Malocchio

credenza popolare

Il malocchio è una delle tradizioni popolari più radicate, che tratta la superstizione del potere dello sguardo di produrre effetti sulla persona osservata; tale effetto può essere nella maggior parte dei casi negativo, come portare malasorte su persone invidiate o detestate, o più raramente positivo, ad esempio garantendo la protezione della persona amata.

Raffigurazione del malocchio in un antico mosaico romano

DescrizioneModifica

 
Una barca su cui è raffigurato un occhio come segno di scongiuro contro il malocchio

Tale forma di superstizione, priva di alcuna validità scientifica o di riscontri oggettivi, è comune a molte culture presenti e passate, sopravvivendo ostinatamente agli sviluppi storici e scientifici.[1]

I sintomi del malocchio sono principalmente gli stessi: la persona "con gli occhi addosso" prova un senso di malessere fisico e mentale, accompagnato da stanchezza e molto spesso mal di testa; si sente agitata, fa fatica ad addormentarsi e riposa piuttosto male, conseguenza che può poi essere causa di nausea e vomito.

La causa principale del malocchio sono i sentimenti quali invidia, rabbia e gelosia nei confronti del malcapitato, ma molto spesso basta anche una bugia, come un finto complimento o un falso sentimento di ammirazione da parte di una persona poco fidata.

Contro il malocchio sono utili amuleti portafortuna nella cultura popolare, che variano a seconda dei contesti culturali e sociali: ad esempio in Italia si usa fare le corna con le dita della mano, toccare un oggetto in ferro o legno, fare il gesto delle fiche, toccarsi i genitali o portare addosso un corno di corallo, e per i devoti indossare un santino o una collanina con crocefisso.[2]

Metodi per eliminare il malocchioModifica

Solitamente chi è in grado di togliere il malocchio è una donna piuttosto anziana, che alla fine decide di tramandare il suo "potere" a familiari o comunque persone di grande fiducia. Per eliminare il malocchio vengono messi in atto diversi riti, ma il più famoso è sicuramente quello dell'olio:

Si inizia con una diagnosi; la persona con "l'uocchie ncuolle" viene fatta sedere su una sedia o uno sgabello, e deve assolutamente rimanere ferma. Il guaritore riempie un piatto con acqua e lo appoggia sulla fronte del "paziente", subito dopo traccia il segno della croce su se stesso per 3 volte e sul piatto, poggiando la mano su, giù, a sinistra e a destra, mentre mentalmente ripete una formula che solo lui conosce. Vengono poi versate delle gocce d'olio d'oliva prelevate con il dito da una tazzina, e si osservano attentamente. In base alla forma che prende la goccia d'olio sull'acqua, verrà dato il risultato: se le gocce dilatate sono normali e non presentano cambiamenti così grandi, rappresentano uomini; se invece presentano dei cerchietti vicino alla circonferenza (che vengono solitamente interpretati come orecchini) allora si tratterà di donne; se entrambi i tipi di gocce sono presenti, verrà riferita al "paziente" la quantità di uomini e donne che lo hanno invidiato o che comunque hanno sparlato o mal pensato nei suoi confronti.

Quando l'esito del malocchio è positivo, si procede buttando l'acqua via, ripetendo tutto il processo da capo per 2 volte (il 3 rappresenta il concetto cattolico di Trinità). Al terzo tentativo è molto raro che l'olio si espanda nuovamente, anzi, spesso la goccia non muta per nulla la sua forma, ma può capitare che (soprattutto se l'individuo che ha lanciato il malocchio è abbastanza "potente", prova dei forti sentimenti, il paziente ha rimuginato sopra a questi pensieri o si tratta di dicerie di molte persone) il processo debba esser ripetuto altre volte, generalmente fino a quando la macchia d'olio non scompare completamente.

