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Luigi Giulio Mancini-Mazarini

diplomatico e scrittore francese
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Busto di Luigi Giulio Mancini-Mazarini

Luigi Giulio Mancini-Mazzarino, duca di Nevers (Parigi, 16 dicembre 1716Parigi, 25 febbraio 1798), è stato un diplomatico e scrittore francese, sesto membro eletto ad occupare il posto 4 dell'Académie française nel 1742.

Indice

BiografiaModifica

Mancini-Mazzarino nacque a Parigi figlio di Francesco Mancini, duca di Nevers e di Maria Anna Spinola, del ramo di San Luca trapiantato nei Paesi Bassi, primogenita ed erede di Giovanni Battista, Principe di Vergagne e dell'Impero e nipote del grande condottiero Ambrogio Spinola, che si erano sposati nel 1709. Francesco era un pronipote del cardinale Giulio Mazzarino. Fu bisnipote della grande bellezza Gabrielle de Rochechouart, sorella di Madame de Montespan.

Aveva i titoli di Duca di Nivernese e di Donzy, Principe di Donziois, di Vergagne e del Sacro Romano Impero, Barone romano, Patrizio veneto, Pari di Francia e Grande di Spagna di I classe. Educato al Collegio Louis-le-Grand, successivamente intraprese la carriera delle armi servendo nelle campagne d'Italia (1733) e di Boemia (1744).

Fu colonnello del reggimento del Limosino alla testa del quale si distinse nella guerra di Germania (1741) e dopo ottenne il titolo di Brigadiere degli Eserciti del Re (1743). Dal 1748 al 1752 fu ambasciatore a Roma presso la Santa Sede, poi a Berlino (1756) e Londra (1762-63) dove negoziò il trattato di Parigi che pose fine alla guerra dei sette anni (1763). In seguito fu creato cavaliere dell'ordine del Re (Ordine dello Spirito Santo) e di una decina di ordini stranieri. Fu membro onorario dell'Académie des inscriptions et belles-lettres, della Società Reale di Londra, delle Accademie di Berlino e Nancy. Fu eletto all'Accademia di Francia l'8 novembre 1742 e ne divenne direttore nel 1761.

Partecipò al governo di Lomènie de Brienne e del Necker come Ministro di Stato (1787-89), poi fu Ministro senza portafoglio e Consigliere del Re (1788-89). Durante la Rivoluzione fu imprigionato ai Carmes (1793). Uscito di galera, nel 1795 divenne Presidente del Dipartimento della Senna. Creò nel suo ducato l'Assemblea del Nivernese il 16 agosto 1788 e mise fine ad otto secoli di regime feudale. Lasciò una Corrispondenza, Discorsi, Riflessioni sul genio di Orazio, Riguardo Despreaux e J.B. Rousseau, e la celebre poesia "Una rondine non fa primavera" tutte edite nel 1807.

FamigliaModifica

Sua moglie fu Elena Francesca Angelica Phélypeaux (1715-1781), figlia di Girolamo Phélypeaux, Conte de Pontchartrain, che gli diede 5 figli;

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN9979313 · ISNI (EN0000 0000 8034 4153 · LCCN (ENn86831618 · GND (DE100225411 · BNF (FRcb129770275 (data) · CERL cnp01470677