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Maria Friedman

attrice, cantante e regista inglese

BiografiaModifica

Maria Friedman è nata a Birmingham dalla pianista Clair Llewelyn Sims e dal violinista Leonard Friedman della Royal Philharmonic Orchestra. La familgia si trasferì in Germania per lavoro, ma dopo il divorzio della coppia Maria Friedman tornò nel Regno Unito all'età di cinque anni.[1] Dopo aver ricoperto parti minori in musical a Londra e Bristol, ottenne il primo successo con Sunday in the Park with George al Royal National Theatre, in cui interpretata il duplice ruolo di Dot e Maria accanto a Philip Quast; per la sua interpretazione fu candidata al Laurence Olivier Award alla migliore attrice in un musical. Nel 1995 vinse il Laurence Olivier Award per il migliore intrattenimento per il suo cabaret "Maria Friedman By Special Arrangement" e l'anno successivo recitò con Michael Ball nel musical Passion al Queen's Theatre del West End di Londra; per la sua interpretazione nel ruolo di Fosca vinse il Laurence Olivier Award alla migliore attrice in un musical.[2] L'anno successivò torno sulle scene del National Theatre per cantare le musiche di Kurt Weill in Lady in the Dark, mentre nel 1999 rimpiazzò Ruthie Henshall nel revival londinese di Chicago, per cui fu nuovamente candidata al Laurence Olivier Award.[3] Nel 2000 recitò con Ian McShane e Joanna Riding nell'adattamento musicale delle Streghe di Eastwick in scena al Theatre Royal Drury Lane, mentre nel 2003 si unì al cast originale della prima britannica di Ragtime, per cui vinse il suo terzo Laurence Olivier Award, il suo secondo come migliore attrice in un musical.[4]

Nel 2004 recitò nella prima del musical di Andrew Lloyd Webber The Woman in White, in scena al Palace Theatre con Michael Crawford; per la sua interpretazione fu nuovamente candidata al Laurence Olivier Award.[5] Nel 2005 fece il suo debutto a Broadway con il musical di Andrew Lloyd Webber; nello stesso periodo le fu diagnosticato il cancro al seno.[6] Nonostante la malattia, la Friedman continuò a recitare senza perdere nessuna replicha e vinse il Theatre World Award per la sua performance.[7] Dopo essere stata curata dal tumore, l'attrice ha rinunciato a recitare a teatro per lunghi periodi, preferendo apparire in brevi allestimenti semiscenici e dedicandosi alla regia. Nel 2007 ha recitato nel ruolo di Sally in una versione concertistica di Follies in scena al London Palladium con Imelda Staunton e in quello di Mrs Lovett in Sweeney Todd: The Demon Barber of Fleet Street alla Royal Festival Hall con Bryn Terfel.[8][9] Nel 2009 ha recitato in tre concerti del musical The King and I alla Royal Albert Hall con Daniel Dae Kim.[10] Nel 2012 ha fatto il suo debutto alla regia con il musical di Stephen Sondheim Merrily We Roll Along alla Menier Chocolate Factory: la regia della Friedman fu unanimamente acclamata dalla critica e l'allestimento fu riproposto nel West End, dove vinse il Laurence Olivier Award al migliore revival di un musical;[11][12] l'attrice ha poi curato la regia di questo musical anche a Boston nel 2017.[13] Nel 2015 ha diretto il musical High Society all'Old Vic con Jamie Parker nel ruolo del protagonista.[14][15]Nel 2019 torna a recitare nel West End per la prima volta in vent'anni, quando sostituisce Judy Kuhn nella produzione di Trevor Nunn di Fiddler on the Roof, in scena al Playhouse Theatre.[16]

Vita privataModifica

Maria Friedman ha due figli: Toby Sams-Friedman, nato nel 1994 dall'attore Jeremy Sams ed Alfrie Friedman, nato nel 2002 dal cameraman Oleg Poupko. È stata brevemente sposata con Roland Brine e dal 2006 è impegnata in una relazione con Adrian Der Gregorian.[17]

Filmografia parzialeModifica

TelevisioneModifica

Teatrografia parzialeModifica

AttriceModifica

RegistaModifica

Vocal coachModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) 'My toyboy stood by me', su Evening Standard, 24 aprile 2006. URL consultato il 23 febbraio 2019.
  2. ^ (EN) Passion Review 1996, su London Theatre Guide, 20160608. URL consultato il 23 febbraio 2019.
  3. ^ Michael Coveney, Chicago - review, in The Daily Mail, 3 dicembre 1998.
  4. ^ (EN) Michael Billington, Ragtime, Piccadilly, London, in The Guardian, 20 marzo 2003. URL consultato il 23 febbraio 2019.
  5. ^ (EN) Nigel Reynolds, Olivier for the funny guy who saved the show, 21 febbraio 2005. URL consultato il 23 febbraio 2019.
  6. ^ (EN) Maria Friedman, Maria Friedman: How I beat cancer to sing again, 10 marzo 2008. URL consultato il 23 febbraio 2019.
  7. ^ (EN) BWW News Desk, Maria Friedman Makes Broadway Debut In Woman In White, su BroadwayWorld.com. URL consultato il 23 febbraio 2019.
  8. ^ (EN) Charles Spencer, A chilling, thrilling masterpiece, 8 luglio 2007. URL consultato il 23 febbraio 2019.
  9. ^ (EN) Andrew Gans, Follies in Concert — with Maria Friedman — Presented in London Feb. 4, su Playbill, Sun Feb 04 01:00:00 EST 2007. URL consultato il 23 febbraio 2019.
  10. ^ (EN) Michael Billington, Theatre review: The King and I / Royal Albert Hall, London, in The Guardian, 14 giugno 2009. URL consultato il 23 febbraio 2019.
  11. ^ (EN) Michael Billington, Merrily We Roll Along – review, in The Guardian, 28 novembre 2012. URL consultato il 23 febbraio 2019.
  12. ^ (EN) Charles Spencer, Merrily We Roll Along, Menier Chocolate Factory, London, review, 29 novembre 2012. URL consultato il 23 febbraio 2019.
  13. ^ (EN) Ryan McPhee, Maria Friedman-Helmed Merrily We Roll Along, With London Stars and Eden Espinosa, Begins in Boston, su Playbill, Fri Sep 08 11:50:46 EDT 2017. URL consultato il 23 febbraio 2019.
  14. ^ (EN) Michael Billington, High Society review – misbehaving musical is a snobs' party, in The Guardian, 14 maggio 2015. URL consultato il 23 febbraio 2019.
  15. ^ (EN) Mark Shenton, High Society review at the Old Vic, London, su The Stage. URL consultato il 23 febbraio 2019.
  16. ^ (EN) Logan Culwell-Block, Maria Friedman to Join London Fiddler on the Roof Revival as Golde, su Playbill, Fri May 03 09:33:18 EDT 2019. URL consultato il 4 maggio 2019.
  17. ^ (EN) Official London Theatre - Theatre Tickets, News & Guides, su Official London Theatre. URL consultato il 23 febbraio 2019.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN79763787 · ISNI (EN0000 0000 5588 5791 · LCCN (ENno98063022 · WorldCat Identities (ENno98-063022