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Lui è tornato

Romanzo dello scrittore tedesco Timur Vermes.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il film, vedi Lui è tornato (film).
Lui è tornato
Titolo originaleEr ist wieder da
AutoreTimur Vermes
1ª ed. originale2012
1ª ed. italiana2013
Genereromanzo
Lingua originaletedesco
ProtagonistiAdolf Hitler

Lui è tornato (traduzione fedele dal titolo originale tedesco "Er ist wieder da" ) è un romanzo dello scrittore tedesco Timur Vermes. Il libro racconta il risveglio di Adolf Hitler nella Berlino odierna, dopo che ha perso conoscenza al momento di suicidarsi nel Führerbunker.[1]

TramaModifica

Adolf Hitler si risveglia da uno stato di ibernazione (che lo ha fatto rimanere con la sua stessa età del "presunto" suicidio, tra il terreno e l'inferno) in un cortile di Berlino nel 2011, convinto di trovarsi ancora nella capitale del Terzo Reich investita dall'offensiva dell'Armata rossa nell'aprile 1945. In realtà si rende conto gradualmente che sono passati più di 66 anni e che la Germania ha perso la seconda guerra mondiale.

Solo, senza abitazione né punti di riferimento, suscita la compassione di un edicolante che gli permette di dormire nel suo chiosco. L'uomo, convinto che Hitler sia un imitatore di genio, chiama Sensenbrink, una sua conoscenza che lavora per una casa di produzione televisiva. Nessuno crede, naturalmente, che si tratti del vero Hitler, ma la sua rassomiglianza fa sì che venga inserito come ospite in una trasmissione TV durante la quale le sue deliranti affermazioni sono talmente esagerate da essere scambiate per satira antinazista.

Il conduttore della trasmissione, Ali Gagmez, è infuriato perché gli ha rubato la scena, ma gli ascolti hanno un'impennata e Hitler viene ingaggiato in maniera stabile dalla casa di produzione Flashlight diretta dalla signora Bellini.

Paradossalmente, nessuno può credere che si tratti davvero di Adolf Hitler, e sia gli ascoltatori che la gente di spettacolo lo ritengono un comico straordinariamente somigliante. Hitler, che si propone di tornare alla testa della nazione, assume il proposito di ricominciare da capo la scalata politica, come alla fine della Prima guerra mondiale quando si impadronì di una formazione politica marginale e la trasformò nel Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori; decide quindi di piegare alle sue esigenze di conquista del potere la capacità di persuasione della TV .

La sua carriera televisiva prosegue, il pubblico impara a conoscerlo come “Il folle Hitler di YouTube”, poiché ha sfondato soprattutto sul canale video di internet; la Flashlight gli procura una segretaria, la signorina Krömeier, un aiutante, Sawatzki, e una trasmissione propria, che però lo porta a scontrarsi frontalmente con la stampa, in particolare con il quotidiano scandalistico Bild. La sua cinica astuzia politica tuttavia, coniugata con l'impossibilità logica a credere che si tratti davvero di Adolf Hitler, fa sì che la sua fama continui ad aumentare.

Siccome però i suoi deliranti interventi razzisti, nazionalisti e antisemiti vengono sempre accolti come una satira caustica contro il nazismo, un giorno Hitler finisce in un agguato di militanti del partito nazista tedesco, di cui egli aveva pubblicamente criticato l'irresolutezza, che lo spediscono in ospedale con fratture multiple.

CriticaModifica

 
Hitler utilizzò sempre i mezzi di comunicazione di massa in funzione propagandistica

«Al vertice del Paese c'era una donna tozza, che infondeva lo stesso ottimismo di un salice piangente.»

(Lui è tornato)

Il romanzo è raccontato dal punto di vista del redivivo Adolf Hitler, che scrive a posteriori; di conseguenza alcune indulgenze verso il protagonista, che la critica ha imputato a Timur Vermes,[2] sono in realtà da attribuire alla voce del suo personaggio.

Il libro è molto documentato; in appendice c'è una sezione, sempre compilata dall'autore, in cui si spiegano gli avvenimenti citati nel testo narrativo, con una approfondita serie di rimandi a persone e eventi che inquadrano giustamente il romanzo nella sua prospettiva storica. La naturale identificazione del lettore consapevole con il protagonista, in base al principio della volontaria sospensione dell'incredulità, ottiene quindi l'effetto di procurargli una vertigine, una sensazione quasi nauseante.[3]

AccoglienzaModifica

In Germania è diventato un best seller con più di 2 300 000 copie ed è stato tradotto in 41 lingue.[4] In Italia è uscito il 15 maggio 2013, edito da Bompiani e tradotto da Francesca Gabelli.

Trasposizione cinematograficaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lui è tornato (film).

Nel 2015 ne è stato realizzato un adattamento cinematografico omonimo, per la regia di David Wnendt.[5]

NoteModifica

  1. ^ Lui è Tornato di Timur Vermes è il titolo più venduto al Salone del Libro, booksblog.it, 23 maggio 2013. URL consultato il 28 marzo 2015.
  2. ^ Lui è tornato di Timur Vermes, scrittevolmente.com, 24 agosto 2013. URL consultato il 28 marzo 2015.
  3. ^ "Lui è tornato" di Timur Vermes, today.it, 8 novembre 2013. URL consultato il 28 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).
  4. ^ (DE) Filmkritik Hitler satire: echtes szenario oder horrorgemaelde?, klatsch-tratsch.de, 1º febbraio 2016. URL consultato il 1º febbraio 2016.
  5. ^ (EN) Ali Jaafar, Hitler Pic ‘Look Who’s Back’ A Smash In Germany, 21 ottobre 2015. URL consultato il 16 novembre 2015.

EdizioniModifica

Collegamenti esterniModifica

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