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Marchesato di Spigno
Marchesato di Spigno - Stemma
Dati amministrativi
Lingue ufficialiItaliano, francese
Lingue parlateDialetto spignese
CapitaleSpigno
Dipendente daBanner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svg Sacro Romano Impero,
Lesser coat of arms of the king of Italy (1890).svg Regno di Sardegna
Politica
Forma di governoMonarchia assoluta
(marchesato)
Nascita1º maggio 1614 con Marcantonio Asinari
CausaCessione ai Del Carretto da parte dei marchesi di Ponzone
Fine1723 con Francesco Domenico Del Carretto
CausaAcquisto dei Savoia dal
Sacro Romano Impero
Territorio e popolazione
Bacino geograficoLanghe
Territorio originalecome l'attuale comune con le frazioni
Massima estensione60 k circa nel secolo XVII
Popolazione1000 abitanti circa nel secolo XVII
Economia
ValutaSabauda
RisorseAgricoltura, allevamento
Commerci conDucato di Savoia, Marchesato del Monferrato, Repubblica di Genova
Religione e società
Religioni preminentiCattolicesimo
Classi socialiNobili, clero, contadini
Evoluzione storica
Preceduto daCoat of arms of the House of Alerami.svg marchesato di Ponzone
Succeduto daLesser coat of arms of the king of Italy (1890).svg Regno di Sardegna

Il marchesato di Spigno fu un feudo di uno dei rami della famiglia Del Carretto (detto appunto Del Carretto di Spigno) sino al XVI secolo, quando fu trasmesso agli Asinari, agli Invrea e infine ai Savoia.

Indice

CollocazioneModifica

Il marchesato di Spigno era ubicato nella valle della Bormida di Spigno, una posizione di rilevante importanza strategica sin dall'antichità. Qui, per esempio, dovevano passare le legioni romane per raggiungere la Gallia narbonense. La Liguria di levante, infatti, era estremamente disagevole; occorreva quindi raggiungere la pianura padana e dal Forum Fulvii (Alessandria) percorrere la valle della Bormida e il colle di Cadibona sino al savonese, il cui litorale era percorso dalla via Julia Augusta sino in Gallia. Quest'itinerario restò per due millenni la principale via di collegamento fra l'Italia e la Francia, percorsa da numerosi eserciti.

Il marchesato era posto in una zona in cui l'antica strada attraversava il fiume a guado diverse volte, rendendo inevitabile il passaggio per il suo territorio. Comprendeva, oltre a Spigno, i borghi di Turpino, Montaldo, Rocchetta[non chiaro], Malvicino, Merana e Serole.

StoriaModifica

OriginiModifica

Le terre di Spigno appartennero alla marca aleramica e i discendenti di Aleramo vi fondarono nel 991 l'abbazia di San Quintino dotandola di beni ma ponendola sotto il controllo del vescovo di Vado (antica sede dei vescovi di Savona) per escludere ogni interferenza del presule di Acqui dai loro domini.

Il feudo fu ereditato dai marchesi di Bosco e Ponzone e poi dal solo ramo di Ponzone, che dovettero riconoscere la subordinazione feudale alla repubblica di Genova.

I Del CarrettoModifica

 
Veduta di Spigno Monferrato

Il 3 febbraio 1300 due terzi del possedimento furono ceduti da un ramo dei Ponzone (Tommaso, Enrico e Manfredino) ad Alberto Del Carretto, del ramo "ottoniano" di Dego-Cairo.[1] e Malvicino.

Morto Alberto, la vedova Tubirgia Fieschi, tutrice del figlio Francesco, nel 1314 vendette i beni immobili acquistati dal marito a Giacomo Del Carretto, del ramo di Novello. Questi completò il possesso del mandamento di Spigno rilevando nel 1332 l'altro terzo da un'ulteriore linea dei marchesi di Ponzone, rappresentata da Raimondo, Oddino e Corradino.

I figli di Giacomo gestirono consortilmente il feudo, di cui ricevettero investitura dal doge di Genova nel 1350. Il patrimonio familiare, però, fu ripartito fra i nipoti e Spigno spettò a Francesco (o Franceschino), primogenito di Manfredo, che a sua volta era il figlio minore di Giacomo Del Carretto.

