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Mapei Stadium - Città del Tricolore

impianto sportivo italiano di Reggio Emilia
Mapei Stadium — Città del Tricolore
  • Stadio Giglio
  • Stadio Città del Tricolore
Reggio Emilia, Stadio Giglio, 2010 (cropped).jpg
Vista esterna dello stadio
Informazioni
StatoItalia Italia
UbicazioneP.le Atleti Azzurri d'Italia 1, 42124 Reggio Emilia
Inizio lavori5 agosto 1994
Inaugurazione15 aprile 1995
CoperturaTribuna e distinti
Costo25 000 000 000
Ristrutturazione2004, 2010, 2014, 2015
Mat. del terrenoErba sintetica
Dim. del terreno105 m × 68 m
Area totale9 320 m²
ProprietarioMapei
GestoreReggio Audace FC e U.S. Sassuolo
Progetto
  • Aldo Pavoni
  • Carlo Minem (impianto originale)
  • Studio Beltrami (ristrutturazione)
  • Studio Castelli
  • (rifacimento terreno)
Uso e beneficiari
Calcio
Rugby a 15Italia Italia
Capienza
Posti a sedere21 525
Mappa di localizzazione

Coordinate: 44°42′53″N 10°38′59″E / 44.714722°N 10.649722°E44.714722; 10.649722

Il Mapei Stadium — Città del Tricolore[1], nato Stadio Giglio[2] e successivamente rinominato Stadio Città del Tricolore, è un impianto sportivo italiano che sorge a Reggio Emilia.

Costruito per conto del club calcistico della Reggiana (primo esempio di stadio di proprietà in Italia nel dopoguerra[3]) a partire dall’agosto 1994[2] e ultimato ad aprile 1995, sorge in località Mancasale, a due chilometri dal centro della città; originariamente impianto interno delle gare della società committente, ospitò anche incontri di rugby internazionale e di Pro14. Ha subìto una serie di passaggi di proprietà a seguito delle vicende economiche che hanno coinvolto la Reggiana e, dopo un periodo in gestione al tribunale fallimentare di Reggio Emilia[4], fu rilevato nel 2013 dalla Mapei[3], impresa titolare e principale sponsor del Sassuolo. La struttura è adibita anche alle gare interne della rinnovata Reggiana, e, in passato, di quelle del Carpi nel 2011-12 nonché delle gare interne di Europa League dell'Atalanta tra il 2017 e il 2018 e per alcune gare interne del campionato 2018-19. Fu scelto anche per ospitare la finale di Champions’ League femminile 2015-16.

Lo stadio non ha pista d’atletica[4] e presenta tutti posti a sedere; entrambe le tribune sui lati lunghi del campo sono coperte.

Cenni storiciModifica

Progetto e realizzazioneModifica

Ubicato nella periferia settentrionale di Reggio Emilia, l’impianto sostituiva l’obsoleto Mirabello, non più ampliabile in quanto posizionato nel centro cittadino e causa di disagi ai residenti.

Fautore principale del progetto, i cui lavori iniziarono il 5 agosto 1994[2][5], fu l’allora amministratore delegato della Reggiana Franco Dal Cin[6]. Lo stadio costò circa 25 miliardi di lire dell’epoca[7] (circa 12 500 000 euro), in parte versati da Consorzio 2000 e dalla consociata Unieco, e altri 8 messi a disposizione tramite una formula mai adottata in precedenza, ovvero il finanziamento popolare da parte di 1 026 tifosi VIP del club che sottoscrissero altrettanti abbonamenti pluriennali[4]. Il committente, la Mirabello 2000, affidò il progetto agli architetti Aldo Pavoni e Carlo Minem[2]. A questi si aggiunse, inoltre, il contributo, sottoscritto sotto forma di naming right, della principale azienda lattiero-casearia di Reggio Emilia, la Giglio, da cui il primo nome dello stadio. Lo stadio fu completato in circa otto mesi[4].

La fase operativaModifica

Una volta completato, il “Giglio” presentava numerose innovazioni che solo in seguito sarebbero state adottate su larga scala: all’ingresso dell’impianto erano stati infatti installati dei tornelli (tuttavia rimossi poco dopo in quanto giudicati pregiudizievoli dell’incolumità degli spettatori[4]) mentre all’interno era attivo un sistema di televisione a circuito chiuso. Le panchine, riscaldate[6], erano dotate di telefono interno e display televisivo[8] nonché una moviola[4]. Gli apparecchi televisivi figuravano anche in tribuna, equipaggiata in alcuni settori con dei minibar, e inoltre era stato studiato un nuovo sistema di vendita dei biglietti, simile alla futura tessera del tifoso[6].