Nome in varie lingueModifica

Nella maggior parte delle lingue il nome si trova come variante di espressioni quali "occhio cattivo", "malocchio", "guardare male" o solamente "l'occhio." Alcune esempi di questo schema nel Mondo sono:

  • In greco, to matiasma (μάτιασμα) o mati (μάτι) qualcuno si riferisce all'atto di maledire attraverso l'occhio (mati è la parola greca che indica l'occhio); inoltre: baskania (βασκανία, la parola greca che indica fattura)[3]
  • In ebraico 'ayin ha'ra (עין הרע) "malocchio"[4]
  • In persiano " (sguardo che ferisce/che provoca male) o "چشم شور" (occhio salato)[5]
  • In spagnolo mal de ojo significa letteralmente "male dall'occhio" con esplicito riferimento al male che apparentemente proviene dall'occhio. Fare il malocchio viene così tradotto echar mal de ojo, i.e. "lanciare il male dall'occhio".[6]
  • In arabo 'ain al hasoud (عين الحسود) "l'occhio dell'invidia". "Ayn haarrah" è usato inoltre per tradurre letteralmente come "occhio caldo".
  • In russo сглаз (sglaz) significa letteralmente "dall'occhio".
  • In sanscrito "drishti dosha" significa "sguardo pieno di cattiveria".
  • In turco nazar guardare con kem göz indica il guardare con occhio malvagio.
  • In napoletano uocchie sicche occhi secchi, con riferimento allo sguardo malvagio in grado di fare seccare le piante.
  • In dialetto cosentino al malocchio ci si riferisce anche con il nome di "picciu" (letteralmente "piccio"). "Iettare piccio" (ovvero buttare il piccio) significa dunque augurare male a una persona.

NoteModifica

  1. ^ esempio: hermetic l
  2. ^ ibs
  3. ^ Baskania (Βασκανία) in Εγκυκλοπαιδικό Λεξικό Ελευθερουδάκη, (Encyclopedic Lexicon Eleftheroudakis) ed. 1928
  4. ^ The Evil Eye, The Lucky W Amulet Archive
  5. ^ loghatnaameh.com, Dictionary of Dehkhoda - لغت‌نامه دهخدا, su loghatnaameh.com. URL consultato l'11 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 18 luglio 2011).
  6. ^ (ES) Real Academia Española de la Lengua. Diccionario Usual, su Buscon.rae.es. URL consultato l'11 ottobre 2010.

BibliografiaModifica

  • Borthwick, E. Kerr (2001) "Socrates, Socratics, and the Word ΒΛΕΠΕΔΑΙΜΩΝ" The Classical Quarterly New Series, 51(1): pp. 297–301
  • Dickie, Mathew W. (January 1991) "Heliodorus and Plutarch on the Evil Eye" Classical Philology 86(1): pp. 17–29
  • Dundes, Alan (editor) (1992) The Evil Eye: A Casebook University of Wisconsin Press, Madison, Wisconsin, ISBN 0-299-13334-6; originally published in 1981 by Garland Publishing, New York
  • Elworthy, Frederick Thomas (1895) The Evil Eye. An Account of this Ancient & Widespread Superstition John Murray, London, OCLC 2079005; reprinted in 2004 as: The Evil Eye: The Classic Account of an Ancient Superstition Dover Publications, Mineola, New York, ISBN 0-486-43437-0 (online text)
  • Gamache, Henri (1946) Terrors of the Evil Eye Exposed Raymond Publishing, New York, OCLC 9989883; reprinted in 1969 as Protection Against Evil Dorene, Dallas, Texas, OCLC 39132235
  • Gifford, Edward S. (1958) The Evil Eye: Studies in the Folklore of Vision Macmillan, New York, OCLC 527256
  • Jones, Louis C. (1951) "The Evil Eye among European-Americans" Western Folklore 10(1): pp. 11–25
  • Limberis, Vasiliki (April 1991) "The Eyes Infected by Evil: Basil of Caesarea's Homily" The Harvard Theological Review 84(2): pp. 163–184
  • Lykiardopoulos, Amica (1981) "The Evil Eye: Towards an Exhaustive Study" Folklore 92(2): pp. 221–230
  • Maloney, Clarence (editor) (1976) The Evil Eye Columbia University Press, New York, ISBN 0-231-04006-7; outgrowth of a symposium on the evil eye belief held at the 1972 meeting of the American Anthropological Association
  • Meerloo, Joost Abraham Maurits (1971) Intuition and the Evil Eye: The Natural History of a Superstition Servire, Wassenaar, Netherlands, OCLC 415660
  • Slone, Kathleen Warner and Dickie, M.W. (1993) "A Knidian Phallic Vase from Corinth" Hesperia 62(4): pp. 483–505
  • Ulmer, Rivka (1994) The Evil Eye in the Bible and in Rabbinic Literature KTAV Publishing House, Hoboken, New Jersey, ISBN 0-88125-463-0

Voci correlateModifica

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