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Ingres: Tu Marcellus eris

La locuzione latina Manibus date lilia plenis, tradotta letteralmente, significa versate gigli a piene mani. (Virgilio, Eneide, VI, 883).

Virgilio "dolcissimo padre"Modifica

La frase è pronunziata da Anchise, di fronte al fiume Lete, alla vista dell'ombra destinata a reincarnarsi in Marcello, nipote dell'imperatore Ottaviano Augusto, morto in giovane età. Anchise rivolge il date agli uomini del futuro, e vuole poi spargere fiori rossi, come dono funebre per il giovane (purpureos spargam flores... VI, 884). Con una lieve variazione è riproposta da Dante nel XXX del Purgatorio: Manibus, oh, date lilia plenis!, in omaggio a Virgilio che ci aveva appena lasciati scemi di sé (Purg, XXX 21-50), poco prima dell'arrivo di Beatrice.

Questo verso è talvolta inciso su lapidi mortuarie di bambini, recisi nella primavera della vita.

Voci correlateModifica

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