Magnifico delirio

album di Donatella Rettore del 1980
Magnifico delirio
ArtistaDonatella Rettore
Tipo albumStudio
Pubblicazione1980
Durata33:52
Dischi1
Tracce9
GenereRock
Rock progressivo
Pop
Ballata
EtichettaAriston
ProduttoreRoberto Dané
Registrazionea Milano, presso:
Ariston Studio
(registrazioni);
Il Mulino
(missaggio);
Elettroformati
(masterizzazione).
Note1 singolo estratto:
Kobra
(lato B: Delirio), che vince Vota la voce 1980 ed il Festivalbar 1980 nella categoria donne (prima a pari merito con Olympic Games di Miguel Bosé nella graduatoria generale);

secondo album inciso per l'etichetta Ariston;

secondo album della trilogia 1979-1981, composta da Brivido divino, Magnifico delirio ed Estasi clamorosa.

Donatella Rettore - cronologia
Album precedente
(1979)
Album successivo
(1981)

Magnifico delirio è il quarto album di inediti di studio della cantante pop rock veneta Donatella Rettore, pubblicato nel 1980, su etichetta Ariston.

Il discoModifica

L'album, il secondo inciso per la casa discografica, è anche il secondo della trilogia di long playing, realizzata, sempre con la Ariston, nel triennio 1979-1981, apertasi con Brivido divino, l'anno precedente (contenente il primo grande successo italiano di Rettore, Splendido splendente), che si concluderà l'anno successivo, con Estasi clamorosa, il suo lavoro più famoso (con il singolo Donatella, che vincerà il Festivalbar 1981 senza incontrare ostacoli).

Nell'estate del 1980, infatti, il brano di punta del quarto 33 giri, la canzone a doppio senso intitolata Kobra, da molti considerata scandalosa, viene pubblicata come 45 giri. Nonostante l'iniziale ondata di proteste, che non riusciranno ad ottenere nient'altro che l'omissione del verso conclusivo (Quando amo, assente, peraltro, soltanto dalla riproduzione scritta del testo nella busta interna dell'album), Kobra, grazie a un ritmo trascinante, vince il Festivalbar 1980 per la categoria donne, e nella graduatoria generale, si classifica a pari merito con Olympic Games del cantante italo-spagnolo Miguel Bosé, primo tra gli uomini.

Realizzato nel periodo d'oro dell'artista e ristampato su compact disc nel 2001 dalla BMG/Ricordi (che, a grande richiesta dei fans, decide di riproporre, in formato digitale, tutti i lavori incisi da Donatella per la Ariston Records, nel periodo 1979-1982), l'album viene inserito dalla major nella serie intitolata "Gli indimenticabili", di cui fa, a ragione, parte integrante, se non altro per il ruolo fondamentale svolto all'interno della discografia di Rettore.

Oltre Kobra, classico intramontabile, che nel 2007 è stato addirittura inserito tra le 50 Canzonissime-Fenomeno di sempre, nel programma televisivo condotto da Carlo Conti (graduatoria in cui è rientrata anche Splendido splendente, ironico inno ante litteram alla chirurgia estetica, oggi sigla della versione italiana di un programma di MTV), il lavoro del 1980, che comprende 9 brani, contiene anche altri pezzi piuttosto validi, quasi tutti altrettanto conosciuti, come Delirio (lato B del 45 giri Kobra), con l'eccezionale presenza della voce di un tenore, e Le mani (una delle prime canzoni del disco ad essere ristampata in CD), con una caratteristica linea di basso che, a tratti, sembra quasi riprodurre la voce umana.

Una menzione particolare meritano, però, la terza e l'ultima traccia del lato A, rispettivamente, la chiacchierata Benvenuto (che, pur non essendo mai uscita come singolo, verrà inclusa, non a caso, anche sulla prima raccolta della cantante, Super-rock Rettore - Le sue più belle canzoni) e il gioiellino cinematografico Stregoneria.

