Maffeo Pantaleoni

economista e politologo italiano
Maffeo Pantaleoni
Maffeo Pantaleoni.gif

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXI
Collegio Macerata
Sito istituzionale

Senatore del Regno d'Italia
Durata mandato 29 maggio 1923 –
29 ottobre 1924

Dati generali
Titolo di studio laurea in Giurisprudenza
Università Sapienza - Università di Roma
Professione docente universitario

Maffeo Pantaleoni (Frascati, 2 luglio 1857Milano, 29 ottobre 1924) è stato un economista, politico e accademico italiano.

BiografiaModifica

 
Erotemi di economia, 1925

Professore ordinario di Economia politica alle Università degli Studi di Napoli, Pavia e Roma, fu un esponente dell'economia neoclassica. Fu direttore del Giornale degli economisti dal 1890 al 1924. Celebre la sua accanita difesa della politica economica del laissez-faire.

Figlio di Diomede Pantaleoni e della nobile irlandese Jane Isabella Massy-Dawson, riceve i primi fondamenti dell'istruzione in un collegio parigino per poi trasferirsi in Germania, dove si diploma a Potsdam nel 1877. Dal 1877 al 1880 frequenta la facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Roma laureandosi con una tesi sulla teoria della traslazione dei tributi. Acquista notorietà come docente dell'Università di Camerino e nel 1883 pubblica "Contributo alla teoria del riparto delle spese pubbliche". Nel 1890, assieme ai colleghi Antonio De Viti De Marco e Ugo Mazzola, acquista il Giornale degli economisti con l'intento di farne la voce teorica del marginalismo e l'organo politico dei liberisti italiani. Dalle pagine del "Giornale degli Economisti" critica la politica finanziaria del ministro Agostino Magliani (inizialmente liberista e poi vicino alla scuola storica dell'economia lombardo-veneta) e le spese militari. Inizia la sua carriera come deputato radicale nel 1900 dopo aver accettato una alleanza tattica con l'Estrema sinistra storica in funzione anti-sonniniana ed anti-pellusiana. Critico verso la politica di Giuseppe Saracco, orientata alla protezione dell'industria siderurgico-cantieristica, durante il governo Zanardelli sostenne prima la scelta di militarizzare le ferrovie (voluta dal ministro della Guerra Coriolano Ponza di San Martino per reprimere lo sciopero dei lavoratori del settore) e poi criticò aspramente il dietrofront dell'esecutivo per le concessioni economiche varate agli scioperanti. Nel seguito della sua vita, prima della prima guerra mondiale, diventò un nazionalista e fu un politico anti-socialista, mantenendo stretti legami con il movimento fascista [1][senza fonte]. Dal settembre al dicembre 1920 fu ministro delle Finanze della Reggenza Italiana del Carnaro, presieduta da Gabriele D'Annunzio.

Massone, fu membro del Grande Oriente d'Italia e fece parte della sua Commissione permanente, costituita nel febbraio 1901 "col mandato di spingere le Logge a promuovere, disciplinare ed aiutare le istituzioni cooperative e di previdenza, nelle loro varie forme e nelle loro attinenze con la pubblica e privata economia, su di una base civile, laica ed obbiettiva."[2].

Fu tra i più attivi economisti ad appoggiare prima il nazionalismo e poi il fascismo, dirigendo con l'amico Giovanni Preziosi la rivista "La vita italiana" [3].

Poco prima della sua morte, il 1º marzo 1923 fu nominato al Senato da Vittorio Emanuele III.

Nel 1970 è stato intitolato a suo nome l'Istituto Professionale di Stato di Frascati per i servizi commerciali e turistici.

Il pensieroModifica

Pantaleoni tentò di conciliare la tradizione ricardiana con il marginalismo walrasiano, spaziando dalla teoria dei prezzi a quella della tassazione, dalla teoria dei cicli economici a quella dei sindacati industriali, dalla stima della ricchezza nazionale alla storia delle dottrine economiche, con il suo libro maggiore del 1889 Principi di economia pura.

NoteModifica

  1. ^ Luca Michelini, Alle origini dell'antisemitismo nazional-fascista: Maffeo Pantaleoni e "La vita italiana" di Giovanni Preziosi, Venezia, Marsilio, 2011
  2. ^ Aldo A. Mola,Storia della Massoneria in Italia, Bompiani/Giunti, Firenze-Milano, 2018, p. 319.
  3. ^ Luca Michelini, Alle origini dell'antisemitismo nazional-fascista: Maffeo Pantaleoni e "La vita italiana" di Giovanni Preziosi, 1915-1924, Venezia, Marsilio, 2011.

OpereModifica

  • Maffeo Pantaleoni, Contributions to the Theory of the Distribution of Public Expenditure, 1883.
  • Maffeo Pantaleoni, Dall'ammontare probabile della Ricchezza Privata in Italia, 1884.
  • Maffeo Pantaleoni, Pure Economics (Principi di economia pura), 1889.
  • Maffeo Pantaleoni, A proposito di Luigi Cossa e della sua "Histoire des Doctrines économiques", 1898, GdE
  • Maffeo Pantaleoni, Dei criteri che devono informare la storia delle dottrine economiche, 1898, GdE
  • Maffeo Pantaleoni, An attempt to analyze the concepts of "Strong" and "Weak" in their economic connexion, 1898, EJ
  • Maffeo Pantaleoni, Una visione cinematografica del progresso della scienza economica, 1870-1907, 1907, GdE
  • Maffeo Pantaleoni, Scritti varii di economia. 1, Milano, Palermo, Napoli, Sandron, 1904. URL consultato il 20 giugno 2015.
  • Maffeo Pantaleoni, Tra le incognite, Bari, Laterza, 1917. URL consultato il 20 giugno 2015.
  • Matteo Pantaleoni, Note in Margine della Guerra, 1917.
  • Matteo Pantaleoni, Politica, 1918.
  • Maffeo Pantaleoni, Erotemi di economia. 1, Bari, Laterza, 1925. URL consultato il 20 giugno 2015.

BibliografiaModifica

  • Antonio Bianco, PANTALEONI, Maffeo, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 81, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2014. URL consultato il 18 marzo 2018.  
  • Luca Michelini, Alle origini dell'antisemitismo nazional-fascista: Maffeo Pantaleoni e "La vita italiana" di Giovanni Preziosi, 1915-1924, Venezia, Marsilio, 2011
  • Piero Bini, Maffeo Pantaleoni, in "I momenti d'oro dell'economia", Roma, LUISS University Press, 2008

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