Maleo

comune italiano
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Maleo
comune
Maleo – Stemma Maleo – Bandiera
Maleo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Lodi-Stemma.svg Lodi
Amministrazione
SindacoDante Sguazzi (lista civica Uniti per Maleo) dal 27-05-2019
Territorio
Coordinate45°10′06″N 9°45′45″E / 45.168333°N 9.7625°E45.168333; 9.7625 (Maleo)Coordinate: 45°10′06″N 9°45′45″E / 45.168333°N 9.7625°E45.168333; 9.7625 (Maleo)
Altitudine58 m s.l.m.
Superficie19,83 km²
Abitanti3 027[1] (30-06-2020)
Densità152,65 ab./km²
FrazioniCasenuove
Comuni confinantiCastelgerundo, Codogno, Corno Giovine, Cornovecchio, Pizzighettone (CR), San Fiorano, Santo Stefano Lodigiano
Altre informazioni
Cod. postale26847
Prefisso0377
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT098035
Cod. catastaleE852
TargaLO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona E, 2 545 GG[2]
Nome abitantimalerini
PatronoSanti Gervasio e Protasio
Giorno festivoquarta domenica di ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Maleo
Maleo
Maleo – Mappa
Posizione del comune di Maleo nella provincia di Lodi
Sito istituzionale

Maleo (Malé in dialetto lodigiano[3]) è un comune italiano di 3 027 abitanti[1] della provincia di Lodi, in Lombardia.

Sorto in cima alla scarpata morfologica che domina il bacino dell'Adda, fiume che bagna il territorio comunale malerino ad est del capoluogo, è posto in posizione in passato strategica, al confine fra le province di Lodi e Cremona, al centro di un triangolo immaginario formato dalle città di Lodi, Piacenza e Cremona[4]. Parte del territorio malerino si trova all'interno del parco Adda Sud, area protetta che tocca i comuni del lodigiano rivieraschi del fiume Adda[5].

Origini del nomeModifica

Il nome Maleo potrebbe derivare dal martello, malleus in latino, utilizzato agli albori del cristianesimo per chiamare a raccolta i fedeli, che veniva suonato proprio a Maleo. Altre fonti, al contrario, farebbero derivare il nome del paese dal condottiero romano Tito Maleolo, a cui, nel 222 a.C. erano stati assegnati territori nella zona dopo la conquista romana ai danni dei galli, nelle quali fondò un paese chiamato Maletum[6].

StoriaModifica

Il primo nucleo di centro abitato, ad ovest del capoluogo, in una zona dove, poi, sarebbero sorti le cascine di san Marcellino e Chiesolo, risale all'epoca romana, testimoniato dai ritrovamenti di tumulazioni, mura e monete[6][7].

Le prime testimonianze scritte su Maleo risalgono al X secolo: in un atto del febbraio del 979, il vescovo di Lodi Andrea scambia alcune terre a Maleo con Arnone, figlio di Arioaldo di Causario. Un altro documento, risalente al 5 settembre del 991, un certo Gualtero, giudice e messo dell'imperatore Ottone III conferma una donazione e parla di Ermengarda, signora del castello di Maleo e moglie di Rotglero, figlio di Romualdo, conte di Bariano e fedele all'imperatore Ottone III[6]. Il 1º maggio 997 vengono confermati dall'imperatore Ottone III tutti i possedimenti di Rotglero, tra cui quelli siti in Maleo. Tre anni più tardi, proprio a causa dei possedimenti malerini, oltreché di altri possedimenti situati a San Fiorano, Rotglero ha una lite con il vescovo di Lodi Andrea, sedata da Benzone, conte di Lodi, in un placito tenutosi a Turano[6].

Nel 1157 il castello di Maleo viene distrutto dalle truppe cremonesi, che procedono, poi, alla sua ricostruzione in supporto del forte di Pizzighettone. Il 2 aprile 1164 Federico Barbarossa dona il castello di Maleo al vescovo di Cremona, suo alleato nella lotta con Milano. Tra il '200 ed il '300 il castello è più volte conteso tra cremonesi e milanesi. Nel 1261 viene conquistato da Napoleone della Torre[7]. Nel 1294, tornato in possesso dei milanesi, viene assediato da truppe cremonesi, tuttavia l'assalto fallisce a causa dall'intervento di truppe piacentine alleate dei Visconti[6].

