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Maresciallo

grado militare

Quello di maresciallo è un grado militare in uso in varie forze armate del mondo, può essere rivestito dal comandante supremo di un esercito, sovente istituito unicamente in caso di guerra, oppure, in Italia, uno dei gradi superiori dei sottufficiali.

Bastoni francesi da comando per maresciallo, 1861-1865

Cenni storiciModifica

Il titolo nacque come grado militare onorario, maréchal, nella Francia dell'XI secolo, forse per derivazione dalla figura del maniscalco, di cui comunque ha in comune l'etimologia dall'alto tedesco antico-francone: mahrskalk, ovvero servo (skalk) addetto ai cavalli (mahr).

Il maréchal era un dignitario della corte medievale incaricato di sovrintendere alle scuderie del re. Il titolo crebbe in reputazione divenendo il maresciallo un membro fidato della corte.

CaratteristicheModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ufficiale (forze armate).

Il grado di maresciallo è, in alcuni eserciti, il grado più alto della gerarchia militare.

Il "maresciallato", a prescindere dal paese in cui viene conferito, si distingue per due peculiarità:

  1. è concesso solamente a quel generale che abbia condotto eserciti vittoriosi in battaglia;
  2. si contraddistingue per il conferimento del suo simbolo per eccellenza: il bastone di maresciallo.

Nei paesi anglosassoni e tedeschi (ma anche in alcuni arabi che hanno risentito dell'influenza britannica, come l'Egitto e l'Iraq) è denominato feldmaresciallo (Feldmarschall), ovvero maresciallo di campo. Abbiamo quindi il feldmaresciallo nella Germania imperiale e nazista (con l'eccezione di Hermann Göring, per il quale venne creato ad personam il grado di Reichsmarschall, maresciallo del Reich), nell'Impero austro-ungarico, nel Regno Unito e nei paesi del Commonwealth (dove è tuttora in uso).

Negli altri paesi abbiamo i titoli di maresciallo di Francia (durante l'epoca napoleonica era detto maresciallo dell'Impero), di maresciallo dell'Unione Sovietica, di maresciallo di Polonia, ed altri. Sino al 1946 anche in Italia era presente la dignità del maresciallato con il grado di maresciallo d'Italia. Negli anni trenta venne creato anche il grado di primo maresciallo dell'Impero, che venne conferito contemporaneamente al re Vittorio Emanuele III ed al capo del governo Benito Mussolini.

Al grado di maresciallo - conferito ai generali dell'esercito - solitamente corrisponde il grado di grande ammiraglio per la marina militare ed il grado di maresciallo dell'aria per l'aeronautica militare.

Nel mondoModifica

FranciaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Maresciallo di Francia e Maresciallo dell'Impero.

Una legge del parlamento francese del 13 marzo 1875 mise i quattro marescialli di Francia in carica alla testa dello Stato maggiore, rimandando a ulteriori disposizioni la regolamentazione delle successive nomine; l'ultimo maresciallo, Canrobert, morì nel 1895.

Fu con la prima guerra mondiale che la carica venne ripristinata, quando il 26 dicembre 1916 un decreto del Presidente della Repubblica nominò il maresciallo Joseph Joffre, già comandante in capo dell'esercito francese. L'ultimo a essere nominato Maresciallo di Francia è stato il generale Marie-Pierre Kœnig (1898-1970), il 6 giugno 1984 (postumo).

È simbolizzato da sette stelle contro le cinque del grado più elevato, generale d'armata.

In Francia in epoca napoleonica fu istituito il grado di Maresciallo dell'Impero, che comandava più corpi d'armata. Vi era poi il grado di Maréchal de camp (Maresciallo di campo) corrispondente al generale di brigata, e dal XVII secolo fino al 1848 anche quello di di Maresciallo generale degli accampamenti e delle armate del re.

RussiaModifica

 
Divisa da maresciallo sovietico

In Unione Sovietica furono istituiti nella categoria degli ufficiali generali, i gradi di Maresciallo di corpo e di Maresciallo comandante di corpo (generale d'armata).

Quello poi di maresciallo dell'Unione Sovietica era de facto il grado militare più elevato in (de iure era quello di Generalissimo dell'Unione Sovietica, ottenuto unicamente da Stalin, che tuttavia rifiutò). Il grado venne creato nel 1935 ed abolito nel 1991. Sul piano pratico il grado di Generale di corpo d'armata e quello di Maresciallo dell'Unione Sovietica si equivalevano, lasciando al rango di maresciallo una qualifica fortemente onorifica. Furono quarantuno i generali che ottennero il grado.

