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Marcello Gatti

direttore della fotografia italiano

BiografiaModifica

È stato uno dei più importanti direttori della fotografia italiana. Nel corso della sua lunga carriera vinse 5 Nastri d'argento, fotografò 2 film nominati agli Oscar La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo e Le Quattro giornate di Napoli di Nanny Loy) e un altro Palma d'oro a Cannes (Chroniques des années de braise); lavorò tra gli altri con Polanski, Lizzani, Cosmatos e Giancarlo Giannini che lo scelse per il suo esordio alla regia (Ternosecco). Il film per cui viene spesso ricordato è La battaglia d'Algeri (1966) che meritò il Leone d'oro a Venezia e 3 nomination agli Oscar spiccando proprio per un memorabile bianco e nero, una fotografia sgranata e documentaristica ispirata allo stile del cinéma verité [2] che Gatti aveva già iniziato a elaborare ne Le Quattro giornate di Napoli (1962) di Nanni Loy, anch'esso nominato agli Oscar.

Con Pontecorvo girò anche Queimada (contribuendo a riportare sul set Marlon Brando dopo una litigata col regista) e Ogro. Dopo il successo della Battaglia d'Algeri Roman Polański gli affida il suo film italiano What? (1972; Che?) con Mastroianni. Mohammed Lakhdar-Hamina lo riporta in Algeria per girare Chroniques des années de braise, Palma d'Oro a Cannes nel 1975. Tra gli oltre 150 film girati citiamo anche la fase del cinema di genere, dai 'poliziotteschi': Mark il poliziotto e La polizia ha le mani legate; al thriller: La tarantola dal ventre nero; alle commedie: Il signor Robinson, mostruosa storia d'amore e d'avventure, Bluff - Storia di truffe e di imbroglioni e Tre tigri contro tre tigri.

Dei 5 Nastri d'Argento ottenuti, due li vinse nello stesso anno, il 1970, aggiudicandosi il premio sia nella categoria bianco e nero per Sierra Maestra di Giannarelli, che in quella del colore per Anonimo veneziano di Enrico Maria Salerno. Dei suoi lavori televisivi restano Specchio segreto di Nanni Loy; gli sceneggiati con Gianni Morandi come Voglia di cantare; la quinta e la sesta serie del poliziesco La piovra con lo struggente addio di Vittorio Mezzogiorno; Assicurazione sulla morte di Carlo Lizzani e il Mosè con Burt Lancaster.

Sempre vicino agli ideali della sinistra, Gatti venne arrestato nel 1943 per aver deturpato un ritratto di Mussolini sui muri di Cinecittà venendo condannato a cinque anni di carcere, poi tramutati in confino; e nel 1968 occupò il Centro Sperimentale di Cinematografia con gli studenti e altri personaggi del cinema italiano come Marco Bellocchio e Bernardo Bertolucci. È stato a lungo presidente dell'Associazione Italiana dei direttori della fotografia (Aic).

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ È morto Marcello Gatti: fotografò Brando e la Battaglia d'Algeri
  2. ^ Stefano Masi, Dizionario mondiale dei direttori della fotografia, Recco, Le Mani, 2007. ISBN 88-8012-387-4 Vol. A-K, p. 327

BibliografiaModifica

  • Stefano Masi, Dizionario mondiale dei direttori della fotografia, Recco, Le Mani, Vol. A-K, pp. 327-330, 2007. ISBN 88-8012-387-4
  • Marcello Gatti, Riccardo Guglielmin, La direzione della fotografia nel cinema, Nuova Arnica, 1999. ISBN 88-87726-00-0

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN51895769 · ISNI (EN0000 0001 1570 4009 · SBN IT\ICCU\PUVV\218717 · LCCN (ENn00039734 · GND (DE138611483 · BNF (FRcb14100388z (data) · WorldCat Identities (ENn00-039734