Luigi Mancinelli

direttore d'orchestra, compositore e violoncellista italiano

Luigi Mancinelli (Orvieto, 5 febbraio 1848Roma, 2 febbraio 1921) è stato un direttore d'orchestra, compositore e violoncellista italiano.

Luigi Mancinelli

BiografiaModifica

 
Luigi Mancinelli ritratto da F. Garibotti

Fratello minore del direttore d'orchestra Marino Mancinelli, studiò a Firenze con Sbolci (violoncello) e Mabellini (composizione). Fu attivo in Italia (in particolare come direttore del Liceo musicale e direttore artistico al Comunale e alla Cappella Musicale di San Petronio a Bologna e Roma) e all'estero (Teatro Reale di Madrid, Covent Garden di Londra, Teatro Metropolitan di New York, Buenos Aires). Debuttò nel 1874 a Perugia con Aida e fu assunto come primo violoncello al teatro Morlacchi. In seguito si dedicò, oltre che all'opera italiana, alla musica sinfonica tedesca e al teatro musicale wagneriano.[1]

L'abilità dimostrata nel debutto direttoriale colpì l'editore Ricordi e l'impresario Jacovacci, che decisero di scritturarlo all'Apollo di Roma nella veste di maestro sostituto per la stagione 1875 e di direttore in quella successiva (1876). Consolidò nei teatri di Roma un repertorio ampio e raffinato, nel quale spiccavano le interpretazioni di Lohengrin e di Aida.

Dopo Roma, svolse la professione a Bologna (1881-86), dove fondò la Società del quartetto, diresse il teatro Comunale e il liceo musicale G. Rossini (insegnandovi composizione) e rivestì la carica di maestro di cappella in S. Petronio. La sua presenza portò l'orchestra bolognese a un eccellente livello qualitativo, esplicato nella tournée torinese per l'Esposizione musicale del 1884. In questi anni entrò in contatto con il giovane F. Busoni, Liszt e Wagner.

Ebbe meno fortuna come compositore, nonostante l'appoggio dell'editore Ricordi. La sua Paolo e Francesca ebbe riprese al Teatro dell'Opera di Roma nel 1931 e 1948. Compose anche colonne sonore ed ebbe un ruolo decisivo come direttore wagneriano.

A lui è stato dedicato il più grande teatro di Orvieto[2], oggi sede di una compagnia teatrale.[3]

Fu un compositore minore, ma le sue opere liriche e soprattutto i suoi lavori strumentali denotano una grande conoscenza dell'orchestra e dei timbri e ottime doti di strumentatore, riscontrabili principalmente nella suite Scene veneziane (1889).[4][5].

Nel 1881 sposò Luisa Cora, cantante e pittrice.

Rapporti con l'esteroModifica

Dal 1886 Mancinelli concentrò le proprie energie all'estero. A Londra e a Madrid il Mancinelli unì il ruolo direttoriale con la funzione di direttore artistico. Diresse a Londra l'opera italiana al Drury Lane (1887) le stagioni estive al Covent Garden (1888-1905). In Spagna fu attivo al Teatro Real di Madrid dal 1887 al 1893 (portando per la prima volta nel 1888 la Carmen di G. Bizet).

Dal 1892 in poi fu ad Amburgo a Vienna, a New York (1893), in Canada (1898), in California (1900), Lisbona (tra il 1901 e il 1920), Varsavia (1902), Dublino e Rio de Janeiro (1905), Buenos Aires (tra il 1908 e il 1913) e Barcellona (tra il 1910 e il 1913).

Si adoperò per la diffusione del repertorio italiano e per la divulgazione dei lavori wagneriani.

SpagnaModifica

Mancinelli riuscì a imporre il repertorio wagneriano nella capitale spagnola all'inizio del ventesimo secolo e ciò fu riconosciuto dalla stampa madrilena. L'idea di mettere in scena Edgar a Madrid è nata improvvisamente, dopo che si era congratulato con il giovane Puccini per l'opera esprimendo il desiderio di poterla rappresentare in futuro al Teatro Real.

StileModifica

Per Mancinelli sono state impiegate una serie di etichette per circoscrivere via via un indirizzo o una sua tecnica di scrittura: wagnerismo, neoromanticismo, arcaismo, estetismo, simbolismo, estetismo, negoticismo, neoclassicismo.

Queste musiche di scena costituiscono la prima, autentica espressione dell'arte compositiva, condensandone già i principali tratti: il preziosismo dell'orchestrazione modellato sul sinfonismo di conio germanico e il gusto per la trascolorazione timbrica dei temi principali.

L'esibizione del sinfonismo e delle digressioni modulanti, l'intrinseca prolissità nelle perorazioni dei motivi conduttori e la drammaturgia sostanzialmente inerte erano dei limiti che in parte furono ovviati con Ero e Leandro, dove Mancinelli intensifica da un lato l'apporto corale, dall'altro l'irrequietezza armonica. Contraddittorio fu anche il rapporto fra le suggestioni wagneriane.

Si rivelarono, inoltre, alcune novità linguistiche come il largo impiego di quinte vuote e di scale pentatoniche.

 
Italo Cristalli in Paolo e Francesca. Conservatorio Nicolini, fondo Pavesi.

