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Malamocco
località
Malamocco – Stemma
(dettagli)
Malamocco – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Veneto.png Veneto
Città metropolitanaProvincia di Venezia-Stemma.png Venezia
ComuneVenezia-Stemma.svg Venezia
Territorio
Coordinate45°22′18.12″N 12°20′17.88″E / 45.3717°N 12.3383°E45.3717; 12.3383 (Malamocco)Coordinate: 45°22′18.12″N 12°20′17.88″E / 45.3717°N 12.3383°E45.3717; 12.3383 (Malamocco)
Altitudinem s.l.m.
Abitanti1 554 (2017)
Altre informazioni
Cod. postale30126
Prefisso041
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantimalamocchini
Patronosanta Maria Assunta[senza fonte]
CircoscrizioneMunicipalità di Lido-Pellestrina
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Malamocco
Malamocco

Malamocco è un quartiere e una località del comune di Venezia, situata nella parte meridionale dell'isola del Lido, alla cui municipalità appartiene[1], ed erede dell'antica Metamaucum.

Fu comune autonomo fino al 1883.

È circondata da uno stretto canale, residuo dell'antico porto che qui si trovava, che la separa dal resto del Lido, con cui tuttavia costituisce un tutt'uno di fatto.

L'abitato dà inoltre il nome all'attuale bocca di porto, situata alcuni chilometri più a sud e nota anche come porto degli Alberoni, principale ingresso dei mercantili diretti alle banchine di Marghera e al Porto di San Leonardo.

Malamocco ha tre piazze (piazza Maggiore, campo della Chiesa, piazza delle Erbe). I confini del borgo sono da un lato il mare su spiaggia libera con gli scogli dei Murazzi e, dalla parte opposta, la laguna.

Vi sorgono:

Origini del nomeModifica

Il toponimo è citato per la prima volta nel Pactum Lotharii dell'840 come Madamaucum; nel secolo successivo sono invece attestate le forme Metamaucus e Mathemauco.

Una prima ipotesi sulla sua origine fu formulata da Vittorio Bellemo, che lo fece derivare dal greco μετὰ Μεδόα. Più verosimili sono le conclusioni di Dante Olivieri che lo avvicina a Maior Meduacus (l'attuale Brenta che sfociava presso la località) da cui Mamedòc-, Mademòc- e, infine, Malamocco[2].

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Repubblica di Venezia.

L'antica MetamaucoModifica

Malamocco è uno degli insediamenti più antichi della Laguna di Venezia e affonda le proprie radici nell'epoca romana. In questo periodo rappresentava il porto di Padova, cui era direttamente collegata trovandosi sulle foci del Medoacus Maior (da cui il toponimo), l'attuale Brenta. È probabile che la località fosse facilmente raggiungibile anche da altri importanti centri quali Ravenna, Altino e Aquileia grazie al transito della via Popilia.[3]

Successivamente Malamocco vide aumentare la sua popolazione grazie al riversamento di numerosi profughi (principalmente trevigiani e padovani[4]) in fuga dalle invasioni barbariche, in particolare dagli Unni di Attila e, più tardi, dai Longobardi di Agilulfo. Acquisì dunque una notevole importanza, tanto da essere elevata a sede vescovile (VII secolo)[5] e a capitale del Ducato di Venezia (VIII-IX secolo). Quest'ultimo ruolo venne meno quando, in seguito all'attacco dei Franchi di Pipino (810), il doge Angelo Partecipazio decise di trasferire il governo sulle più sicure isole realtine[3][4].

La leggenda narra come l'antica Metamauco fosse localizzata in posizione più esterna dall'attuale Malamocco, ponendosi verso il mare. Sussistono ancora dicerie locali secondo le quali, nei giorni di mare calmo, è possibile scorgere le rovine della città che, sempre la tradizione, vorrebbe distrutta da un devastante maremoto.[6] In realtà è molto più probabile che il porto di Metamauco non fosse rivolto al mare, ma alla Laguna; cosa confermata da Giovanni Diacono ma anche dall'impossibilità, nell'VIII secolo, di reperire il pietrame necessario all'erezione di efficaci opere protettive, come dighe e banchine[7]. Per quanto riguarda la decadenza della città, essa non fu causata da un grande evento catastrofico, ma dalla continua erosione dell'isola causata dalle correnti dell'adiacente canale di Poveglia. Ciò non esclude che il fenomeno possa essere stato accelerato, per esempio, da una violenta mareggiata.[8]

In ogni caso, all'inizio del XII secolo la decadenza di Metamauco era ormai al culmine: nel 1108 il priorato di San Cipriano fu trasferito a Murano; nel 1109 le monache dei S.S. Leone e Basso passarono a San Servolo[8]. L'apice fu raggiunto tra il 1107 e il 1110 con il trasferimento della diocesi a Chioggia (dove sussiste tuttora)[3][4].

La nuova MalamoccoModifica

 
La chiesa di Santa Maria Assunta

Tuttavia, sin dal 1107 si ha notizia dell'esistenza di un Novo Metamauco, corrispondente proprio all'odierna Malamocco[8]. Pur mantenendo numerosi privilegi in virtù del suo passato di città ducale, divenne centro sempre più periferico, retto da un Podestà assieme alla vicina Poveglia.

