Maria Beatrice d'Este (1750-1829)

ultima duchessa di Massa e principessa di Carrara, arciduchessa d'Austria
Maria Beatrice d'Este
Marie-Béatrice d'Este.jpg
Ritratto di Maria Beatrice d'Este di Anton von Maron, 1772. Il dipinto è conservato nella Reggia di Versailles
Duchessa di Massa e Principessa di Carrara
Armoiries Este 1727.svg Armoiries Autriche-Este 1803.svg
In carica 1790 -
1796 (I)
1814 -
1829 (II)
Predecessore Maria Teresa Cybo-Malaspina (I)
Elisa Bonaparte (II)
Successore Repubblica Cispadana (I)
Francesco IV d'Austria-Este (II)
Nome completo Maria Beatrice Ricciarda d'Este
Altri titoli Principessa di Modena e Reggio
Duchessa di Ajello
Baronessa di Paduli
Signora di Lago, Laghitello, Serra e Terrati
Arciduchessa d'Austria
Nascita Modena, Italia, 6 aprile 1750
Morte Vienna, Austria, 14 novembre 1829
Luogo di sepoltura Cripta Imperiale, Vienna
Casa reale Este per nascita
Asburgo-Lorena per matrimonio
Padre Ercole III d'Este
Madre Maria Teresa Cybo-Malaspina
Consorte Ferdinando Carlo Antonio d'Asburgo-Lorena
Figli Giuseppe Francesco
Maria Teresa
Giuseppina
Maria Leopoldina
Francesco IV
Ferdinando Carlo
Massimiliano Giuseppe
Maria Antonia
Carlo Ambrogio
Maria Ludovica
Religione Cattolicesimo

Maria Beatrice Ricciarda Cybo-d'Este (Modena, 6 aprile 1750Vienna, 14 novembre 1829) fu duchessa di Massa e principessa di Carrara dapprima dal 1790 al 1796 e, poi, dal 1814 al 1829: rappresenta la decima ed ultima sovrana indipendente di quei territori.

BiografiaModifica

InfanziaModifica

Figlia di due genitori che non andavano d'accordo, Ercole III d'Este e Maria Teresa Cybo-Malaspina, apparve ben presto chiaro che non avrebbe avuto altri fratelli o sorelle, il che la proiettò al centro di un complesso gioco dinastico, esattamente com'era capitato alla madre pochi anni prima. Le trattative per il suo matrimonio vennero condotte dal nonno Francesco III d'Este all'insaputa dello stesso padre della bambina, il duca Ercole, sia nelle fasi preliminari degli accordi che nelle loro successive modifiche: dopo aver interpellato Giorgio II d'Inghilterra, che aveva cinque figli, in seguito al suo rifiuto sondò la corte di Vienna, dove regnava la prolifica Maria Teresa.[1]

MatrimonioModifica

Nel 1763 fu stipulato il contratto nuziale con l'arciduca Ferdinando Carlo Antonio d'Asburgo-Lorena (Schönbrunn 1754 -Vienna 1806), quattordicesimo figlio di Maria Teresa d'Austria e di Francesco Stefano di Lorena. Le nozze vennero celebrate il 15 ottobre 1771 a Milano: lo sposo assumeva la successione e l'arme della moglie e la carica di governatore del ducato di Milano, dove la coppia avrebbe risieduto negli anni a venire e dove sarebbero nati i loro dieci figli[2]. All'augusta coppia fu dedicata l'opera Lucio Silla di Wolfgang Amadeus Mozart, rappresentata per la prima volta il 26 dicembre 1772 nel Regio-Ducal Teatro di Milano.

