Apri il menu principale

Mapei

azienda italiana specializzata in edilizia
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Mapei (disambigua).
Mapei
Logo
Mapei Mediglia.jpg
Stabilimento Mapei nel comune di Mediglia
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1937 a Milano
Fondata daRodolfo Squinzi
Sede principaleMilano
SettoreMateriali chimici per l'edilizia
ProdottiAdesivi, sigillanti, prodotti chimici per edilizia
Fatturato2,5 miliardi di (2018)
Dipendenti10500 (2018)
Sito web

Mapei S.p.A. è una società per azioni italiana, nata nel 1937, operativa nel settore della produzione di materiali chimici per l'edilizia.

StoriaModifica

L'innovazioneModifica

L'azienda è stata fondata col nome Materiali ausiliari per l'edilizia e l'industria (la recente denominazione Mapei ne è l'acronimo) nel 1937 a Milano da Rodolfo Squinzi,[1] con soli tre dipendenti. Nei primi momenti ha prodotto intonaci colorati e materiali per rivestimenti edili.

Successivamente si è rivolta ad un mercato all'epoca ancora di nicchia, quello degli adesivi per pavimenti e rivestimenti, in particolare per linoleum, ceramica, materiali lapidei, moquette, PVC e legno, abbinando una colla specifica a ogni prodotto.[2] Negli anni sessanta il mercato si espanse, grazie alla diffusione della ceramica italiana a livello internazionale. Viene lanciata la colla P22, preconfezionata e già pronta all'uso, rivoluzionando il settore che fino a quel momento vedeva la preparazione della tradizionale malta cementizia di volta in volta sul posto di lavoro.[3] altre malte speciali, impermeabilizzanti e additivi per calcestruzzo.

L'internazionalizzazioneModifica

 
Sede di Erlenbach.

Nel 1978, con Giorgio Squinzi, la società iniziò un processo di internazionalizzazione sia commerciale che produttiva, aprendo un primo piccolo stabilimento in Canada dopo aver fornito gli adesivi per i pavimenti in gomma utilizzati per le piste di atletica delle Olimpiadi del 1976. L'espansione societaria proseguì anche nei decenni successivi con l'acquisizione nel 1994 in Italia della Vinavil, in Norvegia della Rescon, in Germania della Sopro e della Gorka Cement in Polonia. La strategia di sviluppo è legata all'esigenza di produrre adesivi e prodotti chimici per l'edilizia a non più di 400-500 chilometri di distanza per non rendere i costi di trasporto insostenibili.[4].

Nel 2008 viene acquisita la Polyglass,[5] azienda trevigiana leader nel settore dei sistemi isolanti e delle membrane impermeabilizzanti, fondata nel 1969 dai tre fratelli Romano, Luigi, Antonio Zanchetta a Ponte di Piave, tre stabilimenti negli Stati Uniti e uno in Puglia, filiali commerciali nel Regno Unito e in Romania, 150 milioni di euro di fatturato e 260 dipendenti.[6]

Nel gruppo Mapei, del quale Giorgio Squinzi è amministratore unico, lavorano anche la moglie, Adriana Spazzoli, e i figli Marco e Veronica. La multinazionale è leader nel mondo negli adesivi e nei prodotti chimici per l'edilizia con (dati 2016) 81 consociate che operano con 73 stabilimenti in 32 paesi diversi e ognuno dotato di un laboratorio di controllo della qualità, 28 centri di ricerca (di cui uno corporate) in 18 paesi,[7] oltre 9 mila dipendenti, più di 5 mila prodotti per l'edilizia.[8]

Dal 1991 il gruppo Mapei pubblica un bimestrale in italiano e inglese: Realtà Mapei, diretto da Adriana Spazzoli, che viene inviato in abbonamento ai quasi 70 mila clienti sparsi per il mondo. Il 22 marzo 2012 Giorgio Squinzi viene eletto presidente di Confindustria. Resterà in carica quattro anni.

RealizzazioniModifica

Negli anni gli adesivi a base poliuretanica e i materiali chimici per l'edilizia della Mapei sono stati utilizzati per la posa delle piste di atletica nelle varie Olimpiadi dopo quella di Montreal, per i restauri dei corridoi della Cappella Sistina, i collanti dei pavimenti del salone principale del Cremlino e degli affreschi di Giotto nella Basilica di San Francesco di Assisi sfregiata dal terremoto, per il tunnel del Monte Bianco, per la realizzazione delle torri gemelle di Kuala Lampur, per il ponte che collega la Danimarca alla Svezia, per la diga delle Tre Gole in Cina, per i 240 chilometri di gallerie che permettono il passaggio del supertreno Tokyo-Osaka, per i pavimenti dell'Hong Kong International Airport, del Velodromo di Kiev, del Museo d'arte di Basilea.[9].

