Maria Balsa

Maria Balsa
Maria Balsa.jpg
Presunto ritratto di Maria Balsa nei panni della Vergine nell'Adorazione dei Magi di Giovanni Todisco, presente nella cripta della Cattedrale di Acerenza
Contessa di Acerenza e Muro
Trattamento Contessa
Altri titoli Signora di Montefredane
Nascita 1460 circa
Luogo di sepoltura Cattedrale di Acerenza
Padre Gojko Balšić (naturale)
Ferrante d'Aragona (adottivo)
Madre Komnina Arianiti
Consorte Giacomo Alfonso Ferrillo
Figli Beatrice
Isabella

Maria Balsa (o Balsha) (1460 circa – ...) è stata una nobile serba naturalizzata italiana.

BiografiaModifica

Nel XV secolo i membri dell'Ordine del Drago, fra cui il re del Regno di Napoli Ferrante d'Aragona e Vlad III di Valacchia, erano impegnati nella lotta contro gli invasori turchi nell'Europa orientale, lotta nella quale il maggior paladino era stato Giorgio Castriota Scanderbeg. Nel 1468[senza fonte] il nobile napoletano Giacomo Alfonso Ferrillo, anch'egli cavaliere dell'Ordine del Drago, tornò dalla Grecia portando con sé a Napoli il despota de Larta, la vedova di Scanderbeg Andronica Cominata e una bambina di sette anni, la quale era appunto Maria. Quest'ultima fu presentata ufficialmente a corte come figlia del despota di Serbia Stefan III Branković e dunque nipote di Andronica, la cui sorella, Angelina Arianit Komneni, aveva sposato Stefan. Maria venne quindi – come pare – adottata dallo stesso re Ferrante, il quale la prese sotto la propria custodia e la crebbe a corte.[1]

Secondo altre fonti Maria sarebbe stata invece figlia dell'altra sorella di Andronica, Comita o Komnina, la quale aveva sposato il signore di Misia Gojko Balšić, con nome latino detto appunto Coico Balsa.[2] Gojko sostenne Scanderbeg, di cui era nipote, fino alla morte di quest'ultimo nel 1468 e continuò quindi a combattere contro gli Ottomani all'interno delle forze veneziane. Gli altri due fratelli maschi di Maria morirono invece in Ungheria.[3]

 
Guido Mazzoni, Busto del re Ferrante d'Aragona, Museo di Capodimonte, Napoli, 1489-1492

Divenuta adulta, Maria sposò lo stesso Giacomo Alfonso Ferrillo che l'aveva condotta a Napoli da bambina, divenendo così contessa di Acerenza e Muro.[4] Dopo il matrimonio si trasferì in Lucania, nei feudi del marito.[5] Nel 1518 i coniugi acquistarono da Giovan Berardino d'Azzia anche il feudo di Montefredane.

Venne sepolta nella cattedrale di Acerenza. Nella figura della Vergine dell'Adorazione dei Magi di Giovanni Todisco, presente nella cripta della predetta cattedrale sarebbe ritratta Maria Balsa, riconoscibile dal pendaglio a forma di stella con al centro un rubino che adornava il copricapo di Vlad, a ricordare il fatto che il suo regno era iniziato in corrispondenza con il passaggio della cometa di Halley.[6]

Origini misterioseModifica

 
Chiostro piccolo del convento di Santa Maria la Nova di Napoli

L'ascendenza di Maria rimase sempre poco chiara. Basandosi sullo studio dei bassorilievi del sepolcro dei Ferrillo nel convento di Santa Maria la Nova di Napoli, nei quali è rappresentato il drago e altri simboli non appartenenti allo stemma della famiglia, alcuni ricercatori avanzarono l'ipotesi che Maria Balsa non fosse in verità figlia del despota di Serbia, bensì dello stesso Vlad III di Valacchia, il quale nel 1476 scomparve in una battaglia contro i turchi e venne dato per morto. Re Ferrante pertanto, grande alleato di Vlad, ne avrebbe accolto nella propria famiglia la figlia superstite, il cui vero nome sarebbe Zaleska, e ne avrebbe tenuta segreta l'identità per proteggerla.[1][7]

