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Luigi Villoresi (botanico)

botanico e architetto del paesaggio italiano

Luigi Villoresi (Desio, 16 novembre 1779Monza, 1823) è stato un agronomo, botanico e architetto del paesaggio italiano, progettista di giardini e ibridatore di rose.

BiografiaModifica

La famiglia Villoresi è originaria del Mugello in Toscana. Il primo nome conosciuto è Giandomenico, giardiniere della casa granducale all'epoca di Leopoldo I attorno alla metà del XVIII secolo. Il figlio Antonio si trasferì per incarico del granduca, in Lombardia per esercitare l'attività di giardiniere a servizio del Viceré Austriaco Ferdinando d'Asburgo-Este. In tale funzione realizzò diversi parchi e ville nel milanese (Villa Cusani Tittoni Traversi), acquisendo un'esperienza che fu trasferita al figlio Luigi[1].

Luigi Villoresi si diploma come agrimensore presso l'Università di Pavia e diventa responsabile, dal 1802 al 1823, dei giardini e del parco della Villa Reale di Monza. Fu lui che fece piantare il lungo filare di platani che ornano il viale che dà accesso alla villa, e fu in occasione di questi lavori che conobbe Luigi Canonica[2].

Villoresi fu inoltre incaricato di occuparsi anche di tutti i festeggiamenti che avevano luogo nei giardini della villa. Nel 1805, durante l'incoronazione di Napoleone a Re d'Italia, avvenuta il 26 maggio, fu incaricato di organizzarne la scenografia. Inviò a Milano cento carri di fiori e trasportò a Milano sotto la sua responsabilità la famosa Corona Ferrea, da sempre custodita nel Duomo di Monza.

Canonica e Villoresi collaborarono non solo per la Reggia di Monza ma anche per la realizzazione dei giardini della Villa Melzi d'Eril di Bellagio, su incarico del duca Francesco Melzi d'Eril[3]. Villoresi lavorò anche in altri giardini importanti come quello della Villa Reale (Milano) già disegnato da Leopold Pollack[4], senza disdegnare anche commesse meno prestigiose come il Castello di Agazzano, i giardini dell'ex Palazzo dei Perego di Cremnago[5], Villa Rescalli a Busto Garolfo[6].

Luigi Villoresi è ricordato anche per aver fondato la prima Scuola botanica in Lombardia, la cui sede fu posta proprio all'interno del Parco di Monza e per essere stato il primo ibridatore di rose in Italia, famosa fu la rosa che porta ancora il suo nome "Bella di Monza" (Modoetiensis Villoresi), ma creò più di una ventina di nuove rose della varietà Bengal e China[2].

Luigi Villoresi sposò Teresa Baffa, che gli diede sette figli: il fratello maggiore Andrea (barnabita, che prende nome Luigi in onore del padre) fondo' l'Istituto dei Chierici Poveri di Monza dove furono formati oltre 700 Sacerdoti secondo gli insegnamenti del suo Maestro Padre Rosmini, Eugenio Villoresi, il secondogenito e il più conosciuto, costruì il Canale Villoresi. Ci furono altri due maschi che diventarono sacerdoti, Don Giosué e Don Settimino, e un ultimo maschio, Filippo, che diventò anch'egli ingegnere e si dedicò come il padre alla progettazione di parchi e giardini. La figlia Amalia si conquistò la fiducia della viceregina Amalia di Baviera e sposò l'ingegnere Luigi Meraviglia che collaborò con il fratello Eugenio[7]. Nella famiglia Villoresi vi furono molti Luigi: oltre al padre e al figlio barnabita, ci fu anche un nipote, anch'egli agronomo e botanico, che fu nominato cavaliere del lavoro il 19 novembre 1905[8].

NoteModifica

  1. ^ Le dighe del Panperduto (PDF), su www.etvilloresi, 2009. URL consultato il 16 febbraio 2016.
  2. ^ a b ISBN 978-88-317-2220-9 Monica Torri e Paolo Patané, La Villa Reale di Monza, Marsilio, 2015.
  3. ^ Sabrina Pellissetti (a cura di), La grande ricchezza botanica del Giardino di Villa Melzi d'Eril a Bellagio. Una conversazione con Ornella Selvafolta, in Altre modernità, vol. 10, Università degli Studi di Milano, novembre 2013, pp. 250-255, ISSN 2035-7680 (WC · ACNP). URL consultato il 17 febbraio 2016.
  4. ^ Cecilia Martinelli, Storia dell'Arte, vol. 2, Hoepli, 2004.
  5. ^ Palazzo dei Perego di Cremnago (ex), su www.lombardiabeniculturali. URL consultato il 16 febbraio 2016.
  6. ^ Palazzo Rescalli, Spazio seicento, su www.spazioseicento.it. URL consultato il 16 febbraio 2016.
  7. ^ Maria Canella, L'ingegner Eugenio Villoresi e la cultura politecnica negli anni dell'unificazione nazionale.
  8. ^ Luigi Villoresi, su www.cavalieridellavoro.it. URL consultato il 16 febbraio 2016.

Voci correlateModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN299750080 · GND (DE1034052683 · CERL cnp02074107