Nel 1419 il paese è espugnato da Francesco Bussone, conte di Carmagnola in appoggio al tentativo di Filippo Maria Visconti di conquistare Cremona[7]. Nel 1461 parte del territorio viene ceduto da Francesco Sforza a Giovanni Barberi di Lugo. Il 3 maggio 1475 il conte di Maccastorna Onofrio Bevilacqua viene insignito del feudo e del castello di Maleo dal duca Galeazzo Maria Sforza. Nel 1485 la contea di Maleo diventa marchesato per iniziativa di Ludovico il Moro. Nel 1531 Teodoro Triulzi, già marchese di Pizzighettone, sposa la figlia di Galeotto Bevilacqua e viene investito da Luigi XII di Francia dei feudi di Gera, Maleo, Cavacurta e Lardara[6]. Nel 1678, con la morte dell'ultimo erede Antonio Teodoro Triulzi, nascono aspre lotte per la sua successione, terminate definitivamente nel 1685 con la donazione del marchesato a Manfredo Trecchi, la cui famiglia disponeva già di alcuni beni nel paese[7].

 
L'entrata del castello Trecchi

Maleo rimane ai Trecchi fino al 1796 quando gli austriaci abbandonano la Lombardia in seguito alla sconfitta nella battaglia di Lodi e la zona viene conquistata dai francesi. Maleo diviene, quindi, parte del dipartimento dell'Adda e, dopo lo smembramento di questo, del dipartimento dell'Alto Po. I Trecchi rientrano in possesso del castello nel 1813 con il ritorno degli austriaci[7].

Dopo il Congresso di Vienna del 1815]] Maleo è assegnata al distretto di Codogno della provincia di Lodi e Crema.

Con l'Unità d'Italia diviene capoluogo di Mandamento del circondario di Lodi della provincia di Milano. Dal 1992 appartiene alla provincia di Lodi.

Nel 2015 viene approvato dal consiglio comunale il progetto di fusione per accorpamento del comune di Corno Vecchio in quello di Maleo, tuttavia in un referendum, avvenuto il 15 novembre 2015, i cittadini di Corno Vecchio votano contro la fusione, bloccando il progetto[8].

SimboliModifica

Lo stemma del comune di Maleo si divide in due parti: la parte superiore, colorata di rosso, vede un braccio con in mano un martello spuntare dal lato sinistro, mentre la parte sottostante, colorata di azzurro presenta una croce greca color oro. Al di sopra delle due parti si trova una croce borghigiana, mentre inferiormente lo stemma è decorato per mezzo di rami di alloro e quercia. Storicamente, le componenti dello stemma sono rimaste immutate, con l'unica variazione del loro inserimento all'interno di uno scudo sannitico oppure di un ovale[9].

Le origini del simbolo non sono chiare, tuttavia, secondo la tradizione locale esso discenderebbe dalla presenza di una comunità cristiana durante i primi tempi della diffusione del Cristianesimo; il martello sarebbe stato il mezzo utilizzato per richiamare i fedeli alla comune preghiera percuotendo uno strumento o lastra metallica. Il significato della croce, invece, sarebbe la presenza in loco del primitivo nucleo di fedeli[9].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