Stante infatti la scomunica di Vlad, Maria non avrebbe mai potuto indicare tale discendenza in un paese cattolico, o si sarebbe vista di conseguenza privata dei sacramenti, della possibilità di contrarre matrimonio e della stessa protezione che tanto le occorreva.[8]

In effetti è da notare che Angelina Arianit Komneni e Stefan III Branković ebbero cinque figli, fra i quali una ebbe nome Maria, quest'ultima tuttavia sposò il marchese del Monferrato Bonifacio III e non può dunque essere identificata con la bambina in questione. Il fratello di Brankovic fu inoltre l'ultimo alleato e amico di Dracula nella guerra contro i Turchi nel 1476, anno della sparizione di Vlad, e si potrebbe dunque pensare ad una adozione da parte della famiglia Branković della figlia superstite di Vlad, come del resto era usanza nel mondo slavo. È dunque verosimile - datando tuttavia l'arrivo di Maria a Napoli al 1480 e non già al 1468, e posticipando di conseguenza la sua data di nascita al 1473 - che attorno al 1479-1480 vi fosse stato un accordo tra Donna Voisava Komneni (sorella di Andronica e consuocera di Vlad il Monaco), Stefan III Branković e Vlad il Monaco (fratello di Vlad III) per sottrarre la bambina ad una morte certa ed allontanarla dalla Romania, onde evitare competizioni dinastiche.[8]

Lo stesso cognome "Balsa", secondo lo studioso napoletano Raffaele Glinni, sarebbe traducibile con "figlia del drago", dato che in rumeno antico il drago è indicato con il termine "bal", mentre il suffisso "sa" corrisponderebbe al patronimico. Maria avrebbe poi riscattato il padre fatto prigioniero a Costantinopoli e portato al sicuro a Napoli, dove sarebbe sepolto nello stesso sepolcro di Matteo Ferrillo.[9][10]

Secondo un'altra ipotesi, considerate le rivendicazioni di certi possedimenti romeni nel suo testamento del 1531, Maria sarebbe giunta in Italia col titolo di signora di Barsa, città della Transilvania.[8]

 
Ritratto di Vlad Țepeș nella Crocifissione di Cristo, dipinto di un'ala d'altare della chiesa di Santa Maria sulla Riva di Vienna, 1460 circa

Appurato che Maria non era figlia del despota di Serbia, queste ipotesi non tengono comunque conto di una probabile confusione da parte di storici e cronisti antichi, i quali non dovevano avere chiara la genealogia degli Arianiti Comneno e potrebbero semplicemente aver scambiato le due sorelle Komnina e Angelina e i rispettivi mariti, indicando quindi Maria quale figlia del despota di Serbia Stefan III Branković invece che di Gojko Balšić.

DiscendenzaModifica

Maria Balsa e Giacomo Alfonso Ferrillo ebbero due figlie:

Voci correlateModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Famiglia Ferrillo, su nobili-napoletani.it.
  2. ^ Slijepčević 1983, p. 40: "Комнина за Гојка.Балшића"
  3. ^ John Musachi (1515), Brief Chronicle on the Descendants of our Musachi DynastyArchived September 10, 2010, at the Wayback Machine
  4. ^ Agnese Palumbo e Maurizio Ponticello, Il giro di Napoli in 501 luoghi, Roma, Newton Compton, 2014.
  5. ^ Napoli e la figlia di Dracula, su napoliflash24.it.
  6. ^ Acerenza, su wwwbisanzioit.blogspot.com.
  7. ^ Acerenza: il mistero della principessa ed il conte Dracula, su enricobaccarini.com.
  8. ^ a b c Napoli. La salma di Dracula. Svelato il mistero della principessa, Maria Balsa, di Acerenza., in Il Mezzogiorno, quotidiano di Terra di Lavoro., 23 febbraio 2017.
  9. ^ Martin Rua, Napoli esoterica e misteriosa, Roma, Newton Compton, 2015.
  10. ^ Arte: a Napoli anche Dracula diventa una patacca, in il Fatto Quotidiano (archiviato dall'url originale il 7 novembre 2014).

BibliografiaModifica