Mapei nello sportModifica

La Mapei è sponsor del Sassuolo Calcio dopo avere sponsorizzato in passato gli atleti del team Mapei che per un decennio hanno dominato nel panorama ciclistico mondiale. Tra i principali: Tony Rominger, Pavel Tonkov, Andrea Tafi, Paolo Bettini, Gianni Bugno, Óscar Freire, Johan Museeuw.[10] Proprio per supportare con razionalità scientifica e corretto approccio etico la squadra ciclistica nel 1996 è stato aperto a Olgiate Olona, insieme al prof. Aldo Sassi, il Centro ricerche Mapei sport con laboratori, ambulatori, centri di analisi. La struttura è utilizzata per la diffusione di una corretta cultura sportiva.[11]

Sponsor anche della Pallacanestro Reggiana e della squadra di pallacanestro femminile di Napoli (la Saces-Mapei-Givova Napoli).

Mapei nella culturaModifica

L'azienda è legata al Teatro alla Scala di Milano. Nel 1984 sottoscrive per la prima volta l'"abbonamento sostenitore". Poi, dopo aver avuto una parte attiva nella ristrutturazione e nel restauro della struttura, diventa nel 2008 "socio fondatore". Nel 2016 Giorgio Squinzi entra a far parte del consiglio d'amministrazione. Mapei è anche "socio fondatore" dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma.

A Milano sostiene lo Spazio Teatro No'hma che dal 2000 è sede delle attività artistiche dell'omonima associazione, fondata da Teresa Pomodoro e ricavata nell'ex palazzina dell'acqua potabile di via Orcagna, nel quartiere di Città Studi.

AzionistiModifica

La società è controllata dalla Emme Esse Vi s.r.l., finanziaria della famiglia Squinzi, che ne detiene il 93,95%; il restante 6,05% è costituito da azioni proprie detenute dalla stessa Mapei.

Dati economici e finanziariModifica

All'inizio degli anni novanta i dipendenti della Mapei erano 500.[12] Nel 2006 erano 4.679 dipendenti, di cui 906 in organico alla capogruppo (quell'anno il gruppo Mapei aveva un capitale investito consolidato di circa 953,9 milioni di euro, con un patrimonio netto di circa 387,6 milioni di euro, un fatturato consolidato di 1,18 miliardi di Euro ed un utile netto consolidato di circa 59,4 milioni). Nel 2012 Mapei con 2,1 miliardi di euro era la terza industria chimica italiana per fatturato dopo Versalis e il Gruppo Mossi & Ghisolfi. Il numero di dipendenti era 7500, dislocati in oltre 58 stabilimenti in 28 paesi.[1] Nel 2017 sfiorano i 10 mila di cui il 12% impegnati nella ricerca e sviluppo. Nel 2018 il fatturato consolidato è di 2,5 miliardi di Euro e i dipendenti oltre 10 mila nel mondo.

Nel 2017, in occasione degli 80 anni compiuti dalla società, Giorgio Squinzi dichiara che, nella sua storia, la Mapei non ha mai chiuso un bilancio in perdita, non ha mai fatto ricorso alla cassa integrazione, non ha mai licenziato per riduzione di organici.[13]

Principali partecipazioniModifica

Alcune delle 81 consociate operanti nel 2017 in 32 paesi.

Nel 2016 sono diventate operative la Mapei Perù e la Mapei Philippine. Nel febbraio 2017, con l'acquisizione della società colombiana Productos Bronco, nasce Mapei Colombia.

MarchiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b La Chimica al vertice di confindustria, in La Chimica & l'Industria, nº 4, maggio 2012, p. 14.
  2. ^ Alberto Mazzuca, I numeri uno del made in Italy, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2005, p. 258
  3. ^ Alberto Mazzuca, op.cit. p. 259.
  4. ^ Alberto Mazzuca, op.cit., p. 259.
  5. ^ Il colosso Mapei si compra Polyglass, su ricerca.gelocal.it, 1º agosto 2008. URL consultato il 6 novembre 2017.
  6. ^ Il mago di Treviso che salva le case dagli uragani, su ilgiornale.it, 30 dicembre 2006. URL consultato il 6 novembre 2017.
  7. ^ Mapei: "La nostra colla arrivata fino alla diga più grande del mondo", su repubblica.it, 22 gennaio 2018. URL consultato il 9 marzo 2018.
  8. ^ Realtà Mapei, numero 140, gennaio-febbraio 2017
  9. ^ Diversi numeri di Realtà Mapei reperibili sul sito dell'azienda.
  10. ^ Chiude la corazzata Mapei, su archiviostorico.gazzetta.it. URL consultato il 25 ottobre 2017.
  11. ^ Un'azienda modello, il ciclismo e il calcio. Ecco chi era il signor Mapei, su gazzetta.it, 3 ottobre 2019. URL consultato l'8 ottobre 2019.
  12. ^ Testimonianza di Giorgio Squinzi in Realtà Mapei, numero 141, marzo-aprile 2017.
  13. ^ Realtà Mapei, numero 139, novembre-dicembre 2016.

BibliografiaModifica

  • Alberto Mazzuca, Giorgio Squinzi, l'uomo che tiene incollato il mondo in I numeri uno del made in Italy, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2006. ISBN 88-8490-796-9

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Aziende: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di aziende