Malammore (Gomorra)

Malammore
UniversoGomorra - La serie
Lingua orig.Napoletano
Autore
1ª app. inTi fidi di me?
Ultima app. inViva il Re!
Interpretato daFabio De Caro
SessoMaschio
Luogo di nascitaNapoli
Data di nascita2 giugno 1967
Professionecriminale

Malammore è un personaggio della serie televisiva Gomorra, interpretato da Fabio De Caro.

BiografiaModifica

InfanziaModifica

Del suo passato non si sa molto, se non che è nato a Napoli da una madre di 16 anni e non conobbe mai il padre. Fin da piccolo egli è amico di Pietro Savastano, e grazie a lui egli conosce Zecchinetta e altri che poi diventeranno gli anziani del Clan. Tuttavia quando Don Pietro eredita e prende il comando del Clan di Secondigliano, Malammore inizia a vedere il nuovo boss come un vero e proprio padre, e per questo gli rimarrà sempre fedele e gli obbedirà ciecamente. Servirà sia Don Pietro sia il figlio Gennaro Savastano per 30 anni, fino alla sua morte, avvenuta nel primo episodio della terza serie di Gomorra per mano di Ciro Di Marzio. Aveva un fratello, morto, e alcuni nipoti, tra cui Patrizia Santoro.

Prima stagioneModifica

Pietro Savastano, boss temutissimo di Secondigliano e di tutta Napoli, ordina a Malammore e Zecchinetta, suoi sottoposti, di uccidere il boss dei Casavatore per vendicare l'affronto fatto dal boss nemico a suo figlio Gennaro. Malammore e Zecchinetta colgono di sorpresa il boss mentre era in intimità e portano a termine l'omicidio. Tempo dopo il boss Don Pietro viene arrestato e il comando del Clan passa, per volere dello stesso boss, al figlio Genny nonostante Donna Imma sia contraria. Nel frattempo Malammore riceve l'ordine dal boss in carcere di fare una strage di nigeriani che stanno minacciando i suoi affari e quelli del Clan, strage che porta a compimento insieme a Ciro Di Marzio. Genny tempo dopo ritorna a Napoli profondamente cambiato sia nell'aspetto sia nel carattere, e prende il comando del Clan comandando a tutti di fare guerra contro un unico avversario, Salvatore Conte. Le vecchie leve sono contrarie, i ragazzi di Genny invece sono favorevoli. Genny ordina quindi un massacro delle vecchie leve accusate di essere complici di Conte; al massacro sopravviverà solo Malammore. Donna Imma intanto venne uccisa da Ciro e questo dimostra che quest'ultimo ha tradito il Clan. Malammore però, ora vuole liberare il suo vecchio boss e quindi, mentre Don Pietro stava per essere trasportato in un altro carcere, Malammore e i suoi uomini intervengono e uccidono tutti gli agenti, liberando il vecchio boss. Nel frattempo Genny giace a terra in fin di vita colpito dal fuoco di Ciro.

