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Mangog è un personaggio immaginario, un enorme mostro che compare nei fumetti Marvel Comics. Il personaggio apparve per la prima volta in The Mighty Thor #154 e fu ideato da Stan Lee e Jack Kirby.

StoriaModifica

Mangog apparve per la prima volta come antagonista in una storyline che va dal #154 al #157 di The Mighty Thor, ed è un enorme mostro che trae forza dalle anime vendicative di un miliardo di individui appartenenti a una misteriosa razza aliena che fu sconfitta in passato da Odino, il signore di Asgard. Credendo di essere l'ultimo rimasto della razza aliena e imprigionato nei sotterranei di Asgard, Mangog fu liberato da Ulik il troll, che ha notato un avvertimento sulla porta della prigione di non liberare Mangog ma lo libera comunque, sperando che diventi un prezioso alleato nella sua lotta contro Asgard. Dopo essere stato liberato, Mangog si rivolta contro Ulik e si dirige verso Asgard, sconfiggendo facilmente i giganti e i guerrieri asgardiani che provano ad ostacolarlo, intenzionato a usare la spada di Odino per distruggere il mondo. Thor e i tre guerrieri (Fandral, Volstagg e Hogun) combattono Mangog in una dura battaglia e alla fine Mangog fu sconfitto quando Odino riportò in vita gli esseri le cui anime davano forza a Mangog, causando la sua sparizione nel nulla.

Successivamente, Mangog fu riportato in vita da Loki, ma fu sconfitto quando Thor lo separò dalla sua fonte di energia. Mangog fu poi aiutato dal mago Igron e assunse le sembianze di Odino per prendere in segreto la forza vitale degli asgardiani, indebolendoli, e pianifica di prendere la spada di Odino. Dopo una lotta con Thor, Mangog fu sconfitto con la liberazione del vero Odino.

Mangog non apparve fino alla seconda serie di The Mighty Thor, scritta da Dan Jurgens e disegnata da John Romita Jr., dove si allea con Thanos (successivamente rivelato essere in realtà un clone del vero Thanos in Infinity Abyss), intenzionato ad usare la Pietra dell'Illuminazione e le lacrime di Tarene per distruggere la galassia. Mangog fu sconfitto da Thor quando questi ha messo il martello Mjolnir dentro la bocca del mostro per poi fulminarlo all'interno. Thor poi sconfisse il clone di Thanos grazie a una speciale armatura benedetta dalla Odinforce. Mangog ricomparve nella saga di Ragnarok, dove viene disintegrato da Thor potenziato dalla Odinforce e dalla Conoscenza delle Rune.

Mangog ritorna sulle pagine della mini-serie di Thunderstrike dove viene accidentalmente riportato in vita da un generatore mistico usato dal folle Adam Mann. Quando Thor chiede come ha fatto a risorgere, Mangog risponde che l'odio può essere placato ma mai distrutto. Viene sconfitto dal giovane Thunderstrike che lo lancia nel cuore di una stella lontana.

In The Mighty Thor di Jason Aaron, durante uno scontro tra Thor (Jane Foster) e le divinità dell'impero Shi'ar, questi ultimi decisero di scatenare l'entità del Giudizio Finale. L'entità si rivela essere Mangog, la cui furia è detta di essere invincibile. Dopo che il mostro ha sconfitto il War Thor (Volstagg) e seminato distruzione ad Asgard, Jane riesce a battere Mangog legandolo con Gleipnir, la catena usata per imprigionare il lupo Fenris, e attaccandola a Mjolnir per poi lanciare il martello e Mangog verso il sole.

Poteri e abilitàModifica

Mangog trae la propria devastante forza e resistenza dall'odio di miliardi di esseri, rendendole molto superiori a quelle di Thor, ed ha l'abilità di usare la magia per la proiezione di energia e mutare il proprio aspetto. Mangog è anche immortale e virtualmente indistruttibile, continuando ad esistere finché c'e una grande quantità di odio nel cosmo, ed è capace di assorbire l'odio dei suoi nemici.

Collegamenti esterniModifica

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