L’agibilità dello stadio fu concessa ad aprile 1995 e il 15 di quel mese avvenne l’inaugurazione ufficiale in occasione dell’anticipo al sabato dell’incontro di campionato tra Reggiana e Juventus[2], sia pure con una capienza ridotta, per motivi di sicurezza, a 24 500 posti rispetto ai 30 000 di cui l’impianto era capace[2]. Il club torinese vinse 2-1 e il primo marcatore ufficiale nell’impianto fu Roberto Baggio, autore di entrambe le reti della sua squadra, che al sesto minuto di gioco, su rigore, portò in vantaggio la Juventus 1-0[9]; il primo reggiano a marcare fu invece Michele Padovano che, sempre su rigore, realizzò al ventiseiesimo minuto il goal del temporaneo 1-1[9].

Il 15 novembre successivo il “Giglio” (e più in generale la città di Reggio Emilia) ospitò il suo primo appuntamento calcistico internazionale, l’incontro di chiusura del girone di qualificazione all’europeo di calcio 1996 tra Italia e Lituania[8], vinta 4-0 dagli Azzurri.

 
Il settore Distinti durante un Reggiana-Bologna nel 2012

Fuori dagli impegni interni della Reggiana, il “Giglio” fu usato anche come sede di vari incontri di spareggio: al termine della stagione 1996-97 vi si disputò la finale dei play-off di serie C2 tra Livorno e Maceratese vinto 3-0 dai toscani che guadagnarono così la promozione in serie C1[10]; un anno più tardi ospitò il barrage di serie B per la promozione in serie A tra Torino e Perugia, vinto ai calci di rigore da quest’ultima per 6-5 davanti a 19 614 spettatori[11].

A novembre 2004 l’impianto affrontò modifiche rispetto alla configurazione iniziale per l’esecuzione dei lavori collegati al progetto di un nuovo centro commerciale sorto nell’area, chiamato I Petali. A seguito di tali lavori nacque un centro ludico-commerciale integrato che comprende, oltre allo stadio, anche negozi e servizi per il tempo libero. La realizzazione di tale manufatto, che comportò un restringimento delle curve e dei distinti, provocò la riduzione da circa 30 000 spettatori a 25 859, numero ulteriormente contratto a 20 084 per gare calcistiche[12].

Nel 2005 terminarono i diritti di naming da parte della Giglio, anche se per 7 ulteriori anni lo stadio continuò a mantenere tale nome[13].

Il fallimento della Reggiana e i cambi di proprietàModifica

Il 13 luglio 2005 la Reggiana fu dichiarata fallita dal tribunale cittadino e analoga sorte toccò il 29 marzo 2006 alla sua controllata Mirabello 2000, società committente e proprietaria dello stadio, insolvente per 700 000 euro di debiti verso il Comune[5]. Il “Giglio”, insieme a tutti gli altri beni delle società fallite, fu quindi affidato al liquidatore Adolfo Barbieri, che decise la messa all’asta per recuperare risorse a favore dei creditori[14]; infruttuoso fu il tentativo del Comune di Reggio Emilia di far valere una clausola della convenzione stipulata nel 1995 con Mirabello 2000, che le assegnava la proprietà dell’impianto in caso di mancato rispetto della concessione della società costruttrice[14].

Nelle more dell’assegnazione all’asta, nel 2008 lo stadio fu sottoposto a lavori d’ammodernamento per adeguarsi alle nuove disposizioni di legge sulla sicurezza negli stadi varate dal governo, con l’aggiunta di tornelli e pre-filtraggi agli ingressi[15]. Il 22 novembre di quello stesso anno il “Giglio” ospitò il suo secondo incontro internazionale, un test match tra l’Italia del rugby e i Pacific Islanders, che vinsero 25-17 davanti a 13 525 spettatori[16].

Il 18 marzo 2010 fu indetta la prima asta che partiva da una base di sei milioni di euro. La gara andò deserta e la mancanza di possibili acquirenti indusse Barbieri a non organizzarne, nell’immediato, una seconda[17].

