Apri il menu principale

Luigi Bagnolati

politico italiano

Luigi Bagnolati (Bondeno, 28 settembre 1892Bologna, 12 febbraio 1976) è stato un politico italiano.

BiografiaModifica

Dopo la licenza di quinta elementare nel 1903, frequenta la sesta classe, ma abbandona poi gli studi perché, figlio primogenito di braccianti, deve lavorare per aiutare la famiglia. A 15 anni diventa capo di una lega di circa 200 donne braccianti. Si iscrive al Partito Socialista Italiano e ne diventa un assiduo attivista.

Allo scoppio della grande guerra parte per il fronte: viene fatto prigioniero e spedito in Austria, da dove ritornerà a casa nell'agosto del 1919. Torna a militare nel partito socialista. Nello stesso periodo Benito Mussolini fonda il Partito Fascista e si sviluppa nella pianura Padana il fenomeno dello squadrismo. Bagnolati partecipa attivamente al dibattito all'interno del Partito Socialista sulle risposte da dare alle aggressioni degli squadristi: se rispondere con la forza o non fare nulla. Al congresso del partito di Livorno nel 1921 aderisce all'ala comunista che forma il Partito Comunista Italiano e ne diviene il primo segretario della sezione di Bondeno.

È costretto a nascondersi e a dormire nei fienili e nei campi e subisce aggressioni degli squadristi Nel 1924 partecipa al terzo congresso del partito comunista italiano a Lione e diviene membro del comitato centrale. Nel 1927 viene arrestato a Milano e condannato a 15 anni dal tribunale speciale. Esce di prigione nel 1935 grazie ai condoni di pena per essere sottoposto a 3 anni di sorveglianza speciale, ma lascia l'Italia nel 1937 con la moglie e il figlio su suggerimento della sede del partito a Parigi e nella città francese ricopre vari incarichi di partito. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, la sede di Parigi viene chiusa e Bagnolati ripara con la famiglia prima in Normandia e poi verso la Francia meridionale. In seguito all'invasione tedesca è costretto a fermarsi nella località di Chapelle-Saint-Aubin a 5,6 km da Le Mans (Sarthe), dove è oggetto di continui controlli da parte della Gestapo.

Dopo la fine della guerra rientrò in Italia nel dicembre del 1945 e riprese la sua attività nel Partito Comunista Italiano ed è responsabile della distribuzione dei panni UNNRA (Amministrazione delle Nazioni Unite per l'assistenza e la riabilitazione) e presidente di una cooperativa di consumo di Ferrara. In seguito ricopre la carica di segretario della Confederterra e promuove oltre mille cause contro gli agrari della provincia di Ferrara. Per conto del partito scrive Origini della federazione comunista ferrarese. Memorie e documenti e per conto del sindacato Raccolta di documenti contrattuali e diversi di origine fascista della provincia di Ferrara dal 1922 al 1945, Cronaca dell'attività della Chiesa e dei cattolici nella provincia di Ferrara dal 1895 al 1927, in quattro volumi, e Cronaca dal 1897 al 1924 delle lotte politiche e sindacali dei lavoratori della provincia di Ferrara, in cinque volumi.

Muore a Bologna il 12 febbraio del 1976 e viene sepolto nel cimitero di Quacchio (provincia di Ferrara).