Nella sua veste di esecutore e programmatore il musicista ha in sostanza condiviso la produzione operistica e sinfonica del mondo occidentale, uscendone con una fama di direttore votato alla fedeltà del testo, ostile al divismo dei cantanti, autoritario e abituato a condurre a memoria. Come compositore si mostra, quindi, completo: applicato al teatro, alla produzione sinfonica, alla musica vocale da camera e alla musica per film.

Dotato di una fisionomia artistica che fermenta oltre la linea del proprio tempo porta avanti la forte esigenza di aggiornamento europeo, intesa anche come apertura ai poeti romantici europei e come urgenza di aggiornare l'Italia sulla produzione strumentale tedesca. Pur rispondendo ai requisiti della romanza italiana dell'epoca, si apre spesso alla poesia e a scritture estere come Heine, Goethe, Alfred de Musset e Schubert, Schumann, Mendelssohn e Gounod per la musica. Tra questi colpisce soprattutto il nome di Heine, poeta che Mancinelli ha voluto mettere in musica nella Barcarola a 2.

Isora di ProvenzaModifica

La fonte del libretto è francese e poetica: , la vicenda vede un cavaliere errante della terza schiera di eroi cantati nella Légende des siècles di V.Hugo, leggenda a cui si ispira il terzo atto. Il primo e il secondo ne costituiscono un'invenzione. Come librettista dell'opera viene indicato (generalmente nei cataloghi) il solo Zanardini.

Isora di Provenza si prestava a costruire un punto d'onore per i wagneriani d'Italia. Sull'altro versante quelli del Caffè delle Arti gli davano torto. Questo insuccesso porta il compositore ad abbandonare tutti gli incarichi bolognesi per accettare le offerte di lavoro ricevute dall'Inghilterra.

Sarebbe così cominciata la fase della sua biografia internazionale, diviso inizialmente tra Londra e Madrid in veste di direttore.

Paolo e FrancescaModifica

 
Italo Cristalli in Paolo e Francesca. Conservatorio Nicolini, fondo Pavesi.

Nell'atto unico Paolo e Francesca, per quattro personaggi e coro, ritroviamo le caratteristiche decorative, tipicamente liberty. La scrittura orchestrale è suggestiva ed evocativa. Spesso commentata nella rievocazione di villotte, frottole e ballate.

Caratteristica è la presenza di un'orchestra 'psicologica' e l'alternanza di ardui cromatismi e diatonismo antico.

ArchivioModifica

La sua biblioteca fu donata al conservatorio di Genova. La maggior parte delle fonti autografe è nell'Archivio di Stato di Terni.

 
Isora di Aix, figurino per Isora di Provenza atto 2 (1884). Archivio Storico Ricordi.

OpereModifica

Opere vocali e strumentaliModifica

  • Romanza senza parole, per violoncello e pianoforte (1907)
  • Prière des oiseaux, per voci bianche e orchestra (1910)
  • Sei melodie, per canto e pianoforte (1914)

Opere liricheModifica

Altri lavori teatraliModifica

Musica sacra non liturgicaModifica

  • Isaia, cantata sacra su versi di Giuseppe Albini (Norwich, 13 ottobre 1887)
  • Sancta Agnes, cantata sacra su versi di Giuseppe Albini (Norwich, 27 ottobre 1905)

Composizioni sinfonicheModifica

  • Scene veneziane, Suite (Madrid, 10 marzo 1889)
  • Riflessi e paesaggi, Suite (1902)
  • Ouverture romantica (1908)

Colonne sonoreModifica

NoteModifica

  1. ^ R. Sabatini, Musica in Umbria, Morlacchi, 2016, ISBN 978-88-6074-799-0.
  2. ^ Teatro Luigi Mancinelli, su Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo. URL consultato il 3 luglio 2022.
  3. ^ Secondo altre fonti, il teatro di Orvieto è dedicato sia a Luigi che al fratello Marino Mancinelli. Cfr. Redazione 2, Luigi Mancinelli, indiscusso direttore d’orchestra e raffinato musicista, su Orvietosì.it, 12 marzo 2021. URL consultato il 3 luglio 2022.
  4. ^ Mancinèlli, Luigi, in Sapere.it, De Agostini. URL consultato il 16 maggio 2015.
  5. ^ Mancinèlli, Luigi, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 16 maggio 2015.

BibliografiaModifica

  • Antonio Mariani, Luigi Mancinelli. La vita, LIM, Lucca 1998 - ISBN 88-7096-136-2.
  • Antonio Mariani, Luigi Mancinelli. Epistolario, LIM, Lucca 2000 - ISBN 88-7096-264-4.
  • Andrea Sessa, Il melodramma italiano 1861-1900, Firenze, Olschki 2003, pp. 290–1 - ISBN 88-222-5213-6.
  • Microsoft Encarta, Enciclopedia Premium, 2006.
  • Enciclopedia multimediale, Rizzoli Larousse, 2001.
  • Mancinèlli, Luigi, in Sapere.it, De Agostini. URL consultato il 16 maggio 2015.
  • Mancinèlli, Luigi, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 16 maggio 2015.
  • Mancinelli, Luigi, Musica, edizioni Le Garzantine (Garzanti Libri), Milano, 2005.
  • Meravigliosamente un amor mi distringe, intorno a Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai, Rovereto, 2017- ISBN 978-88-7498-266-0.
  • (IT) R. Sabatini, Musica in Umbria, Morlacchi, 2016, ISBN 978-88-6074-799-0.
  • Eduardo Rescigno, Mancinelli, Luigi, in Vivaverdi, Bur, 2012, ISBN 9788858639023.

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