Nel 2010 lo stadio tornò a una capienza di circa 20 000 posti e, nella stagione 2011-12, la Reggiana subaffittò per circa 8 000 euro a partita la propria concessione al Carpi, club con cui condivise l’impianto per tutto il campionato[18] L’11 marzo 2012 lo stadio fu ufficialmente ribattezzato Città del Tricolore[13] nonostante le rimostranze della proprietaria del marchio Giglio, la reggiana Newlat, che sosteneva di vantare un diritto al nome fino al 2044 (adducendo come giustificazione un accordo che legava il marchio alla durata della convenzione cinquantennale a partire dal 1994[19]); diversa la posizione del Comune, il quale sostenne altresì che, essendo il diritto di naming scaduto nel 2005 e la società concessionaria originale fallita, la denominazione precedente, così come qualsiasi accordo da essa stipulato, non aveva ormai più ragione di persistere[20].

Il Sassuolo e il Mapei StadiumModifica

 
Il rinnovato stadio con le insegne dello sponsor Mapei a luglio 2018

A maggio 2013 il nuovo presidente della Reggiana, Alessandro Barilli, presentò un’offerta al curatore fallimentare che bandì una nuova asta per il successivo 5 dicembre[12]. Ad asta giudiziaria in corso il Sassuolo, neopromosso in serie A 2013-14, prese in subaffitto per 850 000 euro lo stadio, non disponendo di un impianto omologato per la massima serie[21]; l’operazione fu finanziata parzialmente con la vendita di gruppi di posti in abbonamento (da 8 a 10) a prezzi variabili tra i 20 e 40 000 euro a gruppo a stagione[21].

Nel settembre successivo fu approvata la richiesta congiunta di Reggiana e Sassuolo di ampliare la capienza dell’impianto a 23 717. A dicembre due soggetti presentarono offerte all’asta giudiziaria per l’acquisto del Città del Tricolore: la Football Properties, il cui capofila era il presidente della Reggiana Barilli, e la Mapei di Giorgio Squinzi, proprietario del Sassuolo[22]; con 3 750 000 euro fu quest’ultima ad aggiudicarsi lo stadio[3][23], poi confermato in mancanza di rilanci.

Tra il 2013 e il 2016 lo stadio, al cui nome fu aggiunto nel frattempo il nome della ditta Mapei, fu sottoposto a opere di ristrutturazione che riguardarono soprattutto il riscaldamento del terreno di gioco, un ibrido di erba naturale e sintetica[24]; lavori minori riguardarono la sostituzione degli arredi e il rifacimento delle zone ospitalità e gli spogliatoi. La realizzazione delle opere fu commissionata agli studi Beltrami di Cremona (infrastrutture) e Castelli di Laveno-Mombello (manto erboso)[24].

Il 12 agosto 2015, in occasione del trofeo precampionato TIM, allo stadio fu presentata in anteprima la tecnologia di porta, adottata in via sperimentale per ridurre il rischio di marcature fantasma[25]; pochi mesi prima l’UEFA aveva assegnato all’impianto la finale della Champions’ League femminile 2015-16[26], a seguito di cui Mapei provvide a installare seggiolini sulle curve per adattarsi al regolamento UEFA che prevede solo posti a sedere[27].

Il 5 settembre 2017 lo stadio ospitò il terzo incontro internazionale della sua storia, una partita di qualificazione al campionato mondiale di calcio 2018 tra Italia e Israele, vinta 1-0 dagli Azzurri. Nella stagione 2017-18 il Mapei Stadium fu affittato all’Atalanta per la disputa dei propri incontri europei. Il club, infatti, pur proprietario dell’“Atleti Azzurri d’Italia”, lo stadio della propria città, non aveva ancora effettuato i lavori di adeguamento alle norme UEFA dell’impianto bergamasco; il canone fissato fu quello di 60 000 euro a incontro da versare a Mapei[28]. Più recentemente, gli orobici hanno preso in affitto il Mapei Stadium per i loro ultimi due incontri interni (contro Genoa e Sassuolo, nella singolare situazione di disputare nel proprio impianto un incontro esterno) del campionato di serie A 2018-19[29].

