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Marco Mecio Memmio Furio Baburio Ceciliano Placido

politico romano

Marco Mecio Memmio Furio Baburio Ceciliano Placido (latino: Marcus Maecius Memmius Furius Baburius Caecilianus Placidus; fl. 343; ... – ...) è stato un politico romano di età imperiale.

BiografiaModifica

Placido era probabilmente discendente di Gaio Memmio Ceciliano Placido e parente di Furio Mecio Gracco.[1]

Fu corrector Venetiarum et Histriae, forse sotto Costantino I;[2] praefectus annonae Urbis sacrae cum iure gladii; comes di primo ordine, probabilmente sotto Costante I;[1] comes d'Oriente, di Egitto e Mesopotamia, iudex sacrarum cognitionum, probabilmente nel 340/341;[1] nuovamente iudex, con nomina speciale

Furio Placido fu prefetto del pretorio dal 342 almeno fino al 28 maggio 344[3] (fu uno dei primi prefetti nominati dall'imperatore Costante I per i territori acquisiti dal fratello Costantino II) e console nel 343.

La Historia Augusta riporta che, in occasione della sua proclamazione, diede in dono dei ricchi paragauda, i bordi per tunica decorati in oro che erano utilizzati dalle donne e dai magistrati come insegne della loro magistratura.[4]

Dal 346 al 347 resse la carica di praefectus urbi di Roma. Fu anche pontifex maior, augur publicus p.R. Quiritum e membro del collegio dei quindecemviri sacris faciundi.[5] Era patrono di Puteoli.

NoteModifica

  1. ^ a b c Jones.
  2. ^ Solo sotto Costantino, infatti, è attestato il plurale per "Venetia" (Jones).
  3. ^ Codice teodosiano, xii.1.37; verso la fine del mandato, probabilmente tra il 343 e il 345, fu prefetto in Italia.
  4. ^ Historia Augusta, Vita di Aureliano, 15.
  5. ^ CIL X, 1700

BibliografiaModifica

Fonti primarie
Fonti secondarie
  • T.D. Barnes, "Praetorian Prefects, 337-361", Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, numero 94, 1992, pp. 249–260.
  • «M. Maecius Memmius Furius Baburius Caecilianus Placidus 2», PLRE I, pp. 705–6.
  • James Yates, "Paragauda", in William Smith, A Dictionary of Greek and Roman Antiquities, John Murray, London, 1875, p. 864.