Governatrice di MilanoModifica

Francesco III cedette all'arciduca il governatorato di Milano, quando questi sposò Maria Beatrice nel duomo di Milano il 15 ottobre 1771. Per festeggiare il matrimonio a Milano, il 15 ottobre venne rappresentata la prima dell'opera Il Ruggiero di Johann Adolf Hasse ed il 17 ottobre ci fu la prima dell'Ascanio in Alba di Mozart su libretto di Giuseppe Parini. Egli diede mano alla ristrutturazione del Palazzo Reale a partire dal 1773, risiedendo durante i lavori a Palazzo Clerici, che lasciò solo nel 1778 a lavori ultimati. L'arciduca affidò il progetto a Giuseppe Piermarini, con la supervisione di Leopold Pollack.

Dopo l'incendio nel 1776 del Teatro Regio Ducale di Milano (che si trovava annesso al Palazzo Reale), Ferdinando si fece promotore della costruzione del Teatro alla Scala (1778) e del Teatro della Cannobiana (1779), affidandone i progetti sempre al Piermarini.

Nel 1777 l'imperatrice ordinò la costruzione della Villa Reale di Monza quale residenza estiva per la coppia arciducale, in sostituzione della Villa Alari di Cernusco sul Naviglio, utilizzata fino a quel momento. Ferdinando cercò comunque di imporre il proprio potere a Milano con la creazione di una piccola corte personale.

Nel 1772 Ferdinando era stato nominato Feldmaresciallo del Sacro Romano Impero, ma, secondo le istruzioni impartitegli dalla madre, egli non avrebbe mai dovuto interessarsi agli affari di governo, né disturbare il lavoro dei funzionari austriaci che portavano avanti gli affari dello stato.

La sua mansione, dunque, era quella di dedicarsi unicamente agli obblighi di rappresentanza, esibendo il proprio rango aristocratico.

Maria Teresa, infatti, era preoccupata per la debolezza e lo scarso talento politico del figlio. Gli scrisse circa seicento lettere per rimproverarlo della sua condotta e per dargli consigli perché diventasse un modello per i suoi sudditi. Era infatti idea dell'imperatrice che il sovrano dovesse incarnare tutte le virtù perché il popolo potesse trarne esempio di condotta e ammirazione. Anche alla nuora, nei cui confronti nutriva un affetto sempre crescente, inviò molte lettere, sperando che ella potesse influenzare positivamente il figlio.

Duchessa di Massa e Principessa di CarraraModifica

Nel 1790, alla morte della madre Maria Teresa Cybo-Malaspina, prese possesso del ducato di Massa e Carrara (l'eredità paterna le sarebbe rimasta preclusa poiché nella casa d'Este vigeva la legge salica, sicché il trono sarebbe passato direttamente al suo primogenito Francesco IV d'Austria-Este[senza fonte]).

La quarantenne sovrana e arciduchessa d'Austria (era cognata di Maria Antonietta regina di Francia, di Maria Carolina regina di Napoli, di Maria Amalia duchessa di Parma, dell'imperatore Giuseppe II e del futuro imperatore e granduca di Toscana Leopoldo II) teneva molto a tenere distinti gli stati malaspiniani da quelli estensi, nonostante fosse consapevole che, alla propria morte, Massa sarebbe diventata una semplice provincia del ducato di Modena e Reggio, l'agognato sbocco sul mare.

Maria Beatrice era molto diligente: s'informava e pretendeva di conoscere ogni cosa attinente al suo Stato e da Vienna, dove risiedeva abitualmente, inviava le proprie decisioni al delegato, conte Pietro Ceccopieri, ponendo in disparte marito ed erede.[3]

Trasmetteva, per esempio, precise disposizioni circa il restauro del palazzo ducale di Massa, in cui dimorarono i suoi antenati, o per regolare i rapporti con il vescovo di Sarzana e con il granducato di Toscana: il Ceccopieri era semplicemente un mero esecutore della volontà della duchessa che regnava e governava. A proposito di Pellegrino Rossi, primo ministro dello Stato Pontificio, la sovrana fece rispondere al governatore di Lucca che desiderava averlo prigioniero, che, se il personaggio fosse entrato nel suo ducato, non avrebbe concesso l'estradizione.[4]

Dopo sette anni di governo, in seguito alle bufere rivoluzionarie e napoleoniche, restò per oltre quindici anni lontana dalle proprie terre, che il Congresso di Vienna le restituì. Oramai disabituata al governo personale e abituatasi alla Corte di Vienna, lasciò gli antichi stati cybei in mano ad amministratori dotati di grandi poteri, mentre il figlio Francesco IV d'Austria-Este, già salito sul trono di Modena e Reggio, attendeva di succederle.