Capienza e record d’affluenzaModifica

Alla stagione 2019-20 il Mapei Stadium consta di 21 525 posti, tutti a sedere, così ripartiti[30]:

  • Tribuna autorità: 515
  • Palchi (32 da 6 ciascuno): 192
  • Tribuna stampa: 108
  • Tribuna Ovest: 5 137
  • Tribuna Est: 6 573
  • Tribuna Sud: 5 000
  • Tribuna Nord (settore ospiti): 4 000

In ragione della diminuita capacità dell’impianto a seguito della ristrutturazione di metà anni duemila il record assoluto di presenze risale ai primi anni di vita dello stadio con la Reggiana in serie A: furono infatti 26 224 gli spettatori che assistettero all’incontro della squadra di casa contro la Juventus della prima giornata del campionato di serie A 1996-97[31] che, per le statistiche, terminò 1-1 con goal di Christian Vieri per gli ospiti e di Sandro Tovalieri per i locali. Il primato post-ristrutturazione è altresì appannaggio dell’incontro della quarta giornata del campionato di serie A 2013-14: il 22 settembre 2013 22 001 spettatori assistettero alla vittoria fuori casa dell’Inter per 7-0 sul Sassuolo[32].

Il record per incontri extracalcistici appartiene invece al citato test match di rugby tra Italia e Pacific Islanders del 22 novembre 2008, che vide la presenza sugli spalti di 13 595 spettatori[33].

Incontri di rilievoModifica

CalcioModifica

Reggio Emilia
15 novembre 1995, ore 20:15 UTC+1
Qualificazione al campionato d’Europa 1996
Italia  4 – 0
referto
  LituaniaStadio “Giglio” (22 272 spett.)
Arbitro:   Díaz Vega

Reggio Emilia
26 maggio 2016, ore 18 UTC+2
Finale UEFA Women’s CL 2015-16
Wolfsburg1 – 1
(d.t.s.)
referto
Olympique LioneMapei Stadium
Arbitro:   Katalin Kulcsár

Reggio Emilia
5 settembre 2017, ore 20:45 UTC+2
Qualificazione al campionato del mondo 2018
Italia  1 – 0
referto
  IsraeleMapei Stadium (15 507 spett.)
Arbitro:   Benoît Bastien

RugbyModifica

Reggio Emilia
22 novembre 2008, ore 14 UTC+1
Test match autunnali 2008
Italia  17 – 25
referto
Pacific IslandersStadio “Giglio” (13 595 spett.)
Arbitro:   Wayne Barnes

