Apri il menu principale

Marco Pecoraro Scanio

politico, dirigente sportivo e calciatore italiano
Marco Pecoraro Scanio
Pecoraro Scanio Marco.jpg
Pecoraro Scanio al Cagliari nel 1986-1987
Nazionalità Italia Italia
Altezza 174 cm
Peso 72 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Centrocampista
Ritirato 1995
Carriera
Giovanili
1977-1980 Inter
1980-1982 Avellino
Squadre di club1
1981-1982 Avellino 1 (0)
1982-1983 Rimini 29 (3)
1983-1984 Salernitana 31 (1)
1984-1986 Avellino 15 (0)
1986-1987 Cagliari 30 (2)
1987-1988 Genoa 35 (0)
1988-1991 Salernitana 99 (4)
1991-1994 Ancona 101 (0)
1994-1995 Lecce 10 (0)
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 
Marco Pecoraro Scanio

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XV
Gruppo
parlamentare
Insieme con l'Unione: Verdi-Comunisti Italiani
Coalizione L'Unione
Circoscrizione Regione Campania
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Federazione dei Verdi
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Università Università di Salerno
Professione Libero Professionista

Marco Pecoraro Scanio (Salerno, 24 dicembre 1962) è un politico, dirigente sportivo ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

È il fratello minore dell'ex-leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio.

Dal 2006 al 2008 è stato Senatore della Repubblica per la Federazione dei Verdi.

BiografiaModifica

 
Al centro, Marco Pecoraro Scanio con la maglia della Salernitana 1988-1989

GiocatoreModifica

Nel 1977, a quindici anni, inizia l'attività calcistica nel settore giovanile dell'Inter. Con la maglia nerazzura è convocato nelle rappresentative nazionali giovanili e vince lo scudetto italiano di categoria (1980). Passa all'Avellino nella stagione 1980-1981 dove vince la Coppa Italia categoria Primavera (1982). Nel febbraio 1982 debutta a 19 anni in Serie A.

Poi passa al Rimini (1982-1983), allenato da un esordiente Arrigo Sacchi che lo sposta nel ruolo di mediano, e alla Salernitana (1983-1984) squadra della sua città. Rientra all'Avellino in Serie A (1984-1986), passa quindi al Cagliari, per la stagione 1986-1987. Nel 1987-88 è al Genoa sotto la guida di Gigi Simoni.

Nel 1988 torna a Salerno, e durante il campionato 1989-1990 dopo ventitré anni la Salernitana torna in serie B. Giunge nel 1991 ad Ancona, che approda alla serie A e nella stagione 1993-1994 conquista la finale di Coppa Italia. Termina la propria carriera a Lecce in Serie B a trentatré anni per concludere gli studi universitari.

Si laurea in Giurisprudenza presso l'Università di Salerno, con una tesi sulla libera circolazione dei calciatori in Europa "Il caso Bosman".[senza fonte] Il 2 maggio 2011 si diploma a Coverciano come direttore sportivo, con un punteggio di 110.[1]

PalmarèsModifica

ClubModifica

Competizioni nazionaliModifica
Avellino: 1986

Attività politicaModifica

Nel 1997 si candida alle amministrative del Comune di Ancona dove viene eletto assessore della città dorica con deleghe allo sport ed al turismo fino al 2004.

Nel 1998 si candida al Consiglio Provinciale di Ancona ove rimane in carica fino a fine legislatura, cioè nel 2007.

Nel biennio 2004-2006 è stato Assessore allo Sport, Salute e Qualità della Vita, Sicurezza Alimentare, Patrimonio, Tutela degli animali della provincia di Salerno.

Elezione a senatoreModifica

Alle elezioni politiche del 2006 è candidato al Senato della Repubblica, in regione Campania, come capolista di Insieme con l'Unione (lista che federava al proprio interno Federazione dei Verdi, Partito dei Comunisti Italiani e Consumatori Uniti), venendo eletto senatore della XV Legislatura.

Critiche alla sua candidatura al Senato nelle elezioni del 2006Modifica

Marco Pecoraro Scanio è citato nel libro La Casta perché, a detta degli autori Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, è stato eletto grazie all'appoggio di suo fratello, il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio. Segue estratto del libro:

«All'accusa di "fratellismo" si ribella Alfonso, che ricorda come Marco, che faceva il calciatore e arrivò a giocare anche in serie A, fosse un tempo molto più famoso: "Lui era sulle figurine Panini quando io non ero neppure consigliere regionale in Campania". A candidare il fratello ci aveva già provato alle elezioni del 2001. Fallito il primo blitz, gli riuscì il secondo nel 2006, blindando il caro congiunto in due circoscrizioni sicurissime per il Senato. Una vergogna, dissero alcuni verdi dissidenti e schifati. Lui, il leader, non fece una piega. Men che meno Marco, che disse a Francesco Battistini del "Corriere": «Sono contento d'avere un fratello che sa farsi rispettare. Non vedo dov'è lo scandalo. Io nasco calciatore. Da qualche anno c'è un leader del centro sinistra che mi stima e mi vuole candidare.» «È normale che la stimi: siete fratelli!» «Non è normale. Lo sa che certi fratelli si odiano? Io quasi non sapevo di averlo un fratello. E adesso stanno tutti qui a criticare, quando invece è Alfonso ad averne un vantaggio.» «Alfonso?» «Si. Riceve il sostegno di una persona che in fondo ha lasciato qualcosa, nello sport e nelle città in cui ha giocato. Sono io che lo sostengo nelle battaglie, non è lui che appoggia me.»

(Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella, La casta[2])

CuriositàModifica

Sull'album delle figurine Panini riguardanti il campionato di calcio 1984-85, l'immagine del calciatore (figurina n. 54) ha il nome curiosamente invertito e modificato in Scanio Marco Pecoraro, come se Scanio fosse una sorta di secondo nome e non parte integrante del cognome.

NoteModifica

  1. ^ Diplomati a Coverciano 56 nuovi direttori sportivi, settoretecnico.figc.it.
  2. ^ Francesco Battistini, La sfida di «Pecoraro Dolly», fratello-clone «Protetto? No, sono io che aiuto Alfonso», in Corriere della Sera, 28 febbraio 2006, p. 11 (archiviato dall'url originale il 27 febbraio 2008).

Collegamenti esterniModifica