Madonna dell'Uragano

Madonna dell'Uragano
Madonna di Belvedere e Santi Filippo e Giacomo.jpg
Statua della Madonna dell'Uragano di Carovigno e dei Santi Filippo e Giacomo
Tipo di festaReligiosa locale
Data17 agosto (Carovigno), seconda domenica di settembre (Cocumola), 10 settembre (Diso)
Celebrata aCarovigno (BR), Cocumola(LE), Diso(LE)
Religionecattolicesimo
Data d'istituzione17 agosto 1841 a Carovigno, 1980 Cocumola
Statua settecentesca della Madonna dell'Uragano venerata a Cocumola Lecce

La Madonna dell'Uragano è un titolo che viene attribuito dai cristiani a Maria, madre di Gesù, in alcuni comuni del Salento.

Il cultoModifica

(17 agosto 1841)Percorso processione dalla Chiesa Madre alla "Chianca" a sinistra e percorso dell'uragano a destra.

Una delle principali feste dedicate alla Madonna dell'Uragano, è svolta a Carovigno (BR). La storia narra, che il 17 agosto del 1841, una tempesta si alza a 2 km a sud-ovest del paese, e si dirigeva proprio verso il centro di Carovigno. I carovignesi, da sempre fedeli nella loro patrona Maria Santissima di Belvedere, corsero nella Chiesa Matrice e prelevarono la statua (insieme ad altre statue di Santi). In processione, uscirono da Porta Brindisi, proseguirono per mezza strada la "Nchianata di lu succursu" e si fermarono in una "Chiusa", tra gli alberi secolari d'ulivo, dove, su una "Chianca" (roccia) appoggiarono la Madonna di Belvedere. I carovignesi, iniziarono a pregare fino a quando l'Uragano, dopo aver distrutto intere campagne, deviò la rotte e si diresse nei pressi di Serranova fino a sfociare nel mare, risparmiando Carovigno [1]. In seguito i Carovignesi rientrarono in paese e si decise di svolgere i festeggiamenti in onore della Madonna di Belvedere, denominata da quel giorno dell'Uragano. Dopo circa 2 secoli dall'accaduto e nonostante l'urbanizzazione del paese, la "Chianca" dove venne appoggiata la Madonna, è ancora visibile in Via Giosuè Carducci.

Nel leccese invece, il culto per la Madonna dell'Uragano, praticato principalmente a Cocumola e a Diso, si diffuse a partire dal 1832, quando, secondo la tradizione locale, la Vergine risparmiò i due centri salentini da una violenta tempesta che si era scatenata nella giornata del 10 settembre, mietendo nei paesi circostanti diverse vittime.[senza fonte]

Si racconta che in questi due paesi il maltempo non recò alcun danno.

A Cocumola un pittore che stava in chiesa per dipingere, vide sul finestrone principale l'immagine della Madonna che con le braccia aperte proteggeva il paese e i suoi abitanti.

Festeggiamenti e tradizioniModifica

  • A Carovigno, in festeggiamenti non si sono mai interrotti nel corso degli anni. I primi festeggiamenti iniziano la prima domenica di agosto, con l'esposizione dei patroni santi Filippo e Giacomo. Il vero e proprio giorno festivo è il 17 agosto (giorno dell'Uragano). La mattina, viene svolta la tradizionale "fiera dell'Uragano", un mercato che si svolge presso rione Conella, a nord di Carovigno. La sera, dopo la Santa Messa nella Chiesa Madre, vengono portati in processione la Madonna di Belvedere e vari Santi, tra cui gli "immancabili" patroni Santi Giacomo e Filippo. Una fondamentale tappa della processione(dimenticata per una decina di anni e ripresa nel 2015) è la "Chianca di La Madonna di Belvideri" (così soprannominata dai carovignesi), dove si rivive quel giorno attraverso la preghiera.
     
    "Chianca di la Madonna di Belvideri"
  • I festeggiamenti religiosi si uniscono a quelli civili, e a Cocumola dal 1980 si svolge, la seconda domenica di settembre, una tradizionale fiera-mercato con prodotti agricoli e artigianali.

DocumentiModifica

L'11 ottobre 1841, venne pubblicato un articolo riguardante l'Uragano che minacciò Carovigno qualche mese prima, il 17 agosto del 1841.

«Una meteora esercitava nel giorno diciassette agosto i suoi furori nel comune di Carovigno in Terra d'Otranto. Alle ore 17 e mezzo d'Italia, al Sud-Ovest del Comune, ed a circa due miglia di distanza dallo stesso, sorse una meteora vaporosa, quasi vorticosa colonna di color bruno rossastro, che gigantesca si alzò in aria, e poscia a poco a poco andò dilatandosi nella base, e restringendosi nella sommità, circondata sempre da nuvole bianche, parte in forma pur di colonne, parte di strana figura che tutte con rapida volubilità le si giravano intorno. Era meraviglioso insieme e tremendo il vedere quella meteora in forma di viaggiator vulcano avanzarsi minacciosa verso l'abitato, e con gagliardia da non potersi concepire devastare in suo cammino quanto incontrava.[...]»

(Giornale delle due Sicilie, numero 220 del 1841)

In seguito viene descritto il miracolo compiuto da Maria Santissima di Belvedere.

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