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Madonnina

statua della Vergine Maria in cima al Duomo di Milano
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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il quadro di Roberto Ferruzzi, vedi Madonnina (Ferruzzi).
Madonna Assunta
La Madonnina.jpg
AutoreGiuseppe Perego
Data1768 - 1774
Materialerame dorato
Altezza415 cm
UbicazioneGuglia più alta del Duomo di Milano, Milano
Coordinate45°27′51.48″N 9°11′30.59″E / 45.464301°N 9.191831°E45.464301; 9.191831Coordinate: 45°27′51.48″N 9°11′30.59″E / 45.464301°N 9.191831°E45.464301; 9.191831
La Madonnina vista dalla Rinascente

La Madonnina (Madonnina in dialetto milanese[1][2], AFI: [maˌduˈniːna]) è una statua di Giuseppe Perego in rame dorato[3], raffigurante la Madonna Assunta e posta sulla guglia maggiore del duomo di Milano. Dal momento della sua posa, avvenuta nel 1774, è diventata il simbolo della città, al di là della sua valenza religiosa[4]. Frasi come all'ombra della Madonnina indicano per antonomasia la città di Milano. L'alabarda è in realtà un parafulmine "mascherato".

Storia e descrizioneModifica

Nel XVIII secolo il duomo era ancora quasi privo di guglie e in continuo stato di lavorazioni riprese, interrotte e mai completate. Su impulso dell'arcivescovo Giuseppe Pozzobonelli, Il 16 luglio 1765 il Capitolo della Veneranda Fabbrica del Duomo deliberava di fare innalzare la guglia maggiore, sopra il tiburio eretto alla fine del Quattrocento. L'opera, che era in discussione da molti anni, venne progettata (1765) e poi realizzata (1769) dall'architetto della veneranda fabbrica Francesco Croce e il duomo raggiunse così l'altezza complessiva di 108,50 metri.

Sulla cima della guglia, secondo un piano che risale probabilmente alle origini stesse del Duomo, venne posta una statua dell'Assunta (alta 4,16 metri) con lo sguardo e le braccia aperte a implorare la benedizione di Dio verso la città.

Il capitolo indisse un concorso, fra i molti scultori impegnati nella fabbrica del duomo, per la realizzazione della statua, del quale risultò vincitore Giuseppe Perego, scultore lombardo attivo nel periodo tardobarocco di cui si posseggono scarse notizie biografiche, allievo del più noto Elia Vincenzo Buzzi. Il Perego fu prescelto in base ai modellini in terracotta della statua da lui predisposti, ancor oggi conservati all'interno del Museo del Duomo di Milano. Fu scelto in particolare il modello più semplice, raffigurante l’Assunta su di una nuvola senza angeli intorno.

A partire dal modello in scala ridotta plasmato dal Perego, fu ricavato un modello in legno di noce, poi tradotto in rame sbalzato dall’orafo Giuseppe Bini. La statua, costituita da lamine di rame sbalzate e dorate sostenute da un'anima in ferro, venne posizionata e fissata da tre magutt il 30 dicembre 1774.[5]

Durante la seconda guerra mondiale la statua venne ricoperta da teli, per ridurne la visibilità impedendo che diventasse un riferimento topografico di navigazione per i bombardieri alleati.

Nel dopoguerra la degradata struttura in ferro fu sostituita da una in acciaio inossidabile.

L'altezzaModifica

La tradizione vuole che nessun edificio di Milano possa essere più alto della Madonnina. Una legge, resa ufficiale negli anni trenta, impedì alla Torre Branca di Gio Ponti e alla Torre Velasca di superare i fatidici 108,5 metri per rispetto della Madonnina. In realtà, dietro i sentimenti religiosi si celavano principalmente problemi strutturali: pochi metri sotto la superficie della città c'è una falda freatica, la quale esercita una forte pressione sugli strati rocciosi del sottosuolo. Una costruzione più alta e più pesante del Duomo, pertanto, avrebbe potuto rivelarsi instabile.

Il Grattacielo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia, misura 127 metri ed è perciò più alto della Madonnina. Per rispettare la tradizione è stata realizzata una copia della Madonnina, che è stata posta sulla sommità del grattacielo.

Nel 2010 la copia è stata spostata, posandola sulla sommità del Palazzo Lombardia, sede della Regione Lombardia, a 161 metri d'altezza.

Domenica 22 novembre 2015 è stata issata sulla sommità della Torre Isozaki, a 209,2 metri d'altezza, una copia fedele della Madonnina, così come vuole la tradizione meneghina, su quello che è diventato il tetto più alto della città di Milano.

Riferimenti nella cultura di massaModifica

MusicaModifica

Alla Madonnina è dedicata la celeberrima canzone in dialetto milanese O mia bella Madonnina, scritta nel 1935 da Giovanni D'Anzi.

(LMO)

«O mia bella Madonnina, che te brillet de lontan
tutta d'ora e piscinina, ti te dòminet Milan
sòtt a ti se viv la vitta, se sta mai coi man in man
canten tucc "lontan de Napoli se moeur"
ma poeu vegnen chi a Milan»

(IT)

«O mia bella Madonnina che brilli da lontano
tutta d'oro e piccolina, tu domini Milano
sotto di te si vive la vita, non si sta mai con le mani in mano
tutti cantano "lontano da Napoli si muore"
ma poi vengono qui a Milano»

(Giovanni D'Anzi)

NarrativaModifica

Nel 2013 è stato pubblicato il romanzo Operazione Madonnina - Milano 1973, di Riccardo Besola, Andrea Ferrari e Francesco Gallone. Il libro, che inscena un pittoresco furto della Madonnina, è stato accolto da un altissimo successo di pubblico[6].

NoteModifica

 
Il tricolore del 25 aprile sulla guglia della Madonnina
  1. ^ Cletto Arrighi, Dizionario milanese-italiano col repertorio italiano-milanese, Milano, Hoepli Editore, 1896, p. 393.
  2. ^ ortografia milanese classica
  3. ^ Ernesto Brivio (CNR), Il Duomo di Milano, su icvbc.cnr.it. URL consultato il 03-05-2007.
  4. ^ Il valore di simbolo anche civile della città rivestito dalla Madonnina si esplicita nelle 9 giornate in cui il tricolore italiano viene innestato a sventolare sull'alabarda. Queste giornate sono: il 10 febbraio (Giorno del ricordo degli istriani, fiumani e dalmati), l'11 febbraio (anniversario dei Patti lateranensi), il 17 marzo (Giornata dell'Unità nazionale, della Costituzione, dell'inno e della bandiera), il 25 aprile (Liberazione dal nazifascismo), il 1º maggio (Festa del lavoro), il 9 maggio (Giornata dell'Europa), il 2 giugno (Festa della Repubblica), il 28 settembre (Insurrezione popolare di Napoli contro i nazifascisti), il 4 ottobre (San Francesco e Santa Caterina, patroni d'Italia) (Fonte: Duomo Milano Archiviato il 3 maggio 2018 in Internet Archive.).
  5. ^ Riccardo Besola, Andrea Ferrari, Francesco Gallone, Operazione Madonnina, Milano, Frilli Editore, 2012
  6. ^ Annarita Briganti, Tre amici al bar e un audace colpo della Madonnina, la Repubblica, 28 aprile 2013. URL consultato il 13 marzo 2015.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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