Francesco, ormai unico signore e consignore di Dego, fu quindi il vero capostipite del ramo dei Del Carretto di Spigno. Egli sposò Polia, figlia di Federico di Savoia.

I signori di Spigno continuarono a ricevere l'investitura dalla repubblica di Genova sino al 1419, anno in cui i genovesi cedettero al marchese Giovanni Giacomo del Monferrato, appena succeduto al padre Teodoro II, tutti i diritti sulle terre al di qua del passo dei Giovi con la condizione che non potesse trovarvi asilo nessun bandito genovese.

Giovanni Del Carretto di Spigno, quindi, giurò fedeltà ai Monferrato per i feudi di Dego, Merana e Malvicino e a Giovanni I Del Carretto, del ramo di Finale, per Altare e Dego. I signori di Spigno divennero così vassalli dei marchesi del Monferrato, ma il Sacro Romano Imperatore Sigismondo di Lussemburgo continuò a considerasi proprietario di tutte quelle terre e, poiché Giangiacomo aveva partecipato alla lega ghibellina antiviscontea di Venezia e Firenze del 1426, il sovrano nominò suo vicario imperiale il duca di Milano ed obbligò anche i feudatari spignesi a ricevere da questi l'investitura.

Nel 1467 Amedeo IX di Savoia prese al marchese del Monferrato le terre di Spigno e Cremolino, che restituì ai Del Carretto per intercessione di Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano.

Gli Asinari e gli InvreaModifica

 
Lo stemma degli Asinari
 
L'arme degli Invrea

Morto senza prole il marchese Tommaso Del Carretto, pronipote di Giovanni, l'11 agosto 1579 la signoria di Spigno venne devoluta a Luigi Asinari, signore di San Marzano e figlio di Marco e di Caterina Del Carretto, sorella di Tommaso, con due investiture successive (ciascuna per metà feudo) concesse dal re di Spagna Filippo II che era anche il duca di Milano[2].

A Luigi succedette il figlio Marcantonio[3], che ricevette una prima investitura dalla Camera Ducale di Milano nel 1612 ed un'altra nel 1615 da Filippo III re di Spagna, che il 1º maggio 1614 aveva elevato il feudo di Spigno a marchesato.

Gli succedette il primogenito Federico che il 13 novembre 1626 in Ratisbona fu investito del feudo dall'imperatore Ferdinando II d'Asburgo. Fu un uomo irrequieto, che, avendo trascorso la gioventù nel servizio militare, intendeva trattare con durezza e severità anche i suoi sudditi e vicini, e, nel 1637, le sue deplorevoli azioni fornirono al duca Vittorio Amedeo I di Savoia il pretesto per intervenire con le armi distruggendo il castello.

Federico riuscì a riprendere il potere e impose esose contribuzioni degli spignesi in tasse e in mano d'opera non retribuita per la ricostruzione del maniero. Fece erigere un palazzetto, nel borgo, presso l'oratorio. La popolazione reagì, cacciando l'odiato marchese con quattro giorni di combattimento ricordati come la "rivolta dei Farabutti", dal 20 al 23 gennaio 1659[4]. Il 23 gennaio, dedicato a santa Emerenziana, sarà un giorno di festa a Spigno.

Per i suoi eccessi il marchese fu proscritto e privato dei feudi i quali rimasero alla Camera ducale di Milano che, dopo la morte di Federico, l'11luglio 1668 ne investì il cognato e figlio adottivo Lelio Federico Invrea Asinari Del Carretto, nobile genovese, cui egli aveva già fatto donazione del marchesato nel 1665.

Nel 1687 Lelio Invrea, erede senza prole, concesse lo Staterello al fratello Ippolito riservandosene l'usufrutto a vita[5]. Così nel 1691 a Lelio Invrea subentrò il germano Ippolito, poi, a questi, il figlio Giovanni Battista.

I SavoiaModifica

 
La marchesa di Spigno Anna Canalis

Carlo VI d'Asburgo riprese sotto l'imperiale giurisdizione il marchesato di Spigno, che nel 1724 vendette al re di Sardegna Vittorio Amedeo II di Savoia per la somma di 350 000 fiorini, riservandosi il diritto di transito per le proprie truppe.

