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Maria Antonietta Farina Coscioni

politica italiana
Maria Antonietta Farina in Coscioni
Maria Antonietta Coscioni.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XVI
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico
Circoscrizione Friuli-Venezia Giulia
Incarichi parlamentari
Segretario XII Commissione Affari Sociali della Camera
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Radicale
Professione dirigente di partito

Maria Antonietta Farina, coniugata Coscioni (Vetralla, 5 dicembre 1969), è una politica italiana.

Indice

BiografiaModifica

Vita privataModifica

Ha studiato economia aziendale alla Facoltà di Economia dell'Università della Tuscia di Viterbo, dove conosce il docente universitario a contratto in politica economica Luca Coscioni, che sposerà nel 1999. Nel 1995 Coscioni è colpito dalla sclerosi laterale amiotrofica, che lo porta ad una disabilità motoria molto grave.

Vita politicaModifica

Nel 2002 Luca Coscioni fonda l'Associazione Luca Coscioni, organizzazione in cui Maria Antonietta Farina (che è inoltre uno dei soci fondatori) sarà sempre al suo fianco, impegnandosi nella campagna referendaria sulla procreazione medicalmente assistita, volta a consentire la ricerca anche sulle cellule staminali embrionali, e non solo su quelle adulte, campagna avversata da ambienti cattolici.

Alla morte del marito è stata candidata alle elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006 nelle liste della Rosa nel Pugno, ma non viene eletta. Nello stesso periodo, il Congresso straordinario dell'Associazione la elegge Co-presidente insieme ai professor Gilberto Corbellini, Piergiorgio Strata e al malato di distrofia muscolare Piero Welby. Successivamente, diventa presidente di Radicali Italiani e co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni, cariche in cui subentra al marito. È membro del comitato nazionale del partito e relatrice di incontri politici e scientifici.

Dal luglio 2006 all'aprile 2008 collabora con il Gruppo Parlamentare Socialisti e Radicali-RNP della Camera dei deputati ed è membro della Commissione ministeriale sulla SLA istituita dal Ministro della Salute Livia Turco. È stata eletta alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche del 2008, nella circoscrizione del Friuli-Venezia Giulia nella delegazione Radicale nel Partito Democratico, diventa segretario della XII Commissione - Affari Sociali. Nelle elezioni del 2013 è candidata nella Lista Amnistia Giustizia Libertà, senza essere eletta.

Al congresso del 2011 viene eletta Presidente onorario dell'Associazione Luca Coscioni, occupando il posto che fu di José Saramago. Nel marzo 2015 ha deciso di lasciare l'Associazione Luca Coscioni criticando aspramente la sua legittimità all'accesso ai fondi del cinque per mille, e fondando una nuova organizzazione dedicata a Luca Coscioni, l'Istituto Luca Coscioni.[1]

Battaglie politicheModifica

Sciopero della fame accanto ai malati di sclerosi laterale amiotroficaModifica

Il 4 novembre 2009 tre malati di sclerosi laterale amiotrofica Salvatore Usala, Giorgio Pinna e Mauro Serra, tutti residenti in Sardegna, decidono d'intraprendere uno sciopero della fame per protestare contro il disinteresse del viceministro della salute Ferruccio Fazio e del Governo Berlusconi verso le loro richieste d'assistenza a favore dei malati terminali e malati neurogenerativi[2].

Il 7 novembre 2009 Maria Antonietta Farina Coscioni decide d'unirsi al loro sciopero della fame[3][4] in solidarietà con i malati di sclerosi laterale amiotrofica, dichiarando:

«È sconcertante che uno strumento legislativo, i Lea (Livelli essenziali di assistenza), il Nomenclatore degli ausili e delle protesi che non è aggiornato dal 1999, giacciano da un anno e mezzo in conferenza Stato-Regioni e ancora non ci sia traccia di un accordo. È sconcertante – e costituisce motivo di vergogna – che in un paese che il presidente del Consiglio vanta essere la sesta potenza mondiale – ci siano trattamenti da terzo mondo per i malati di Sla»

(Comunicato su LucaCoscioni.it[5])

Allo sciopero della fame si sono unite, nel corso della protesta nel novembre 2009, circa 300 persone[6], tra cui anche l'eurodeputato Niccolò Rinaldi[7] dell'Italia dei Valori. Successivamente altri parlamentari si sono uniti allo sciopero della fame[8]: Maurizio Turco (deputato Radicali Italiani - PD), Maria Leddi (senatrice PD), Mario Pepe (deputato PdL) e Domenico Scilipoti (deputato Italia dei Valori).

OpereModifica

È autrice del libro Matti in Libertà - L'inganno della legge Basaglia, edito da Editori Riuniti 2011. Ha collaborato alla realizzazione del libro Il maratoneta, storia di una battaglia di libertà e del film-documentario Io Luca Coscioni.

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica