Maddalena di Baviera

nobile tedesca

Maddalena di Baviera (Monaco di Baviera, 4 luglio 1587Neuburg an der Donau, 25 settembre 1628) è stata una nobile tedesca, principessa di Baviera e, a seguito di matrimonio, contessa palatina del Palatinato-Neuburg e duchessa di Jülich-Berg.

Maddalena di Baviera
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Maddalena di Baviera, contessa palatina di Neuburgo; ritratto di Pieter de Witte
Contessa Palatina di Neuburg e Duchessa di Jülich-Berg
Nascita Monaco di Baviera, 4 luglio 1587
Morte Graz, 25 settembre 1628
Casa reale Casato di Wittelsbach
Padre Duca Guglielmo V di Baviera
Madre Renata di Lorena
Consorte di Volfango Guglielmo, conte palatino di Neuburg

BiografiaModifica

Ultimogenita del duca Guglielmo V di Baviera (1548–1626), e di sua moglie Renata di Lorena (1544–1602), la sua mano venne chiesta nel 1607 dall'arciduca Mattia, su consiglio di Melchior Khlesl, in modo da ottenere l'appoggio bavarese nella lotta che lo opponeva a suo fratello, l'imperatore Rodolfo II. Sebbene il padre fosse favorevole, vi si oppose il fratello, Massimiliano I, elettore di Baviera, che non voleva essere coinvolto nei problemi interni dell'Austria e nel 1608 Mattia rinunciò formalmente al progetto matrimoniale. Nel maggio del 1609 l'arciduca Leopoldo V d'Austria visitò Monaco e si dichiarò disposto a rinunciare ai suoi voti religiosi per poter sposare Maddalena. L'imperatore Rodolfo aveva promesso a Leopoldo, in pregiudizio del fratello Mattia, la successione in Boemia ed in Ungheria.

L'11 novembre 1613 Maddalena sposò, a Monaco, il principe ereditario Volfango Guglielmo del Palatinato-Neuburg (1578–1653), che era un caro amico del fratello. Si sperava che tramite il matrimonio lo sposo tornasse al cattolicesimo. Il matrimonio fu celebrato dal principe vescovo di Eichstätt Johann Christoph von Westerstetten, nella Frauenkirche, alla presenza di 17 principi regnanti. La sposa rinunciò formalmente per sé e per tutti i suoi discendenti a qualsiasi diritto ereditario e finanziario in Baviera: ricevette in dote 50.000 fiorini ai quali il fratello aggiunse altri 30.000 fiorini.

Maddalena portò al suo seguito due gesuiti e fece edificare nel piano superiore del castello di Neuburg una cappella cattolica.

La coppia venne inviata nei Paesi Bassi dal padre dello sposo, il conte palatino Filippo Luigi per governare il ducato di Jülich-Kleve-Berg, che era oggetto di controversie patrimoniali con la casata di Brandeburgo. Qui una volta, durante una funzione ecclesiastica si sparò a Maddalena, attraverso una finestra aperta.

Il 15 maggio 1614, senza aver ottenuto il consenso del padre (convinto luterano), il marito si convertì ufficialmente al cattolicesimo nella cattedrale di San Lamberto di Düsseldorf.

Morì inaspettatamente all'età di 41 anni e venne sepolta nella cripta della chiesa gesuita di Neuburg, da poco costruita.

DiscendenzaModifica

Maddalena diede a Volfango Guglielmo un solo figlio:

AscendenzaModifica

Ducato di Baviera
Wittelsbach
1503-1623
 

Alberto IV
Guglielmo con Ludovico X
Ludovico con Guglielmo IV
Alberto V
Guglielmo
Massimiliano I
Modifica
Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Guglielmo IV di Baviera Alberto IV di Baviera  
 
Cunegonda d'Austria  
Alberto V di Baviera  
Maria Giacomina di Baden Filippo I di Baden  
 
Elisabetta del Palatinato  
Guglielmo V di Baviera  
Ferdinando I d'Asburgo Filippo I d'Asburgo  
 
Giovanna di Castiglia  
Anna d'Asburgo  
Anna Jagellone Ladislao II di Boemia  
 
Anna di Foix-Candale  
Maddalena di Baviera  
Antonio di Lorena Renato II di Lorena  
 
Filippina di Gheldria  
Francesco I di Lorena  
Renata di Borbone-Montpensier Gilberto di Borbone-Montpensier  
 
Chiara Gonzaga  
Renata di Lorena  
Cristiano II di Danimarca Giovanni di Danimarca  
 
Cristina di Sassonia  
Cristina di Danimarca  
Isabella d'Asburgo Filippo I d'Asburgo  
 
Giovanna di Castiglia  
 

BibliografiaModifica

  • F. A. Förch: Neuburg und seine Fürsten: ein historischer Versuch als Beitrag zur Geschichte des Fürstenthums Pfalz-Neuburg, A. Prechter, 1860, S. 74 ff.
  • Dieter Albrecht: Maximilian I. von Bayern 1573-1651, Oldenbourg Wissenschaftsverlag, 1998, S. 155 f.

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