Lupo di ferro

Protagonista di una popolare leggenda lituana sulla fondazione di Vilnius
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Il lupo di ferro (in lituano: Geležinis Vilkas) è il protagonista immaginario di una leggenda medievale legata fondazione di Vilnius, la capitale dell'antico Granducato di Lituania e della moderna Repubblica di Lituania. Menzionato per la prima volta nelle cronache lituane, la storia condivide alcune similitudini con la Lupa capitolina e forse rifletteva il desiderio lituano di individuare le radici della loro stirpe nell'Impero romano (è il caso dei Polemonidi).[1] La leggenda divenne popolare durante il Romanticismo e oggi il Lupo di ferro è presente in vari simboli, ovvero in quello di Vilnius e di squadre sportive, gruppi militari lituani, scout e altre organizzazioni.[1]

Il lupo di ferro utilizzato come simbolo dell'esercito lituano (la Brigata di fanteria meccanizzata Lupo di ferro)

LeggendaModifica

Secondo la leggenda, il granduca Gediminas (circa 1275-1341) stava cacciando nella foresta sacra vicino alla valle di Šventaragis, vicino alla confluenza tra il fiume Vilnia e il fiume Neris. Stanco dopo la fruttuosa caccia di un uro, il granduca si accampò lì per trascorrere la notte. Addormentatosi profondamente, sognò un lupo fatto di ferro che si trovava su una collina e ululava in modo strano, quasi pareva migliaia di lupi stessero facendo con lui lo stesso verso in contemporanea.[2][3] Egli rivelò la sua visione al suo sacerdote, Lizdeika e questi gli disse che il sogno andava interpretato come un segno del fatto che andasse costruita una città nel punto esatto in cui il lupo ululava.[4][5] "Questa città" - spiego il religioso - "sarà la capitale delle terre dei lituani e dimora dei loro sovrani, e la gloria delle loro azioni risuonerà in tutto il mondo". Pertanto, Gediminas, obbedendo alla volontà degli dei, costruì la città e le conferì il nome di Vilnius, derivante da uno dei fiumi alla confluenza, la Vilnia.

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Saulius A. Suziedelis, Historical Dictionary of Lithuania, 2ª ed., Scarecrow Press, 2011, p. 136, ISBN 978-08-10-87536-4.
  2. ^ Robert Moss, Il ragazzo che tornò dall'aldilà, Edizioni Mondadori, 2015, p. 321, ISBN 978-88-52-06782-2.
  3. ^ Uomo e cultura: revista di studi etnologici, 41-52, S.F. Flaccovio, 1989, p. 191.
  4. ^ (EN) Jonathan Bousfield, Baltic States, Rough Guides, 2004, pp. 111-112, ISBN 978-18-58-28840-6.
  5. ^ Peter Dragicevič, Hugh McNaughtan e Leonid Ragozin, Estonia, Lettonia e Lituania, EDT srl, p. 559, ISBN 978-88-59-23265-0.

Collegamenti esterniModifica