Nelle forze armate della Federazione russa il grado di "Maresciallo dell'Unione Sovietica" è stato sostituito dal 1993 con il grado di Maresciallo della Federazione Russa.

Stato PontificioModifica

Il maresciallo di Santa Romana Chiesa ( o maresciallo del Conclave) era un alto dignitario pontificio laico il quale rivestiva la carica di custode perpetuo del Conclave, con la funzione di sorvegliare la clausura del Collegio cardinalizio riunito in conclave e di attendere alla custodia e difesa dei padri cardinali. Il maresciallo aveva il compito di chiudere la porta d'accesso al conclave con una chiave che doveva portare sempre con sé, chiusa in una borsa di velluto di colore rosso.

Nel tempo, il maresciallo di Santa Romana Chiesa coincise anche con la carica di capo di Stato Maggiore dell'Esercito dello Stato della Chiesa (da non confondere con la carica più militare di Capitano generale della Chiesa). Pertanto, durante il corteo papale, le cavalcate pontificie e nella scorta ai trasferimenti del romano pontefice, il maresciallo, montando a cavallo, affiancava il papa assieme al Vessillifero di Santa Romana Chiesa, che montava sull'altro fianco del pontefice. Durante il periodo in cui ne furono titolari i Savelli, ebbe anche la giurisdizione sulla Corte Savella.

Il primo maresciallo di Santa Romana Chiesa fu il conte Luca Savelli nel 1270 o 1274. Dal 1352 la carica fu ereditaria e fino al 1712 fu della famiglia Savelli, estinta la quale dal 1712 (pontificato di Clemente XI) al 1966 (pontificato di Paolo VI) è stata esercitata dal primogenito della famiglia Chigi di Ariccia[1]. Fu soppresso con la riforma della curia romana voluta da papa Paolo VI nel 1966. Oggi il ruolo è ricoperto dal Clavigero dei musei vaticani.[2]

Ricoprirono tale carica (tra parentesi gli anni di incarico)[3]:

ItaliaModifica

SottufficialiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ruolo marescialli.
 
Viterbo, Scuola Sottufficiali Esercito Italiano. Giuramento Allievi Marescialli (aprile 2019)

Quello di maresciallo è un grado militare delle forze armate italiane. Il grado è equivalente al codice di grado NATO OR-8/OR-9 (Denominazione NATO appartenuta al grado di maresciallo ordinario prima 1995). Attualmente si possono dividere tra "nuovo iter" e "vecchio iter" (a seconda di quando hanno frequentato la Scuola Sottufficiali).

Il grado in Italia fu inizialmente previsto unicamente per i marescialli d'alloggio dei Carabinieri Reali. Nel 1902[4] venne istituito per il Regio Esercito. Il grado era unico e superiore a quello di furiere maggiore. Successivamente nel 1907[5] i gradi di furiere e furiere maggiore vennero aboliti ed il grado di maresciallo venne diviso in tre classi. I distintivi di grado vennero regolati solamente il 22 gennaio 1907 da una circolare. Nella Regia Marina i gradi equiparati erarno quelli di capo di 1ª, 2ª e 3ª classe.

Nell'Esercito Italiano il maresciallo è un ruolo appartenente alla categoria dei sottufficiali. I gradi del ruolo marescialli sono (partendo dal grado inferiore):

GeneraliModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Maresciallo d'Italia.

Durante il ventennio fascista venne istituito da Benito Mussolini nel 1924 il grado di maresciallo d'Italia, per onorare Luigi Cadorna e Armando Diaz, che avevano comandato il Regio Esercito nella prima guerra mondiale. Successivamente, nel 1926, il grado venne conferito anche ad alcuni comandanti d'armata che si erano particolarmente distinti durante la guerra e venne contemporaneamente istituito anche il grado di grande ammiraglio, conferito a Paolo Thaon di Revel, che nella prima guerra mondiale aveva comandato la Regia Marina.

