Mano Nera (estorsione)

Mano Nera
Black Hand Wanted Poster.jpg
Un manifesto della polizia di New York per ricercati della Mano Nera, 1910
Nomi alternativiBlack Hand,
Cosa nostra statunitense
Area di origineStati Uniti d'America
Aree di influenzaStati Uniti d'America, Italia
Periodocirca 1900 - forse 1930-1935 (?)
BossGiuseppe Morello e Ignazio Lupo

La Mano Nera (in lingua inglese Black Hand) fu un insieme di bande che praticava estorsioni all'interno delle comunità italiane nelle città statunitensi all'inizio del XX secolo.

StoriaModifica

Il termine prese piede nei primi anni del Novecento e derivava dall'abitudine degli estorsori di inviare alle loro vittime lettere minatorie contrassegnate dall'emblema del teschio e tibie incrociate o dall'impronta di una mano nera, accompagnate da minacce di morte, di sfregi e danneggiamenti:[1][2] questo tipo di crimine si diffuse da New York a Chicago, San Francisco e New Orleans, compiuta da strozzini siciliani, calabresi, pugliesi e napoletani.[2][3] I principali capibanda che compirono questo tipo di estorsione furono i siciliani Giuseppe Morello e Ignazio Lupo, che strangolavano e bruciavano le vittime che rifiutavano di pagare,[2] e i cumparielli napoletani Enrico Alfano e Pellegrino Morano.[4] Anche il cantante Enrico Caruso e il trasformista Leopoldo Fregoli, durante le loro tournée americane, subirono minacce ed estorsioni dagli affiliati alla Mano Nera[5].

L'uccisione di Giuseppe RuvolinoModifica

Uno dei delitti più atroci compiuti dalla mano nera avvenne nel paesino di Pellaro, nei pressi di Reggio Calabria, precisamente a Quattronari, il 4 settembre del 1910. Giuseppe Ruvolino, un emigrante calabrese a New York, partecipò a una rapina organizzata dal clan mafioso a cui era affiliato, ma il colpo fallì e la polizia lo catturò. Sotto promessa della libertà fece il nome dei suoi complici, pur conoscendo il rischio a cui andava incontro.

A seguito della delazione ottenne la libertà, come promessogli. Consapevole che lo "sgarro" equivaleva alla condanna a morte da parte dell'organizzazione cui apparteneva, lasciò gli Stati Uniti e con l'intera famiglia rientrò in Calabria, nella speranza di sottrarsi alla vendetta dei compagni.

Nella notte del 4 settembre 1910 uno o più malviventi mascherati penetrarono nella sua abitazione, uccidendolo barbaramente con asce e coltelli e sterminando tutta la famiglia, composta dalla moglie e da sei figli, il più piccolo dei quali aveva appena quattro mesi. Si racconta che i vicini, accorsi alle grida, udirono una delle bambine invocare con voce rotta dal pianto, "zio non mi ammazzare", ma invano. Nessuno parlò e gli assassini rimasero sconosciuti alla giustizia.

Nei mediaModifica

Nel romanzo Vita di Melania Mazzucco, ambientato nella New York di inizio Novecento, vengono descritti vari episodi criminosi legati alla Mano Nera.

NoteModifica

  1. ^ Il Viandante - Sicilia 1903
  2. ^ a b c American Mafia, su lacndb.com. URL consultato il 28 marzo 2019.
  3. ^ Il Viandante - Sicilia 1890
  4. ^ Pellegrino Morano, su lacndb.com. URL consultato il 28 marzo 2019.
  5. ^ Rusconi, Alex, 1975-, Fregoli : la biografia, Stampa alternativa/Nuovi equilibri, 2011, ISBN 978-88-6222-180-1, OCLC 748343894. URL consultato il 13 aprile 2020.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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