NoteModifica

  1. ^ Sassuolo Calcio: presentato oggi il nuovo organico e ufficializzata la nuova denominazione dello stadio di Reggio Emilia “Mapei Stadium - Città del Tricolore”, su sassuolocalcio.it, US Sassuolo, 8 luglio 2013. URL consultato il 20 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2013).
  2. ^ a b c d e f Apre il Giglio, il primo stadio di una società, in La Stampa, 15 aprile 1995, p. 29. URL consultato il 16 marzo 2019.
  3. ^ a b c Silvia Bia, Squinzi e il Sassuolo si prendono lo stadio Tricolore. Protestano i tifosi della Reggiana, in il Fatto Quotidiano, 9 dicembre 2013. URL consultato il 20 ottobre 2017.
  4. ^ a b c d e f Lorenzo Longhi, Ricordate lo stadio Giglio? Ora è all’asta fallimentare…, in Sky Sport, 8 settembre 2011. URL consultato il 20 ottobre 2017.
  5. ^ a b Dalla prima pietra al fallimento, in Gazzetta di Reggio, 16 gennaio 2008. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  6. ^ a b c Fabio Varini, Il Giglio, osteggiato e dimenticato, in Gazzetta di Reggio, 8 settembre 2011. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  7. ^ Reggiana, con la Juve nel nuovo stadio?, in La Stampa, 13 aprile 1995, p. 33. URL consultato il 16 marzo 2019.
  8. ^ a b Giancarlo Padovan, Alberto Costa e Luca Valdiserri, L’Italia tenta l’operazione sorpasso, in Corriere della Sera, 15 novembre 1995. URL consultato il 6 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2013).
  9. ^ a b Marco Ansaldo, Sale in cattedra il prof. Baggio, in La Stampa, 16 aprile 1995, p. 31. URL consultato il 16 marzo 2019.
  10. ^ Feriti a Reggio Emilia, in La Stampa, 16 giugno 1997, p. 35. URL consultato il 16 marzo 2019.
  11. ^ Bruno Bernardi, Un palo respinge i sogni del Torino, in La Stampa, 22 giugno 1998, p. 35. URL consultato il 16 marzo 2019.
  12. ^ a b Stadio sportivo in Reggio Emilia, su re.astagiudiziaria.com, Istituto Vendite Giudiziarie Reggio Emilia. URL consultato il 16 marzo 2019 (archiviato dall'url originale il 12 giugno 2013).
  13. ^ a b «Dal Cin, avevi lasciato ben più di venti milioni di debiti», in il Resto del Carlino, 8 marzo 2012. URL consultato il 9 marzo 2012.
  14. ^ a b Barbieri insiste, lo stadio andrà all’asta, in Gazzetta di Reggio, 22 febbraio 2006. URL consultato il 16 marzo 2019.
  15. ^ Primi tornelli, biglietterie in tilt, in Gazzetta di Reggio, 22 settembre 2008. URL consultato il 16 marzo 2019.
  16. ^ Andrea Buongiovanni, Italia, la sberla più forte. È un rugby da rifondare, in la Gazzetta dello Sport, 23 novembre 2008. URL consultato il 16 marzo 2019.
  17. ^ Reggio Emilia, deserta l’asta per lo stadio Giglio [collegamento interrotto], in Gazzetta di Parma, 19 maggio 2010. URL consultato il 16 marzo 2019.
  18. ^ Dopo Monza e Tritium anche Reggiana e Carpi dividono lo stadio, in Città della Spezia, 2 luglio 2011. URL consultato il 16 marzo 2019.
  19. ^ Ezio Fanticini, «Il nome dello stadio non può cambiare», la Giglio si ribella a Del Bue, in il Resto del Carlino, 9 marzo 2012. URL consultato il 13 marzo 2012.
  20. ^ Ezio Fanticini, Addio Giglio, si chiamerà stadio di Reggio Emilia Città del Tricolore, in il Resto del Carlino, 5 marzo 2012. URL consultato il 16 marzo 2019.
  21. ^ a b Il Sassuolo pagherà l’affitto vendendo i palchi, in Gazzetta di Reggio, 21 giugno 2013. URL consultato il 16 marzo 2019.
  22. ^ Asta stadio: a sorpresa la Mapei presenta un’offerta, in Gazzetta di Reggio, 3 dicembre 2013. URL consultato il 16 marzo 2019.
  23. ^ Stadio di Reggio E.: primo round al Sassuolo, in la Gazzetta dello Sport, 5 dicembre 2013. URL consultato il 16 marzo 2019.
  24. ^ a b Mapei Stadium, su mapei.com, Mapei. URL consultato il 16 marzo 2019 (archiviato dall'url originale il 24 aprile 2018).
  25. ^ Goal Line, al Mapei Stadium presentata la nuova tecnologia per il gol-fantasma, in il Messaggero (Roma), 12 agosto 2015. URL consultato il 16 marzo 2019.
  26. ^ Reggio Emilia to host 2016 final, su uefa.com, UEFA, 16 febbraio 2015. URL consultato il 10 luglio 2015.
  27. ^ Seggiolini nuovi nei Distinti del Mapei Stadium, in Reggionline, 20 ottobre 2015. URL consultato il 16 marzo 2019.
  28. ^ Andrea Munari, L’Atalanta a Reggio? 60mila euro a match, in Gazzetta di Reggio, 22 ottobre 2017. URL consultato il 16 marzo 2019.
  29. ^ Atalanta — Genoa e Atalanta — Sassuolo si giocheranno al Mapei Stadium, su atalanta.it, Atalanta Bergamasca Calcio, 29 marzo 2019. URL consultato il 29 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 31 marzo 2019).
  30. ^ Mapei Stadium — Città del Tricolore, su sassuolocalcio.it, U.S. Sassuolo. URL consultato il 10 giugno 2019 (archiviato il 1º maggio 2019).
  31. ^ Reggiana — Juventus, su Football Database, Nanterre, Sport360. URL consultato il 17 marzo 2019.
  32. ^ Christian Liotta, Sassuolo — Inter, uno show per 22mila persone… e una!, in FC Inter News, 22 settembre 2013. URL consultato il 17 marzo 2019 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  33. ^ Italy v Pacific Islanders at Reggio Emilia, su espn.co.uk, ESPN Scrum. URL consultato il 17 marzo 2019.

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