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Madeleine Fischer

attrice e imprenditrice italiana

BiografiaModifica

Figlia di un facoltoso industriale elvetico, Hans, e di Lea Pittoni, professoressa italiana di lingua tedesca, trascorse i suoi primi anni a Romanshorn, dove ebbe, secondo i voleri del padre, una formazione caratterizzata da spirito imprenditoriale e commerciale. Nel contempo, da parte materna, ricevette un'educazione tutta italiana, ispirata alle lettere e l'arte. Dopo il divorzio dei genitori, negli anni '50 decise di raggiungere la madre, che viveva a Roma.

 
Romanshorn, città natale di Madeleine Fischer

Dopo una breve esperienza come indossatrice per alcune case di moda, fu introdotta nel mondo del cinema, dove conobbe ed entrò in amicizia con personaggi come Gabriele Ferzetti, Monica Vitti e Michelangelo Antonioni.

Debutta nel cinema nel 1953 con l'episodio Quattro attrici, una speranza di Siamo donne, diretta da Alfredo Guarini. Due anni più tardi, Antonioni, in Le amiche, le affida il ruolo che la rende celebre, quello di Rosetta Savoni, la ragazza sensibile che giungerà al suicidio per amore di un pittore. Subito dopo interpreta Carla Alberini, nel film di Antonio Pietrangeli, Lo scapolo, accanto ad Alberto Sordi, e quindi, sempre con Sordi, è Liliana ne I pappagalli di Bruno Paolinelli. L'inizio della carriera è promettente ma in seguito avrà pochi ruoli sul grande schermo: lavora con Bragaglia, Vasile, Heusch (nel primo film di fantascienza italiano, La morte viene dallo spazio) e Mercanti.

Dopo il matrimonio con un professionista romano, nel 1958, lascia definitivamente il cinema.

Terminata una breve esperienza dedicata alla fotografia di scena, stringe un sodalizio commerciale con il produttore discografico, Alberigo Crocetta. Sfruttando il successo del Piper Club e della Musica beat, negli anni sessanta, apre, nel cuore pariolino di Roma, dei negozi di abbigliamento alla moda d'avanguardia, per giovani e bambini, come Il Piper Market[2] e il Piperino, che presto diventano un punto di riferimento di un certo pubblico.

La Fischer, continuò la sua attività nel mondo della moda e nella pubblicità, vivendo a Milano e saltuariamente a New York. Dissolto il primo matrimonio, scelse come nuovo compagno il conte Amedeo Malingri di Bagnolo, professionista in nuove tecniche fotografiche e cinematografiche di ultima generazione. Con i suoi fratelli era noto soprattutto per la sua passione per la vela[3]. Passione che coinvolse anche la Fischer, che in quegli anni, insieme al nuovo marito, si cimentò con successo nella circumnavigazione del globo.

Negli anni settanta, decise di lasciare i clamori delle grandi città ritirandosi nelle campagne umbre. Grazie alla sua capacità imprenditoriale, organizzò il restauro un ampio complesso monastico già di proprietà della famiglia. Lo adibì a scuola, per il recupero di antiche arti e mestieri. A titolo gratuito accolse studenti per corsi dediti alla realizzazione di manufatti al telaio, manufatti di ceramica e di rame e opere di falegnameria. Più tardi, decise di riconvertire il complesso in un centro turistico alberghiero.

Negli anni che seguirono, non dimenticando i suoi trascorsi artistici, scrisse alcune sceneggiature, che però non trovarono uno sbocco sul grande schermo. Realizzò comunque, nel 2004, un lungometraggio, chiamato Uròboro[4] versione postmoderna della fiaba di Cappuccetto Rosso in forma d'opera buffa. Nell'occasione, ebbe il merito di scoprire e tenere a battesimo un gruppo musicale, i Guappecartò[5], al quale affidò la colonna sonora del film[6].

Madeleine Fischer continua la sua attività artistica e imprenditoriale in Umbria.

FilmografiaModifica

 
Madeleine Fischer nel 2013

DoppiaggiModifica

NoteModifica

  1. ^ Di madre italiana usufruisce di doppia cittadinanza: italiana e svizzera
  2. ^ Lebanon Daily News, Rome goes for "beat" faschion. Lebanon - 15 luglio 1966. Pag. 16 - Fonte
  3. ^ Carlo Marincovich, I Malingri dinasty della Vela. Quotidiano La Repubblica 8 luglio 1996 - Fonte
  4. ^ Accademia Palasciana, Guappi di delicate infiorescenze. 24 giugno 2010 - Fonte
  5. ^ Il gruppo Guappecartò, nato tra le strade di Gubbio e Perugia si è trasferito poi a Parigi
  6. ^ Musicraiser, Les Guappecartò, Paris - Fonte

BibliografiaModifica

  • Paolo Mereghetti: Il Mereghetti, Dizionario del Cinema, Collana "Le Boe", Baldini & Castoldi. Milano - 2014
  • Laura, Luisa e Rolando Morandini: Il Morandini, Dizionario dei film e delle serie televisive. Zanichelli. Bologna - 2014

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN46971179 · ISNI (EN0000 0000 7840 6490 · LCCN (ENno2009021570 · BNF (FRcb14177498p (data) · WorldCat Identities (ENno2009-021570