Dal 1339 fino alla Caduta della Repubblica di Venezia vi è a capo un Podestà che guida un consiglio di famiglie scelte che avevano il diritto alla nomina agli uffici interni.

Tra il 1379 ed il 1381 fu infine coinvolta nelle opere difensive di Venezia durante la Guerra di Chioggia.

Qui nacque nel 1608 il marinaio Pietro Cesare Alberti considerato il primo italo-americano della storia. Vi è una targa nel Battery Park di New York a celebrare l'evento.

Dal 1816 fu sede di un comune il cui territorio si estendeva sull'intera isola del Lido, della quale era il centro più popoloso. A seguito del regio decreto N. 1178 del 18 gennaio 1883 il suo territorio venne annesso al comune di Venezia[9].

L'acqua alta a Malamocco è stato per secoli un problema ma l'alluvione del 1966 fece cedere una parte dei Murazzi seminando il panico. Dal 1992 grazie agli interventi del Consorzio Venezia Nuova il fenomeno dell'acqua alta è stato eliminato.

Negli anni 70 venne qui a vivere il disegnatore Hugo Pratt che creò il gruppo di fumettisti di Malamocco di cui facevano parte Lele Vianello e Guido Fuga. Diverse avventure di Corto Maltese hanno come sfondo le piazze e i locali di Malamocco.

Negli ultimi anni si è provveduto ad un notevole recupero del borgo, sia dal punto di vista conservativo che dal punto di vista della difesa dalle "acque alte". Infatti l'intero abitato, particolarmente esposto al fenomeno dell'alta marea, è stato isolato dalle acque della laguna, da una cinta sotterranea di palancole e il flusso di marea dei canali che lo attraversano, regolamentato, con ottimi risultati, da tre piccoli "miniMose", che vengono sollevati in caso di necessità, per impedire all'acqua di invadere i punti più bassi delle vie e delle abitazioni prospicienti.

GeografiaModifica

Per secoli gli storici si sono domandati dove sia finita l'antica Metamauco distrutta (o inabissata) dopo il maremoto del 1110.

Alcuni storici ipotizzano un forte bradisismo accompagnato da forti acque alte abbia sommerso la città. Alcuni ipotizzano che fosse situata dalla parte del mare Adriatico, invece per altri era all'interno della laguna. I pescatori sostenevano che le loro reti si impigliavano nei resti dell'antica capitale o nella punta dell'antico campanile.

Altri studiosi affermano che Metamauco in realtà sia sotto la Nuova Malamocco odierna. Altri ricercatori hanno rinvenuto nel fondo lagunare vicino all'Ottagono abbandonato un'area con resti di complesse strutture murarie che sembra siano stutture portuali di epoca romana. Di consegunza potrebbe essere l'antico porto collegato a Padova attraverso l'antico fiume Brenta chiamato Medoaco. Se così fosse l'antica capitale potrebbe essere tra la zona di Ca' Bianca e la zona delle Terre Perse dove oggi vi è il piazzale La Fontaine.

A seconda degli anni di costruzione Malamocco è composta dal borgo antico, il Bassanello e il Canadà.[10]

NoteModifica

  1. ^ Municipalità: Lido, su www.comune.venezia.it.
  2. ^ Giovan Battista Pellegrini, Dai Veneti ai Venetici, in Storia di Venezia, Vol. 1 - Origini, Età ducale, Treccani, 1992.
  3. ^ a b c Distefano, p. 869.
  4. ^ a b c Andrea Castagnetti, Insediamenti e "populi", in Storia di Venezia, Vol. 1 - Origini, Età ducale, Treccani, 1992.
  5. ^ I primi vescovi di Malamocco erano in realtà i vescovi di Padova che si erano lì trasferiti per sfuggire ai Longobardi; si noti come in una lettera del 680 il vescovo Ursinianus, benché residente in laguna, venisse indicato come episcopus sanctae ecclesiae Paduanae, cfr. Massimiliano Pavan, Girolamo Arnaldi, Le origini dell'identità lagunare, in Storia di Venezia, Vol. 1 - Origini, Età ducale, Treccani, 1992.
  6. ^ Lanfranchi, Zille, p. 27.
  7. ^ Lanfranchi, Zille, pp. 27-28.
  8. ^ a b c Lanfranchi, Zille, p. 28.
  9. ^ Augusto - Automazione Gazzetta Ufficiale Storica, su augusto.agid.gov.it. URL consultato il 24 agosto 2019.
  10. ^ Pecorai, pp. 338-374.

BibliografiaModifica

  • Luigi Lanfranchi, Gian Giacomo Zille, Il territorio del Ducato Veneziano dall'VIII al XII secolo, in Storia di Venezia, Vol. 2, Venezia, International Centre of Arts and Costume, 1958.
  • Giovanni Distefano, Atlante storico di Venezia, Venezia, Supernova, 2008.
  • Alberto Toso Fei, La Venezia segreta dei Dogi, Newton Compton, 2015, ISBN 978-8854182745.
  • Sul Porto di Malamocco[collegamento interrotto], Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, 1852.
  • Giorgio e Patrizia Pecorai, Lido di Venezia oggi e nella storia, Edizioni Atiesse.

Voci correlateModifica

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