Nel 1938 venne istituito il grado di primo maresciallo dell'Impero, conferito contemporaneamente a Re Vittorio Emanuele III e al Duce. Successivamente venne anche istituito il grado di maresciallo dell'aria conferito ad Italo Balbo, creatore della Regia Aeronautica ed eroe delle trasvolate atlantiche. Il grado di maresciallo d'Italia è stato abolito nel 1947.[8]

Eserciti del patto di VarsaviaModifica

Sul modello dei gradi dell'Armata rossa, nei paesi del patto di Varsavia si trovava il seguente sistema: maggior generaletenente generalecolonnello generalegenerale d'Armatamaresciallo.

PoloniaModifica

Nelle forze armate polacche il grado di Maresciallo di Polonia era previsto solamente per coloro che avessero riportato una vittoria in guerra.

Germania EstModifica

 
Controspallina di Maresciallo della DDR

Nella Repubblica Democratica Tedesca il 25 marzo 1982 venne istituito dal Consiglio di Stato della Repubblica Democratica Tedesca il grado di Maresciallo della Repubblica Democratica Tedesca, creato ad imitazione del grado di maresciallo dell'Unione Sovietica, ma che non venne mai assegnato ad alcun ufficiale generale fino alla sua abolizione, nel novembre 1989.

Fino al 1982 il grado più alto era stato Armeegeneral.

Alcuni credono che questo grado sarebbe stato concesso solo in tempo di guerra ed è stato istituito a seguito di cambiamenti nella pianificazione militare del Patto di Varsavia. Durante la guerra, un Maresciallo della DDR avrebbe assunto il comando di un gruppo operativo dell'esercito che avrebbe dovuto includere tutte le forze della Germania orientale compreso reparti della Volkspolizei e della Stasi. Prima di questo cambiamento tutte le forze della Germania orientale erano sotto il diretto controllo del comando militare sovietico.

Grado inferiore
Armeegeneral
 
Gradi della NVA

Marschall der DDR

Grado superiore
Nessuno

GreciaModifica

Nell'Esercito greco il grado di Anthypaspistis (greco: Ανθυπασπιστής; traduzione: maresciallo) fa parte dei sottufficiali, mentre il grado inteso come comandante supremo era Stratarchis (greco: Στρατάρχης), grado che inizialmente assegnato a re Costantino I per il suo comando nelle guerre balcaniche[9] venne poi ripristinato nel 1939 per Re Giorgio ed i suoi successori fino all'abolizione della monarchia nel 1974. L'unico ufficiale ad essere stato insignito del grado fu il generale Alexander Papagos il 28 ottobre 1949 come riconoscimento dei suoi servizi durante l'invasione italiana della Grecia nel corso della seconda guerra mondiale e nella guerra civile greca.

GiapponeModifica

Nell'Esercito imperiale giapponese vi fu il titolo di Gensui (Maresciallo). Il massimo grado militare che era denominato Daigensui-Rikugun-Taishō (Primo maresciallo generale d'armata) cui seguiva il Gensui Rikugun Taishō (maresciallo generale d'armata).

Stati UnitiModifica

Nelle Forze armate statunitensi vi è il grado di United States Army Provost Marshal General, che è responsabile dei Military Police Corps, che riferisce direttamente al capo di stato maggiore dell'esercito.

NoteModifica

  1. ^ Gaetano Moroni, Maresciallo di Santa Romana Chiesa (Maresciallo perpetuo del conclave), in Dizionario di erudizione storico-ecclesiastico da S. Pietro sino ai nostri giorni, specialmente intorno ai principali Santi, Beati, Martiri, Padri; compilazione del cavaliere Gaetano Moroni Romano, Venezia, dalla Tipografia Emiliana, 1840, vol. XLII, 272-291.
  2. ^ Ars pia
  3. ^ G. Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da San Pietro sino ai nostri giorni, Venezia, 1840
  4. ^ Legge nº 266 del 3 luglio 1902.
  5. ^ Legge del 19 luglio 1906, esecutiva dal 1º gennaio del 1907.
  6. ^ a b c Decreto legislativo 28 febbraio 2001, n. 82 - «Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196, in materia di riordino dei ruoli, modifica alle norme di reclutamento, stato ed avanzamento del personale non direttivo delle Forze Armate».
  7. ^ a b Decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 94 - «Disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate, ai sensi dell'articolo 1, comma 5, secondo periodo, della legge 31 dicembre 2012, n. 244»
  8. ^ Decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 18 gennaio 1947, n. 66 "Soppressione del grado di maresciallo d'Italia e disposizioni riguardanti il grado di generale d'armata."
  9. ^ Ekdotiki Athninon 1990, p. 221.

Voci correlateModifica

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