Seconda stagioneModifica

Don Pietro, appena liberato, viene informato da uno degli uomini di Malammore che suo figlio è stato colpito mortalmente. Quindi egli decide di riprendersi in mano Napoli. Don Pietro quindi va per un periodo di tempo limitato in Germania, aspettando il tempo giusto per ritornare a Napoli e riprendersi tutto, mentre Malammore resta a Napoli in attesa di ordini. Nel frattempo Genny si è ripreso. L'uomo riceve un ordine, ossia quello di cercare un nascondiglio per il boss e di trovare qualcuno che si occupi di lui. Egli quindi si rivolge a sua nipote, Patrizia, offrendole dei soldi in cambio di fare da ambasciatore al boss, cosa che accetta. Malammore il giorno dopo va da Don Pietro, che era ritornato a Napoli, dicendogli che aveva trovato un nascondiglio e un ambasciatore e gli mostra sua nipote, Patrizia. Don Pietro poi comanda al figlio Genny di uccidere Ciro Di Marzio, per vendicare la madre Imma. Tuttavia Genny non porta a termine l'omicidio, e anzi stringe anche un'alleanza con Ciro circa la divisione dei territori fra i Savastano e il Clan di Ciro (divenuto nuovo leader dell'alleanza dopo la morte di Salvatore Conte). Malammore si accorge di questo patto mentre andava in macchina, due ragazzi minacciano di ucciderlo e invitano a indietreggiare perché c'è un accordo con Gennaro Savastano e quindi gli uomini di Don Pietro non possono superare una certa zona. Don Pietro è infuriato con Genny, ma quest'ultimo gli dice che vuole la pace non la guerra. I ragazzi del vicolo affiliati a Genny però non rispettano i patti e cominciano a invadere le zone del Clan di Ciro, quindi Don Pietro ordina a Malammore di uccidere i ragazzi del Vicolo, ma l'agguato fallisce. Tempo dopo Genny portandosi anche Malammore e Antonino (un uomo di Don Pietro) cerca di riappacificarsi con i ragazzi del Vicolo, che nel frattempo avevano creato una banda a parte, ma il loro capo O' Track non vuole e spara un colpo di pistola a Malammore e uno ad Antonino e poi, dopo aver minacciato Genny di morte, se ne vanno. Malammore è ancora vivo nonostante un colpo di pistola in pancia mentre Antonino è morto. Don Pietro, quindi, non condivide più la pace di Genny e vuole eliminare gli avversari cominciando da O' Principe, un fidato di Ciro, uccidendolo e facendo scatenare un dissidio dentro il Clan Di Ciro. Poi manda due suoi soldati a uccidere O' Nano, un amico fraterno di Ciro, e infine manda Malammore a contrattare con i ragazzi del Vicolo, proponendogli di farsi dire l'esatta posizione di Ciro in cambio della piazza di Scianel. Dato che Scianel ha ucciso O 'Track i ragazzi del Vicolo tentano di ucciderla dopo la proposta di Malammore. Mentre lui salva Patrizia, Scianel fugge dall'agguato ma viene arrestata in seguito alla denuncia di Marinella. Il piano di Don Pietro ha funzionato, ora anche i ragazzi del Vicolo sono dalla sua parte e hanno organizzato una trappola dove 'O Mulatto viene ucciso da un membro della sua stessa scorta. O' Zingariello, figlio di O' Zingaro, aveva lasciato il Clan dei Savastano perché i ragazzi del Vicolo avevano ucciso suo padre, passando col traditore Ciro. O' Zingariello vedendo l'enorme potere crescente di Don Pietro, chiede al boss perdono per ciò che ha fatto, ma il boss risponde che se vuole avere il suo perdono deve portargli la testa di Ciro Di Marzio. O' Zingariello però fallisce nel suo intento e quindi Don Pietro ordina a Malammore di strangolarlo fino al decesso per punirlo del fallimento, dopodiché verrà eliminato anche il figlio di Scianel. Ormai Don Pietro era diventato fortissimo, ma Malammore gli ricorda che manca solo un avversario ancora da battere, Ciro. Don Pietro ordina a Malammore di compiere un atto brutale, ossia quello di uccidere la figlia di Ciro a malapena undicenne. L'agguato ha successo mentre Mariarita stava per tornare dalla scuola a casa tramite un uomo di Ciro, Malammore prima va contro la macchina uccidendo il pilota, e poi con un po' di riluttanza uccide Mariarita. Ciro è distrutto per la morte della figlia, mentre Genny non è assolutamente d'accordo con la scelta fatta del padre. Ormai Genny e Don Pietro erano sempre più distanti: il primo voleva rimanere a Roma per avere una nuova vita con Azzurra sua moglie, mentre Don Pietro vuole che la generazione Savastano continui a Napoli. Questa separazione porterà Genny a tradire il padre: mentre Don Pietro veniva portato con la macchina da Malammore per un incontro con figlio Genny, quest'ultimo va da Ciro e gli consegna una pistola con la quale uccidere il padre. Don Pietro, dopo aver baciato la bara di Donna Imma sua moglie, si gira e trova Ciro che gli spara, uccidendolo. Malammore non vedendo arrivare il suo boss, corre subito sul posto ma si accorge che Don Pietro è morto. Nel frattempo nasce a Roma il figlio di Genny, che si chiamerà Pietro come suo nonno.

Terza stagioneModifica

Malammore capisce che può essere stato solo Ciro a uccidere Don Pietro e si mette quindi alla sua ricerca. Al funerale di Don Pietro, egli parla del suo rapporto con Il defunto e di come si sono conosciuti. Grazie a una soffiata di Fernando, un sottoposto di Ciro, egli riesce a individuare dove si nasconde il nemico, e quindi, dopo avere informato Genny, si recano lì insieme. Malammore però ancora non sa come stanno davvero le cose, e quindi fidandosi di Genny va con lui a uccidere Ciro, ma è solo una finta, poiché Genny uccide un uomo diverso da Ciro facendo credere a Malammore che si tratti davvero di lui, ma si sbaglia. Malammore si gira verso Genny ma trova Ciro che gli spara due colpi al cuore e uno in testa uccidendolo.

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