Ritornata sull'avito ducato, Maria Beatrice abolì tutto ciò che Elisa Bonaparte aveva compiuto, ripristinando gli Statuti e creando un ceto di tipo nobiliare intorno al trono ducale: cercò, tuttavia, di aiutare le classi meno agiate.

Per quanto riguarda l'economia, i suoi provvedimenti si richiamarono alle riforme settecentesche e autorizzò la realizzazione di importanti opere pubbliche, come la rettifica dell'alveo del fiume Frigido.

La politica di Maria Beatrice fu significativa anche in campo sociale e culturale (incoraggiò validi artisti e ripristinò il servizio scolastico).

Le cose sarebbero andate meglio se lei fosse stata più presente nello Stato, invece di governare da Vienna.[5]

MorteModifica

La duchessa morì a Vienna il 14 novembre 1829, all'età di 79 anni, e il ducato di Massa e Carrara fu annesso a quello di Modena e Reggio, in cui governava il figlio Francesco IV. Venne sepolta nella Cripta dei Cappuccini a Vienna accanto agli antenati imperiali del consorte.
Fu l'ultima esponente dei Cybo-Malaspina, degli Este e, per via materna (sua nonna era Ricciarda Gonzaga), dei Gonzaga di Novellara e Bagnolo.

DiscendenzaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ducato di Massa e Carrara.

La coppia inaugurò la linea Austria-Este. Ebbe in tutto 10 figli:

AscendenzaModifica

Cybo-Malaspina
Sovrani di Massa e Carrara

Ricciarda
Giulio I
Alberico I
Carlo I
Alberico II
Carlo II
Alberico III
Alderano I
Maria Teresa
Maria Beatrice
Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Rinaldo d'Este Francesco I d'Este  
 
Lucrezia Barberini  
Francesco III d'Este  
Carlotta di Brunswick e Lüneburg Giovanni di Brunswick-Lüneburg  
 
Benedetta Enrichetta del Palatinato  
Ercole III d'Este  
Filippo II d'Orléans Filippo I d'Orléans  
 
Elisabetta Carlotta di Baviera  
Carlotta di Borbone-Orléans  
Francesca Maria di Borbone-Francia Luigi XIV di Francia  
 
Françoise-Athénaïs di Montespan  
Maria Beatrice d'Este  
Carlo II Cybo--Malaspina Alberico II Cybo--Malaspina  
 
Fulvia Pico della Mirandola  
Alderano I Cybo-Malaspina  
Teresa Pamphili Cardinale Camillo Pamphili  
 
Olimpia Aldobrandini  
Maria Teresa Cybo-Malaspina  
Camillo III Gonzaga Alfonso II Gonzaga  
 
Ricciarda Cybo Malaspina  
Ricciarda Gonzaga  
Matilde d'Este Sigismondo III d'Este  
 
Teresa Maria Grimaldi  
 

Gallerie d'immaginiModifica

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • AA. VV., Gli Estensi, Mondadori, Milano 1972.
  • AA. VV, Massa e Carrara nella Restaurazione : il governo di Maria Beatrice Cybo d'Este, Modena, Aedes Muratoriana, 1980, SBN IT\ICCU\BVE\0605705.
  • Luciano Chiappini, Gli Estensi, Milano, Dall'Oglio, 1967, SBN IT\ICCU\LO1\0839913.
  • Olga Raffo, Maria Teresa Cybo-Malaspina d'Este : sovrana illuminata, donna triste, in Il tempo delle donne, le donne del tempo, Lucca, Pacini Fazi editore, 2003, SBN IT\ICCU\UFI\0433469.

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