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Ser Manetto Donati (Firenze, ... – Firenze, ...) esponente dei Donati, una delle più importanti famiglie guelfe fiorentine. Viene ricordato soprattutto per essere stato il suocero di Dante Alighieri.

BiografiaModifica

Di Manetto Donati, figlio di Donato di Ubertino e di una figlia di Bellincione Berti (ricordato poi nel Paradiso di Dante)[1], si hanno le prime notizie a partire da un atto di procura del 1278[2], anche se si sa della sua esistenza già a partire dal 1277[1], anno in cui Alighiero di Bellincione, padre del ben più celebre Dante, stipulò il matrimonio tra suo figlio e la figlia dodicenne di Manetto, Gemma. Sposato con una tale Maria, morta nel 1315[2] e da cui ebbe 4 figli maschi (Teruccio, Niccolò, Neri e Forese) e almeno una figlia femmina, cioè Gemma[2][3]. Importante uomo politico, negli anni '80 e '90 del XIII secolo Manetto ebbe vari incarichi da parte della Signoria. Nel 1280, fu tra i promotori della pace tra guelfi e ghibellini fiorentini[1][2], mentre nel 1290 fu nominato vicario della Lega di Valdisieve[2][3]. Nominato nel 1303 podestà di Colle Val d'Elsa, si prodigò nell'aiutare il genero Dante con vari sussidi in denaro sia quando era ancora a Firenze (si ricorda un prestito del 1297[1]), sia durante la prima fase dell'esilio[2]. Di Manetto ignoriamo sia la data di nascita, che quella della morte.

NoteModifica

  1. ^ a b c d Marco Santagata, 20 finestre sulla vita di Dante - La moglie di Dante, Mondadori, 2012. URL consultato il 6 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 19 febbraio 2015).
  2. ^ a b c d e f Piattoli.
  3. ^ a b Manetto Donati, Danteonline. URL consultato il 6 giugno 2015.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica