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Palazzo Marcello - Stemma della Famiglia Marcello
Stemma del doge Niccolò Marcello

I Marcello sono una famiglia nobile di Venezia, già ascritta al patriziato.

Indice

StoriaModifica

Secondo la tradizione che vorrebbe Venezia legittima erede dell'antica Roma, i Marcello sarebbero diretti discendenti della gens Claudia-Marcella, la quale si sarebbe trapiantata in laguna nel corso del VII secolo; qui avrebbe contribuito alla fondazione di Rialto, dando dei tribuni[1]. Secondo alcune dicerie, in passato si sarebbero chiamati Macigni (o Massi), Storculissi e Scrovoresi[2].

Secondo la documentazione storica, i primi Marcello noti compaiono in un atto pubblico del 982[2]. La famiglia risulta originaria di Torcello (si cita un Pietro, gastaldo dell'isola e giudice fra l'XI e il XII secolo), ma nella seconda metà del XII secolo è attestato il loro trasferimento nell'arcipelago realtino, fenomeno che coinvolse anche altre famiglie dei centri minori[3].

La cosiddetta Cronaca "pseudo-Giustinian" (anni 1350), pur riconoscendo loro un ruolo nella nascita della Repubblica, li annovera tra le famiglie di nobiltà recente, i cosiddetti curti. Ciononostante, dal Trecento i Marcello cominciarono ad avere un ruolo di rilievo nella vita pubblica veneziana, concorrendo con le casate più prestigiose, i longhi, alla spartizione delle cariche[4].

Fu soprattutto nel Quattrocento che la casata si rese protagonista di diversi eventi politici e militari: si citano Jacopo Antonio di Pietro (1397-1464/65), al quale si dové la liberazione di Brescia e Verona occupate dai Visconti (nota la sua impresa, che vide il trasporto di una flotta sull'Adige via terra); Nicolò di Giovanni (1397-1474) che, dopo una brillante carriera pubblica, venne eletto doge nel 1473; Jacopo di Cristoforo (1413-1484), generale da mar, morto durante la conquista di Gallipoli; Pietro di Jacopo Antonio (1446-1530), che prese parte alla Guerra di Ferrara (1482-1484), con cui la Serenissima assoggettò il Polesine[5].

Due secoli dopo fu Lorenzo di Andrea (1603-1656) a distinguersi nella lotta contro i Turchi, dirigendo la vittoriosa spedizione dei Dardanelli, in cui, tuttavia, trovò la morte[5].

A questi si aggiungono numerosi ecclesiastici e uomini di cultura. I più rilevanti furono senza dubbio Benedetto (1686-1739), celebre compositore del periodo barocco[5], e il fratello Alessandro (1673-1747), a sua volta compositore.

Dopo la caduta della Serenissima, i Marcello furono una delle poche famiglie veneziane a mantenere un ruolo di primo piano nella vita amministrativa. Di questo periodo vanno ricordati Alessandro Marcello (1813-1871), sindaco di Venezia dal 1857 al 1859; Girolamo Marcello (1860-1940), militare e senatore del Regno d'Italia; Alessandro Marcello Del Majno (1894-1980), antifascista e accademico[5].

Membri illustriModifica

 
Monumento di Jacopo Marcello Basilica dei Frari

Palazzi e villeModifica

NoteModifica

  1. ^ Dizionario storico-portatile di tutte le venete patrizie famiglie, Giuseppe Bettinelli, 1780, pp. 99-100.
  2. ^ a b Andrea Da Mosto, I dogi di Venezia nella vita pubblica e privata, Firenze, Giunti Martello, 1983, p. 190.
  3. ^ Andrea Castagnetti, Insediamenti e "populi", in Storia di Venezia, Vol. 1 - Origini, Età ducale, Treccani, 1992.
  4. ^ Stanley Chojnacki, La formazione della nobiltà dopo la Serrata, in Storia di Venezia, Vol. 3 - La formazione dello Stato patrizio - Diritto, finanze, economia, Treccani, 1997.
  5. ^ a b c d Roberto Cessi, Marcello, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934. URL consultato il 22 maggio 2015.

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