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Marcello Prestinari
1847 – 10 giugno 1916
Nato aCasalino
Morto aAsiago
Cause della mortecolpo d'arma da fuoco
Luogo di sepolturaSacrario militare di Asiago
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataFlag of Italy (1860).svgRegio Esercito
SpecialitàBersaglieri
GuerreGuerra d'Eritrea
Campagna italiana contro i dervisci
Guerra d'Abissinia
Prima guerra mondiale
DecorazioniUfficiale OMS BAR.svgOMS
Valor militare gold medal BAR.svgMOVM
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Marcello Prestinari (Casalino, 1847Asiago, 10 giugno 1916) è stato un militare italiano.

Indice

BiografiaModifica

Si arruolò nel neocostituito Esercito Italiano frequentando l'accademia militare e venendo assegnato come ufficiale del corpo dei bersaglieri. Inviato in Colonia eritrea nel 1887, fece parte della spedizione di consolidamento delle posizioni italiane in Eritrea diretta dal generale Asinari di San Marzano nel 1889. Tornato in seguito in Africa nel 1894, partecipò come comandante di un battaglione ascari durante la battaglia di Coatit, nella guerra coloniale contro il negus Menelik del 1895. Promosso maggiore, gli fu ordinato di presidiare il fortino di Adigrat alla testa dei cacciatori d'Africa, che difese per oltre due mesi dall'assedio dagli Abissini prima di poterlo evacuare, non prima di averne ricevuto il permesso direttamente dal Re d'Italia, pochi mesi prima della disfatta di Adua del 1896. Pur collocato a riposo sin dal 1904, benché settantenne si presentò ugualmente volontario per la prima guerra mondiale, dove nell'estate del 1915 ebbe il comando della Brigata Etna, alla cui testa si distinse per la difesa della Trincea delle Frasche; l'anno successivo partecipò alla difesa del Monte Portecche sull'altopiano di Asiago dove cadde colpito mortalmente. Per tale atto di eroismo ebbe la massima onorificenza militare alla memoria.

Il giorno stesso della sua morte Prestinari fece fucilare otto soldati della Brigata Etna, considerati colpevoli di sbandamento. Secondo l'Almanacco Socialista Italiano le pallottole che lo colpirono alla gola potrebbero essere state sparate dagli stessi militari della brigata per vendicare i commilitoni.[1]

Ottimo e carismatico organizzatore di reparti eritrei, il suo nome è ancora ricordato in proverbi popolari eritrei ed in un canto tradizionale che di seguito viene riportato.

«il Maggiore Prestinari è l'arca dove sono racchiuse la fede e la sentenza,
Il Regno d'Italia è largo come il cielo senza fine,
Lo Scioà e il Tembien a sentire il nome del Maggiore Prestinari hanno tremato e lo temono come il fulmine,
Lui dà la consolazione agli angustiati,
Lui può circondare il suo territorio con cannoni e nessuno può toccarlo,
Prestinari è il sole, è il vestimento degli ignudi, il Maggiore Prestinari è la luce per tutti e vista per i ciechi,
Io sono venuto e dopo Dio, lui è mio padre e mia madre.»

OnorificenzeModifica

  Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia
— 21 novembre 1896[2]
  Medaglia d'oro al valor militare (alla memoria)
«Comandante di una brigata di milizia territoriale in riserva sull'altipiano di Asiago, assunse, con giovanile entusiasmo, il comando di altra brigata dell'esercito permanente, già impegnata in prima linea e guidandone animosamente all'attacco i reggimenti, incontrò bella morte chiudendo, con mirabile esempio di illuminato ardimento, un'esistenza tutta contesta di episodi di valore militare. Regione Portecche, 10 giugno 1916.»
— 9 luglio 1916[3]

NoteModifica

  1. ^ Marco Pluviano, Irene Guerrini, Le fucilazioni sommarie nella prima guerra mondiale, in Gaspari editore, Udine, 2004, pag. 228.
  2. ^ Prestinari Marcello - Cavaliere Ordine Militare d'Italia, quirinale.it. URL consultato il 23 aprile 2012.
  3. ^ PRESTINARI Marcello - Medaglia d'oro al valor militare, quirinale.it. URL consultato il 23 aprile 2012.

Voci correlateModifica