  • Chiesa di Santa Maria Annunciata, detta chiesa Scuola, gioiello architettonico del Cinquecento, opera di un importante restauro conservativo concluso nel 2014.
  • Collegiata dei santi Gervasio e Protasio, affacciantesi sulla piazza principale, risalente, in origine, all'XI secolo, fin dal cinquecento vanta il titolo di collegiata. Il campanile, che si eleva per 46 m, si colloca tra i più alti del lodigiano[10].
  • Chiesa di San Pietro Martire, detta, in dialetto locale, Dei morti da bass, collocata nella campagna che si apre appena al di sotto della scarpata morfologica dominata dal Castello Trecchi, al centro di un viale alberato: la posizione defilata rispetto al centro del paese deriva dalla decisione, presa durante la peste del 1630, di seppellire i morti al di fuori del dentro abitato: in questa posizione sorse, quindi, un cimitero. Nel 1713 la zona del cimitero venne comprata dai fratelli Schinchini, i quali costruirono la chiesetta, poi passata alla famiglia Trecchi nel 1775. La chiesa è tornata di proprietà comunale negli anni ottanta[11].
  • Riproduzione della grotta di Lourdes, eretta nel 1904 per volontà del Venerabile Pietro Trabattoni in occasione del cinquantennale delle apparizioni di Lourdes. Papa Pio X concesse la facoltà di celebrarvi una messa alla settimana, mentre il Vescovo di Lodi riconobbe la sacralità della Grotta con la sua piccola pertinenza. Il papa concesse in perpetuo anche l'indulgenza di 7 anni e 7 quarantene, "recitando tre Ave Maria ed una Salve Regina […]”. Dinnanzi alla Grotta, Maleo raccolse il testamento spirituale del Venerabile Trabattoni[12].

Architetture civiliModifica

 
L'Arco Trecchi
  • Villa Trecchi, residenza estiva del ramo cadetto della famiglia Trecchi, eretta tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo accanto al castello per opera del barone Giuseppe Trecchi e della moglie Fulvia Pallavicino. All'inizio dell'ottocento, nella villa sorse una filanda. A metà dell'ottocento la villa passò alla famiglia Ferri di Corno Giovine, dando inizio ad una fase di decadenza. Diventata di proprietà della manifattura di Turro, la villa venne utilizzata come deposito per la filanda con ingenti danni per le decorazioni. Ristrutturata, ospita le scuole medie ed è circondata da uno parco pubblico. Ogni anno, ad inizio estate, ospita la rassegna enogastronomica "ArteVino"[13].
  • Arco Trecchi: eretto nel 1685 in onore di Antonio Trecchi, da cui prende il nome, chiamato in dialetto locale: purtòn ("portone"), è stato restaurato nel 2016. Sull'arco quale è riportata la dicitura: "Il popolo di Maleo questo arco volle eretto per ricordare che l'anno 1685 il Marchese Pietro Francesco Manfredo Trecchi otteneva il feudale potere sul borgo fra l'universale giubilo del popolo. Il Municipio di Maleo onde restasse a memoria di imperitura gratitudine volle qui evocare il magnanimo gesto del Marchese don Antonio Trecchi che i suoi averi generosamente usò l'anno 1746 per salvare questo borgo dall'esosa straniera prepotenza"[14].

Architetture militariModifica

  • Castello Trecchi, fortificazione eretta nel corso del XVI secolo sulle rovine di una precedente rocca medievale dal nobile cremonese Teodoro Trivulzio che ospita una ricca collezione di quadri, affreschi coevi del Campi e un importante archivio. Il castello, ristrutturato negli anni 2010[15] è costituito da un nucleo centrale a pianta rettangolare, un'abitazione di servizio e un grande giardino che scende lungo la scarpata morfologica e si affaccia sul Parco Adda Sud.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[16]

Etnie e minoranze straniereModifica

Al 31 dicembre 2019 gli stranieri residenti nel comune di Maleo in totale sono 270[17], pari all'8,8% della popolazione residente.

Di seguito sono indicate le nazionalità più rappresentate con il valore assoluto degli abitanti e l'incidenza percentuale sul totale[17]:

CulturaModifica

ScuoleModifica

Maleo è sede dell'Istituto Completo Comprensivo Statale "Aldo Moro", che comprende anche i plessi di Castelnuovo Bocca d'Adda, Caselle Landi, Corno Giovine e Santo Stefano Lodigiano.

A Maleo sono presenti una scuola per l'infanzia statale ed una paritaria, nonché una scuola elementare ed una scuola media.

