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Mannaggia alla miseria

film del diretto da

DescrizioneModifica

Il film, prodotto da Ida Di Benedetto per Titania Produzioni, e da Rai Cinema e Rai Fiction, con il contributo dell'Apulia Film Commission, è ispirato al fondatore della banca dei poveri, l'economista premio nobel Muhammad Yunus. Presentato in concorso alla 63ª edizione del Festival Internazionale del Cinema di Salerno[1], il film è andato in onda in prima visione su Rai 1 il 2 giugno 2010, ottenendo una audience di 4.817.000 telespettatori e uno share del 20,39%[2].

TramaModifica

Antonio (Sergio Assisi), Chicchino (Tommaso Ramenghi) e Marina (Gabriella Pession), trentenni di ingegno, di ritorno dal Bangladesh decidono di realizzare a Napoli il sistema del microcredito ideato in Bangladesh dal banchiere dei poveri Muhammad Yunus, per consentire alla povera gente di intraprendere un'attività in proprio emancipandosi dai disonesti datori di lavoro e ponendosi in conflitto con le regole della camorra. La vicenda si intreccia con gli intrighi amorosi che legano i tre personaggi: sia Antonio che Chicchino sono innamorati di Marina, ma la ragazza non si decide chiaramente tra i due.

Il film si conclude con le immagini di repertorio di Muhammad Yunus che ritira il Premio Nobel per la pace nel 2006.

AmbientazioneModifica

Il film è ambientato a Napoli e girato a Taranto.

I continui spostamenti furono dovuti anche al fatto che, durante la lavorazione del film, nell'autunno del 2008, la troupe fu costretta ad abbandonare Taranto a causa di richieste di pizzo provenienti da delinquenti locali, che spinsero la regista a partire alla volta di Brindisi.[3]. In seguito gli estorsori furono arrestati dalle forze dell'ordine[4].

NoteModifica

  1. ^ Festival del Cinema di Salerno, 23 novembre 2009. URL consultato il 26-05-2010 (archiviato dall'url originale il 3 maggio 2010).
  2. ^ Antonio Genna, Dati Auditel di mercoledì 2 giugno 2010, 03 giugno 2010. URL consultato il 03-06-2010.
  3. ^ Mario Diliberto, Niente ciak senza pizzo. Wertmuller via da Taranto, in La Repubblica, 14 ottobre 2008. URL consultato il 27-05-2010.
  4. ^ Pizzo alla Wertmuller, gli autori a giudizio, in La Repubblica, 02 dicembre 2008. URL consultato il 27-05-2010.

Collegamenti esterniModifica