Luigi Michele Barberis

Luigi Michele Barberis (Torino, 1725Torino, 1798) è stato un architetto italiano.

Duomo di Vercelli

BiografiaModifica

 
Duomo di Casale Monferrato

Barberis fu architetto civile e idraulico, ingegnere, membro del Consiglio degli Edili di Torino dal 1779 al 1798,[1] anche se fu attivo principalmente a Vercelli, e nei dintorni, dove si trasferì assieme a Benedetto Alfieri, di cui fu allievo,[2] per collaborare all'esecuzione dei lavori al duomo (1755-1765).[3][4]

Fece parte di una generazione di architetti che partendo da un'influenza classicista juvarriana di Benedetto Alfieri, da una discendenza stilistica vittoniana, approdò ad una raffinatezza stilistica comprendente elementi dello Stile Luigi XVI:[1] un proto neoclassicismo, caratterizzato dal disegno sapiente, legato alla tradizione ma capace di avvicinarsi alle novità del momento.[1]

Tra le sue opere si ricordano la facciata della chiesa di San Michele a Vercelli (1758); la parrocchiale di Stroppiana;[3] il completamento dei lavori nel duomo di Casale Monferrato e la cappella di Sant'Evasio (1760-1770); la facciata della chiesa della Madonna del Carmine a Torino (1764); villa Viarana a San Maurizio Canavese (1769); lavori nel duomo di Torino;[1] la chiesa e il convento di San Giuseppe a Vercelli (1769), chiamata anche di Santo Spirito delle monache progettata assieme al convento (Collegio delle orfane, poi Fondazione Isabella de Cardona);[3] la chiesa del Carmine a Novara (1770); villa La Moglia a Chieri (1770-1775);[2][5]

A Barberis sono attribuite alcune ville, oltre che il santuario della Madonna della Fontana presso Chieri (1778-1779) e il palazzo Vallesa della Martiniana a Torino (1783-1791).[3][6]

OpereModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d Luigi Michele Barberis, su cittaecattedrali.it. URL consultato il 12 maggio 2019.
  2. ^ a b Barbèris, Luigi Michéle, su sapere.it. URL consultato il 12 maggio 2019.
  3. ^ a b c d Luigi Michele Barberis, in le muse, II, Novara, De Agostini, 1964, p. 45.
  4. ^ Piemonte, Valle d'Aosta: Torino, Alpi, Monferrato, Verbano, Langhe, Ossola, su books.google.it. URL consultato il 12 maggio 2019.
  5. ^ Piemonte (non compresa Torino), su books.google.it. URL consultato il 12 maggio 2019.
  6. ^ Palazzo Vallesa della Martiniana, su museotorino.it. URL consultato il 12 maggio 2019.

BibliografiaModifica

  • Giulio Carlo Argan, L'arte italiana 1770-1970, Firenze, Sansoni, 1970.
  • Marziano Berardi, Il palazzo Vallesa, Torino, Società piemontese centrale di elettricità, 1950.
  • Augusto Cavallari Murat, Antologia Monumentale di Chieri, Torino, Istituto Bancario San Paolo di Torino, 1969.
  • Arabella Cifani e Franco Monetti, Il Palazzo Vallesa di Martiniana. Da dimora signorile a sede sociale l'evoluzione di un palazzo in Torino, Torino, SIP, 1989.
  • Enrico Castelnuovo e Marco Rosci, Cultura figurativa e architettonica negli Stati del Re di Sardegna, 1773-1861, Torino, Stamperia artistica nazionale, 1980.
  • Emilio Lavagnino, L'arte moderna dai neoclassicisti ai contemporanei, Torino, UTET, 1956.
  • (EN) C. Meeks, Italian Architecture 1750 - 1914, Londra, 1966.
  • Politecnico di Torino. Dipartimento Casa Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Torino, Società degli ingegneri e degli architetti in Torino, 1984.
  • V. Vercelloni, Dizionario enciclopedico di architettura e urbanistica, Roma, 1969.

Voci correlateModifica