EventiModifica

  • ArteVino, organizzata dal 2004, è una rassegna organizzata dall'omonima Associazione che unisce opere d'arte e prodotti enogastronomici. Sede della manifestazione è la settecentesca Villa Trecchi. Le sei serate, propongono al pubblico degustazioni di vini e birre artigianali nelle cantine della Villa, pizze a Km 0 realizzate esclusivamente con materie prime del territorio, degustazione di piatti tipici nella corte ed un piccolo ristorante gourmet nel cortile dell’attiguo Castello Trecchi, una mostra d’arte, allestita nei saloni al piano terra della Villa, una mostra fotografica, allestita all'esterno, lungo via dei Trecchi, performance artistiche e performance musicali live, incontri di enogastronomia, show cooking, corsi sensoriali, tavole rotonde e workshop[18].
  • Sagra patronale di San Sulpizio: quarta domenica di ottobre
  • Mostra ornitologica: quarta domenica di ottobre

Geografia antropicaModifica

 
La frazione Casenuove

Il territorio comunale comprende il capoluogo e la frazione Casenuove[19].

EconomiaModifica

L'economia malerina, così come quella della zona in cui si trova, è stata tradizionalmente caratterizzata da una forte vocazione agricola[20].

La posizione decentrata rispetto al capoluogo provinciale e la maggiore vicinanza a città come Piacenza e Cremona rendono Maleo maggiormente influenzato da queste due città piuttosto che dal capoluogo provinciale, Lodi, e dal capoluogo regionale, Milano. Il comune, infatti, è stato solo parzialmente coinvolto dallo sviluppo derivato dalla vicinanza con Milano che ha interessato la parte settentrionale della provincia di Lodi tra la fine del XX e l'inizio del XXI secolo[21].

Il centro di Maleo risente dell'influenza dei centri limitrofi di maggiori dimensioni come Codogno, Casalpusterlengo e Pizzighettone e per l'accesso ad alcuni servizi non presenti sul territorio comunale. Contemporaneamente, su Maleo gravitano, per l'accesso ad alcuni servizi essenziali, i residenti dei comuni limitrofi più piccoli come Castelgerundo, Corno Giovine, Cornovecchio, San Fiorano, Meleti e Maccastrona. Questo rende, quindi Maleo, un centro con un rango intermedio tra i centri di medie dimensioni e i centri minori[5].

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Il territorio comunale è attraversato dalla ex strada statale 234 Codognese, che congiunge Pavia a Cremona. Tale strada evita l'attraversamento del centro abitato mediante una tangenziale, che in direzione di Cremona si collega alla tangenziale di Pizzighettone e, in senso opposto, collega il comune a Codogno allacciandosi alla tangenziale di Codogno[22].

 
La stazione ferroviaria

Il paese è attraversato anche dalla strada provinciale 27 che unisce Castiglione d'Adda a Castelnuovo Bocca d'Adda[7] e dalla strada provinciale 193 che unisce Maleo a Corno Giovine.

FerrovieModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Maleo.

Nel territorio comunale è presente una stazione ferroviaria posta sulla linea Pavia–Cremona. Vi fermano i treni regionali che collegano Codogno a Cremona[23]. Sulla stessa linea è posta anche la stazione di Pizzighettone che, pur trovandosi nelle vicinanze del confinante comune cremonese da cui prende il nome, si trova all'interno del territorio comunale malerino[24].

AmministrazioneModifica

Segue un elenco delle amministrazioni locali[25].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1946 Alessandro Anelli Sindaco
1946 1960 Giuseppe Gorla Sindaco
1960 1980 Luigi Milani Democrazia Cristiana Sindaco
1980 1985 Gianfranco Manini Democrazia Cristiana Sindaco
12 maggio 1985 26 giugno 1987 Mario Bernasconi Partito Socialista Italiano Assessore anziano [26]
26 giugno 1987 6 maggio 1990 Mario Grazioli Indipendente Sindaco [26]
6 maggio 1990 23 aprile 1995 Mario Grazioli Lista civica Sindaco [26]
23 aprile 1995 13 giugno 1999 Mario Grazioli Lista civica Sindaco [26]
13 giugno 1999 13 giugno 2004 Mario Grazioli Lista civica Sindaco [26]
13 giugno 2004 7 giugno 2009 Pietro Foroni Lista civica Sindaco [26]
7 giugno 2009 2 maggio 2013 Pietro Foroni Lista civica Sindaco Decaduto per incompatibilità con elezione a consigliere regionale[27]
2 maggio 2013 25 maggio 2014 Giuseppe Maggi Lista civica Vicesindaco reggente [26]
25 maggio 2014 26 maggio 2019 Giuseppe Maggi Lista civica: Uniti per Maleo Sindaco [26]
26 maggio 2019 in carica Dante Sguazzi Lista civica: Uniti per Maleo Sindaco [26]