Vittorio Amedeo, a sua volta, donò il marchesato di Spigno ad Anna Carlotta Teresa Canalis di Cumiana, vedova del conte Ignazio Novarina di San Sebastiano e sua consorte morganatica dal 12 agosto 1730. A lei la magnifica comunità di Spigno prestò giuramento di fedeltà, come risulta dall'atto del 29 marzo 1731 sottoscritto dal notaio Giovanni Viazzo.

Rimasta vedova nel 1732, la marchesa di Spigno si ritirò nel monastero della Visitazione in Pinerolo, ove morì il 12 aprile 1769. Il feudo e il titolo passarono a Pietro Novarina, suo figlio.

Dal 1789 al 1814 l'intero Piemonte, e dunque anche Spigno, fu posto sotto l'amministrazione napoleonica.

Marchesi di Spigno (1614-1723/75)[6]Modifica

Titolo Nome Periodo Consorte e note
Marchese Marcantonio Asinari di San Marzano 1614 - 1643 Costanza Spinola;
discendente da Marco e Caterina Del Carretto, trascorse molti anni a Milano, per motivi di salute, mentre si avvicendavano al potere i figli Alfonso e Federico
Marchese Alfonso Asinari 1623 - 1638 Maria Giovanna De Mari;
ricevette l'investitura dall'imperatore Ferdinando II d'Asburgo
Marchese Federico Asinari 1638 - 1670 Eleonora Rossi di San Secondo;
marchese effettivo dal 1643, anno in cui morì il padre Marcantonio: privo di eredi adottò Lelio Invrea, rampollo di una grande famiglia genovese, proveniente da Ivrea
Marchese Lelio Invrea 1670 - 1691 senza prole, scelse come successore il fratello Ippolito
Marchese Ippolito Invrea 1691 - 1699 Vittoria Doria;
gli fu revocata l'investitura a favore di un congiunto dei primi signori Del Carretto
Marchese Isidoro Ludovico Del Carretto di Mombaldone 1699 - 1713 Maddalena Bonesana;
gli succedette il fratello
Marchese Francesco Domenico Del Carretto 1713 - 1723 l'imperatore Carlo VI d'Asburgo disdisse la concessione ed esigé l'immediata restituzione del feudo che, il 14 dicembre 1724, sarà venduto, per la somma di 350.000 fiorini, al re di Sardegna Vittorio Amedeo II di Savoia; Francesco Domenico è stato dunque l'ultimo effettivo marchese di Spigno, dato che il sovrano sabaudo concederà il territorio, come dono di nozze,[7] alla consorte morganatica Anna Canalis
Marchesa Anna Canalis di Cumiana 1731 - 1769 Ignazio Francesco Novarina, Vittorio Amedeo II di Savoia
Marchese Pietro Francesco Novarina di San Sebastiano 1769 - 1775 Adelaide Cisa di Grésy;
figlio di Anna Canalis, lasciò il titolo al primogenito Luigi, ma il feudo ormai era sotto la completa giurisdizione dei Savoia

NoteModifica

  1. ^ Frazione di Spigno lungo la strada per Serole. Cfr Archiviato il 13 febbraio 2012 in Internet Archive.
  2. ^ Archivio Storico Comune di Spigno. Atti di Fedeltà 1579 e 1590
  3. ^ Archivio Comunale. Giuramento di Fedeltà 1608
  4. ^ G.Parola, Pareto - Roccaforte sull'Appennino, pag. 286
  5. ^ Archivio storico comunale. Atto 1665, Strumento di Fedeltà 1691, Registro dei Convocati
  6. ^ Nano, p. 185
  7. ^ Gontier, p. 51

BibliografiaModifica

  • Giovanni Bernardo Brichieri Colombi, Tabulae genealogicae gentis Carrettensis marchionum Savonae, Finarii, Clavexanae, Vindobonae (Vienna) 1741.
  • Mario Gontier, Una carrozza per Pinerolo, Alzani, Pinerolo 1995.
  • Francesco Nano, Spigno Monferrato vicende storiche, Grifl, Cairo Montenotte 2005.
  • Anna Maria Patrone, Le Casane astigiane in Savoia, Dep. Subalpina di storia patria, Torino 1959.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Scheda archivistica su Spigno (PDF), su regione.piemonte.it. URL consultato il 26 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).

Genealogie di alcuni rami della famiglia Del Carretto: