut des"

Architetture civiliModifica

  • Palazzo Gandolfi: sede del comune, costruito nel corso del settecento, presenta una balconcino realizzato in ferro battuto, un cortile interno con un doppio loggiato e una scala monumentale[2].

Siti archeologiciModifica

 
Gli scavi archeologici di Veleia
 Lo stesso argomento in dettaglio: Scavi archeologici di Velleia.

Nella frazione di Veleia, a seguito del ritrovamento, nel 1747, della tabula alimentaria traianea si sono sviluppati, grazie principalente a Filippo I di Parma, gli scavi che hanno riportato alla luce l'antico municipio romano. Sono stati riportati alla luce il foro, circondato da un portico di colonne tuscaniche e da alcuni edifici di carattere pubblico e privato, la basilica, a navata unica, ed alcuni edifici termali. La maggior parte dei reperti sono conservati nel Museo archeologico nazionale di Parma; alcuni reperti, unitamente ad alcune copie dei reperti ospitati a Parma, si trovano nell'antiquarium, aperto nel 1975 e ricavato dalla palazzina che, durante l'ottocento, aveva ospitato la direzione degli scavi[13].

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[14]

 

CulturaModifica

EventiModifica

  • Fiera Fredda (Festa delle castagne): si tiene l'ultimo fine settimana di ottobre.
  • Festa delle Ciambelline: sagra dedicata ad una specialità del paese, il classico biscotto rotondo forato.
  • Festa dei Chisolini: sagra dedicata al chisolino (italianizzazione di chisulén termine del dialetto piacentino della Val d'Arda).

Infrastrutture e trasportiModifica

Il territorio lugagnanese è attraversato dalla strada provinciale 4 di Bardi che risale la val d'Arda da Fiorenzuola fino ad immettersi nell'ex strada statale 359 sul confine tra il comune di Vernasca e la provincia di Parma, dalla strada provinciale 21 di Val d'Arda che si dirama dalla raggiungendo Morfasso, dalla strada provinciale 71 di Collerino che collega Lugagnano a Morfasso attraverso la sponda opposta del torrente Arda rispetto alla Sp21, dalla strada provinciale 47 di Antognano che collega il capoluogo comunale con la frazione di Rustigazzo, in val Chero, dalla strada provinciale 23 del parco provinciale che permette di raggiungere il parco provinciale del monte Moria, dalla strada provinciale 63 di Taverne che permette di raggiungere l'omonima frazione morfassina, dalla strada provinciale 14 di Val Chero che risale l'omonima valle fino al passo dei Guselli e dalla strada provinciale 14 bis di Veleia che si dirama dalla precedente raggiungendo la frazione di Veleia con i suoi scavi archeologici per, poi, ricongiungersi ad essa[15].

TranvieModifica

Lugagnano Val d'Arda è stata il capolinea di due tranvie interurbane a vapore:

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
26 giugno 1985 7 agosto 1990 Aldo Lombardelli Democrazia Cristiana Sindaco [16]
7 agosto 1990 24 aprile 1995 Aldo Lombardelli Democrazia Cristiana Sindaco [16]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Antonio Vincini centro-sinistra Sindaco [16]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Aldo Lombardelli lista civica di centro Sindaco [16]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Aldo Lombardelli lista civica di centro Sindaco [16]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Jonathan Papamarenghi centro-destra Sindaco [16]
26 maggio 2014 26 maggio 2019 Jonathan Papamarenghi lista civica di centro-destra: Lugagnano protagonista Sindaco [16]
26 maggio 2019 in carica Antonio Vincini lista civica di centro-sinistra: Noi per Lugagnano Sindaco [16]

Comunità montanaModifica

Fino al suo scioglimento, avvenuto nel 2013, Lugagnano ha fatto parte della Comunità Montana valli del Nure e dell'Arda[17].

SportModifica

Tra il 1953 e il 1972 Lugagnano è stato parte del percorso della Castell'Arquato-Vernasca gara automobilistica di velocità in salita, disputatasi per 17 edizioni e che vide la partecipazione di alcuni tra i più famosi piloti dell'epoca, tra i quali Andrea De Adamich e Arturo Merzario. Dopo la cancellazione della manifestazione agonistica, a partire dagli anni '90 è iniziata, ad opera del Club Piacentino Auto d'Epoca, l'organizzazione di rievocazioni aperte alle auto d'epoca lungo il percorso originale: dal 1994 si disputa la gara di regolarità Castell'Arquato-Vernasca, mentre dal 1996 si svolge la Vernasca Silver Flag, concorso dinamico di conservazione e restauro per vetture da competizione[18]

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2018.
  2. ^ a b c d e f g Comune di Lugagnano Val d'Arda, su turismoapiacenza.it. URL consultato il 7 luglio 2019.
  3. ^ a b Il territorio, su comune.lugagnano.pc.it. URL consultato il 7 luglio 2019.
  4. ^ Parco del Monte Moria, su parcomontemoria.it. URL consultato il 18 maggio 2019.
  5. ^ Il golfo delle balene, su museogeologico.it. URL consultato il 7 luglio 2019.
  6. ^ Il primo portale di Castell'Arquato - Turismo a Castell'Arquato - Il parco del Piacenziano Archiviato il 17 agosto 2012 in Internet Archive.
  7. ^ Parco regionale dello Stirone e del Piacenziano, su turismo.provincia.piacenza.it, 28 marzo 2019. URL consultato il 7 luglio 2019.
  8. ^ Cenni storici, su comune.lugagnano.pc.it. URL consultato l'8 luglio 2019.
  9. ^ Daniele Solari, Gli archivi ci raccontano che, su sites.google.com. URL consultato l'8 luglio 2019.
  10. ^ Nicola Criniti, Il toponimo"Veleia" (PDF), su veleia.it. URL consultato il 7 luglio 2019.
  11. ^ 14 N. 5581 della Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno contiene il seguente decreto:, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, nº 105, Firenze, 15 aprile 1870.
  12. ^ Lucio Bertoli, I personaggi che fecero la storia e la strana guerra di secessione, in Libertà, 22 luglio 2010, p. 29.
  13. ^ L'area archeologica, su archeobo.arti.beniculturali.it. URL consultato il 7 luglio 2019.
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ Provincia di Piacenza - servizio edilizia, progettazione infrastrutture e grandi opere (PDF), su provincia.piacenza.it. URL consultato il 25 aprile 2019.
  16. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/
  17. ^ La Regione scioglie ufficialmente la comunità montana valli Nure e Arda, su liberta.it, 25 giugno 2013. URL consultato il 12 maggio 2019.
  18. ^ Castell'Arquato-Vernasca, su cpae.it. URL consultato il 19 ottobre 2019.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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