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2018., su demo.istat.it. URL consultato il 5 novembre 2020.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ AA. VV., p. 372.
  4. ^ Il borgo, su comune.maleo.lo.it. URL consultato il 1º giugno 2019.
  5. ^ a b Piano di governo del territorio - Relazione tecnico illustrativa, p. 4.
  6. ^ a b c d e f Agnelli.
  7. ^ a b c d e f Cenni sul paese e la sua storia (PDF), su parrocchiadimaleo.it. URL consultato il 1º giugno 2019.
  8. ^ Mario Borra e Laura De Benedetti, Cornovecchio rifiuta il matrimonio Maleo dice ‘sì’, ma votano in pochi, in Il Giorno, 16 novembre 2015.
  9. ^ a b Lo stemma, su comune.maleo.lo.it. URL consultato il 5 novembre 2020.
  10. ^ La collegiata insigne, su comune.maleo.lo.it. URL consultato il 2 giugno 2019.
  11. ^ La chiesetta di san Pietro Martire, su comune.maleo.lo.it. URL consultato il 2 giugno 2019.
  12. ^ La grotta, su comune.maleo.lo.it. URL consultato il 2 giugno 2019.
  13. ^ Villa Trecchi, su comune.maleo.lo.it. URL consultato il 2 giugno 2019.
  14. ^ Arco Trecchi, su comune.maleo.lo.it. URL consultato il 2 giugno 2019.
  15. ^ Sara Gambarini, Il castello è in vendita: costa sei milioni, in Il Cittadino, 19 febbraio 2013.
  16. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  17. ^ a b Cittadini Stranieri. Popolazione residente e bilancio demografico al 31 dicembre 2019 (dati provvisori) - Comune: Maleo, su demo.istat.it. URL consultato il 5 novembre 2020.
  18. ^ Chi siamo, su artevinomaleo.it. URL consultato il 2 giugno 2019.
  19. ^ Comune di Maleo, Statuto comunale (PDF), p. 3.
  20. ^ Sos di Coldiretti per le aziende agricole della zona rossa, in Il Cittadino, 25 febbraio 2020. URL consultato il 5 novembre 2020.
  21. ^ Piano di governo del territorio - Relazione tecnico illustrativa, pp. 50-51.
  22. ^ Luisa Luccini, Primo viaggio sulla tangenziale di Codogno, in Il Cittadino, 24 settembre 2014.
  23. ^ Q155 Milano-Codogno-Cremona-Mantova (PDF), su trenord.it. URL consultato il 10 ottobre 2020.
  24. ^ Violenza sessuale in stazione a Pizzighettone, in Lodi e dintorni, 26 giugno 2015.
  25. ^ Stroppa e Pallavera (a cura di), p. 284.
  26. ^ a b c d e f g h i Anagrafe degli amministratori locali e regionali, su amministratori.interno.it.
  27. ^ Decreto del presidente della Repubblica 27 maggio 2013 - Scioglimento del consiglio comunale di Maleo, su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 5 novembre 2020.

BibliografiaModifica

  • Giovanni Agnelli, Atlante storico geografico del Lodigiano, 1886.
  • AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996.
  • Angelo Stroppa e Ferruccio Pallavera (a cura di), Il lodigiano: quarant'anni di autonomia, Lodi, Provincia di Lodi, 2008.
  • Piano di governo del territorio - Relazione tecnico illustrativa (PDF), Marzo 2013. URL consultato il 5 novembre 2020.

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Collegamenti esterniModifica

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