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Maria Rita Lorenzetti
Maria Rita Lorenzetti.jpg

Presidente della Regione Umbria
Durata mandato 15 maggio 2000 –
16 aprile 2010
Predecessore Bruno Bracalente
Successore Catiuscia Marini

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 2 giugno 1987 –
15 maggio 2000
Legislature X, XI, XII, XIII
Gruppo
parlamentare
PCI, PDS, DS
Circoscrizione Umbria
Collegio Perugia-Terni-Rieti (X e XI) e Foligno (XII e XIII)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico
Titolo di studio dottore in filosofia
Professione impiegata pubblica

Maria Rita Lorenzetti (Foligno, 16 marzo 1953) è una politica italiana, presidente della Regione Umbria dal 2000 al 2010.

Dal 2010 al 2013 ha svolto l'incarico di presidente di Italferr a Firenze, società del gruppo Ferrovie dello Stato.

Indice

BiografiaModifica

Nel 1974 ha conseguito la laurea in filosofia. Dipendente della Provincia di Perugia, ha iniziato la sua attività politica nel 1975 come consigliere comunale del PCI. Ha inoltre ricoperto gli incarichi di assessore e sindaco del comune di Foligno.

Considerata politicamente vicina a Massimo D'Alema[1], Lorenzetti è stata deputata del PCI per quattro legislature dal 1987. Durante il suo ultimo mandato parlamentare ha ricoperto anche l'incarico di Presidente della "Commissione Lavori Pubblici e tutela ambientale".

Nel 2000 si è candidata come presidente della regione Umbria. Sostenuta dalla coalizione de L'Ulivo, ha ottenuto il 56,4% dei voti divenendo il primo, e per cinque anni l'unico, presidente di regione donna eletta direttamente. Nel 2005 si è poi ricandidata ed è stata riconfermata presidente con il 63,1% delle preferenze.

Dal 5 agosto 2010[2] al 17 settembre 2013[3] è stata presidente di Italferr, società del gruppo Ferrovie dello Stato che opera nel settore dell'ingegneria dei trasporti ferroviari e dell'Alta Velocità.

Procedimenti giudiziariModifica

Inchiesta sul TAV a FirenzeModifica

Nel periodo in cui è stata presidente di Italferr viene indagata, insieme a circa trenta persone, dalla Procura di Firenze nell'ambito dell'inchiesta sul passante ferroviario dell'alta velocità in costruzione con le accuse di associazione per delinquere, abuso di ufficio, corruzione e traffico illecito di rifiuti.

Secondo la Procura di Firenze Lorenzetti, nella sua qualità di presidente di Italferr, avrebbe messo a disposizione di alcune ditte interessate all'appalto del sotto attraversamento fiorentino del Tav una vasta rete di contatti politici e personali, conseguendo inoltre incarichi professionali inerenti alla ricostruzione del terremoto in Emilia Romagna a favore del marito architetto Domenico Pasquale, di origini calabresi.

Lorenzetti inoltre avrebbe presumibilmente concorso, insieme a dirigenti delle società vincitrici dell'appalto tecnici di Italferr componenti e funzionari della commissione di via del Ministero dell'Ambiente dell'autorità di vigilanza delle opere pubbliche e a dirigenti dell'unità di missione del Ministero delle Infrastrutture allo smaltimento illecito di rifiuti prodotti nel corso dei lavori per la costruzione dell'infrastruttura.[4][5]

Per i reati contestati, il 16 settembre 2013 Lorenzetti viene posta agli arresti domiciliari[6] - nell'ordinanza di custodia cautelare, contenente anche stralci di diverse intercettazioni telefoniche[7] la misura cautelare viene motivata con il rischio di reiterazione del reato - che le verranno revocati il 30 settembre dello stesso anno dopo le dimissioni dalla dirigenza Italferr.[8]

Viene quindi rinviata a giudizio a conclusione delle indagini nell'ottobre 2014, diventando una dei principali accusati dalla Procura di Firenze[9].

La condanna a 8 mesi per falso ideologico (2014-2017)Modifica

Il 18 novembre 2014 Lorenzetti è stata condannata a otto mesi di reclusione (con pena sospesa perché incensurata) dal Tribunale di Perugia per il reato di falso ideologico in merito ad una delibera di giunta del marzo 2010 con la quale si autorizzavano alcune aziende sanitarie locali umbre all'assunzione di personale[10]; contestualmente ha annunciato la sua intenzione di appellare la sentenza. Il provvedimento viene quindi confermato prima dalla Corte d'appello di Perugia il 15 marzo 2016[11] e poi dalla Corte di Cassazione, che lo ha dichiarato definitivo il 28 settembre 2017[12].

NoteModifica

  1. ^ Maria Rita Lorenzetti, la zarina di D'Alema, Panorama, 16 settembre 2013. URL consultato il 16 settembre 2013 (archiviato dall'url originale il 18 settembre 2013).
  2. ^ Maria Rita Lorenzetti nuovo presidente Italferr, ANSA, 5 agosto 2010. URL consultato il 16 settembre 2013.
  3. ^ Lorenzetti dimessa presidente Italferr, ANSA, 17 settembre 2013. URL consultato il 17 settembre 2013.
  4. ^ Firenze, perquisizioni e sequestri per la Tav. 31 indagati: c'è anche l'ex governatore umbro, Il Tirreno, 17 gennaio 2013. URL consultato il 16 settembre 2013.
  5. ^ Inchiesta Tav, al via l'udienza preliminare: parti civili Anac, RFI, ministero dell'ambiente e delle infrastrutture, in Umbria 24, 13 maggio 2015. URL consultato il 13 maggio 2015.
  6. ^ La Presidente di Italferr ai domiciliari, Corriere della Sera, 16 settembre 2013. URL consultato il 16 settembre 2013.
  7. ^ Lorenzetti: «Quell'architetto della regione Toscana è uno str...», Il Messaggero, 17 settembre 2013. URL consultato il 17 settembre 2013.
  8. ^ Inchiesta Tav, Lorenzetti ritorno alla libertà, in La Nazione, 30 settembre 2013.
  9. ^ Francesca Marruco, Inchiesta Tav, la procura di Firenze ha chiuso le indagini per Maria Rita Lorenzetti e altri 32, in Umbria 24, 21 ottobre 2014.
  10. ^ Sanitopoli Umbria, ex presidente Lorenzetti condannata a 8 mesi, Il Fatto Quotidiano, 18 novembre 2014. URL consultato il 18 novembre 2014.
  11. ^ Sanitopoli Umbria, confermata condanna per ex presidente Lorenzetti, su Il Fatto Quotidiano, 15 marzo 2016. URL consultato il 7 gennaio 2017.
  12. ^ Enzo Beretta, Sanitopoli, condanna definitiva per Maria Rita Lorenzetti. Lei: «Enorme ingiustizia», su Umbria24.it, 28 settembre 2017. URL consultato il 24 aprile 2019.

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