Benvenuto è stata, infatti, al centro di una vivace polemica - che forse non ha toccato così da vicino neanche la scandalosa Kobra - per via, oltre che del titolo, delle ripetute allusioni nel testo e, soprattutto, per un paio di versi incriminati ('Benvenuto in gola e nel palato'), occasionalmente censurati, che portarono, temporaneamente, a una versione alternativa, oggi introvabile.

Stregoneria, forse il vero capolavoro del long playing, di cui Rettore si è sempre proclamata molto orgogliosa, definendola, già all'epoca, in un'intervista rilasciata al settimanale TV Sorrisi e Canzoni, come «la sceneggiatura essenziale di un film dell'orrore», si inserisce, invece, in quel filone di brani rettoriani che rielaborano, in modo del tutto originale, il moderno progressive, sotto-genere, qui appena abbozzato, che, all'interno della discografia dell'artista, raggiungerà la perfezione con Oblio, nel 1982 (inclusa su Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide), passando per l'ulteriore sperimentazione tentata con Meteora (inserita su Estasi clamorosa del 1981), in cui le parti lente e quelle più movimentate non presentano ancora quella fluidità che arriverà soltanto l'anno successivo nel concept album nipponico.

Nonostante vengano solitamente considerati brani minori, anche le altre tracce, Gaio, Leonessa, Magnifica e Il granchio, sono impeccabili, sia per le musiche, tutte ideate dall'allora compagno di vita (oggi marito) Claudio Rego, che in questo album supera se stesso, rivelandosi un collaboratore versatile, ma soprattutto un eccellente polistrumentista (basta dare un'occhiata distratta ai Credits), che per i testi, criptici e cristallini al tempo stesso, la cui consueta dose di ironia, più o meno estesa, a seconda dei casi, non perde però di vista tematiche meno leggere (come l'omosessualità, l'artificialità, il rapporto rovesciato tra i due sessi), senza però mai appesantirle.

Un'ultima particolare menzione va riservata al pezzo che chiude il lavoro su una nota di pessimistica ineluttabilità, Il granchio, impreziosito dalla partecipazione di un coro di bambini, I Piccoli Cantori, diretto da Niny Comolli, che non è che il fiore all'occhiello di un album musicalmente ineccepibile, a cui collaborano, tra gli altri, anche Ivano Fossati, celebre autore e cantante, qui discretamente defilato tra i coristi, nonché un giovane Tullio De Piscopo, che si esibisce, oltre che alle classiche percussioni e alla tradizionale batteria, anche al meno usuale rototom e all'indubbiamente insolito strumento musicale che prende l'esotico nome di tumbe.

CopertinaModifica

È con questo disco che Rettore crea la sua copertina più inquietante e ricordata dai fans, in cui è ritratta come una ruggente leonessa, con una pettinatura "alla moda", almeno per quegli anni. Come per il precedente Lp, ritroviamo sul retro del disco la solita "frase pazza" che contraddistingue la trilogia da tutti gli altri lavori dell'artista: «I denti riprodotti nella foto di copertina sono della tigre "Zorah" del circo americano "Ringling Barnum" fotografati nell'attimo del ruggito per fame.»

TracceModifica

Tutti i brani di Rettore/Rego

Lato A

  1. Delirio - 3:44
  2. Gaio - 3:17
  3. Benvenuto - 4:13
  4. Kobra - 3:27
  5. Stregoneria - 4:01

Lato B

  1. Leonessa - 3:42
  2. Magnifica - 3:43
  3. Le mani - 4:09
  4. Il granchio - 3:54

Singoli estrattiModifica

  • Kobra / Delirio (Ariston, 1980 - Kobra ha vinto il Festivalbar 1980 per la Categoria Donne, classificandosi ex aequo con Olympic Games di Miguel Bosé, piazzatosi al primo posto per la Categoria Uomini e, secondo alcuni, in assoluto per le due categorie congiunte)

FormazioneModifica

Collegamenti esterniModifica

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