Manlio Costa

architetto italiano

Manlio Costa (La Spezia, 1901La Spezia, 1936) è stato un architetto italiano.

BiografiaModifica

Dopo aver frequentato il liceo artistico a Carrara, nel 1923 si diploma professore di Disegno Architettonico presso l’Accademia di belle arti di Bologna.

Stimato allievo di Angiolo Mazzoni, si dedica alla progettazione architettonica. Attivo alla Spezia e in provincia fra il 1929 e il 1936 progetta numerosi edifici, di cui solo una parte è stata realizzata, spaziando dalla Secessione Viennese al Déco purista fino al Futurismo nel cui ambito, in particolare, si dedica a sviluppare nei suoi progetti le teorie di Sant'Elia basate sugli effetti dinamici delle diagonali in architettura.

Nel 1929 realizza la sua prima importante opera, con caratteri decò e classici, il Palazzo dell'Accademia lunigianense di scienze.

Conosce Filippo Tommaso Marinetti e aderisce al movimento futurista nel 1932; è in contatto con il gruppo torinese di Fillia e diventa un esponente di punta del futurismo in Liguria. E'redattore delle riviste La Terra dei Vivi (La Spezia, 1933), La città nuova (Torino, 1934) e Stile futurista (Torino, 1934-36)[1], insieme all'artista e critico Renato Righetti.

Nel progetto dell'edificio di Casa Peragallo (1931) depone già i motivi classici per attingere con dinamicità risultati quasi cubisti.

Ma il suo edificio più interessante è soprattutto Casa Bertagna (1933), in via del Torretto, dove il futurismo di Costa sviluppa una propria originalità, rivelatrice di una convinta volontà di rinnovamento linguistico, già molto vicino alla concettualità razionalista.

Nel 1933 espone alla Prima Mostra Nazionale Futurista i suoi disegni della Casa d'Arte, altro edificio tra le sue opere più rappresentative e che costituì un importante centro culturale spezzino.

Manlio Costa muore prematuramente a 35 anni nel mese di luglio del 1936 lasciando irrealizzati molti dei suoi progetti.

ProgettiModifica

  • 1929 Concorso per una cattedrale a La Spezia
  • 1929 Monumento ai Caduti a Pagliari
  • 1931 Progetto di Chiesetta Antoniana
  • 1933 Villa aumentabile in sopraelevazione
  • 1933 Casa per appartamenti Guidobono a Salsomaggiore
  • 1933 "Padiglioncino-salotto" per una Fiera alimentare
  • 1933 Ingresso in un campo divertimenti
  • 1934 Concorso per la Casa del fascio a La Spezia
  • 1935 Villino a Bonassola
  • 1935 Torre littoria (in collaborazione con G. Dazzi)[2].

Opere realizzateModifica

  • 1925 Villa Podestà, via dei Colli, La Spezia
  • 1929 Palazzo dell'Accademia lunigianense di scienze, La Spezia
  • 1931 Cappella Di Molfetta nel cimitero di La Spezia
  • 1931 Casa d'Arte (in collaborazione con G. Dazzi), in via Fossati, La Spezia
  • 1931 Casa Peragallo, in via XX settembre, La Spezia
  • 1931 Cappella Alinghieri nel cimitero di La Spezia
  • 1932 Villa Rosoni, Aulla
  • 1933 Casa Bertagna-Tartarini, in via del Torretto, La Spezia
  • 1933/34 Casa del fascio (oggi Municipio), Lerici
  • 1934 Casa Ceretti, in via XX settembre, La Spezia
  • 1934 Complesso degli edifici per le scuole elementari, in via Napoli, La Spezia
  • 1934/36 Casa del Balilla, La Spezia
  • 1935 Pensione Orioli, via dei Colli, 23
  • 1935 Negozio "Electra", La Spezia
  • 1935 Case per appartamenti, La Spezia (in collaborazione con G. Dazzi)[2]
  • 1936 Casa Pagni, in via del Canaletto, La Spezia

NoteModifica

  1. ^ "Dizionario bibliografico" in E. Godoli, Il Futurismo, La Terza, Roma-Bari, 1983.
  2. ^ a b Elenco presente in E. Godoli, Op. cit.

BibliografiaModifica

  • Opere funerarie dell'arch. Manlio Costa, in "Architettura e Arti Decorative", ottobre 1931, fasc. XIV, pp. 745-747
  • Progetto di chiesetta antoniana. Arch. Manlio Costa, in "Rassegna di Architettura", n. 11, 15 novembre 1932
  • Fillia (Luigi Colombo), Gli ambienti della nuova architettura, UTET, Torino, 1935.
  • Ezio Godoli, Il Futurismo, serie "Guide all'architettura moderna", La Terza, Roma-Bari, 1983.
  • Paolo Cevini, Genova anni '30: da Labò a Daneri, SAGEP, Genova, 1989.
  • Pia Spagiari, Il Futurismo nel Golfo dei Poeti, Tip. Ambrosiana, La Spezia, 2010.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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