Apri il menu principale

Madonna della Catena

(Reindirizzamento da Maria Santissima della Catena)

Per Madonna della Catena si intende uno degli appellativi con cui la Chiesa cattolica venera Maria, la madre di Gesù, secondo il cosiddetto culto di iperdulia.

StoriaModifica

Il culto della Madonna della Catena, depurato dagli elementi miracolistici, trae origine dalla devozione alla Madonna come protettrice degli schiavi e dei prigionieri. Nasce alla fine del Trecento, ma ha davvero sviluppo dopo la prima metà del Cinquecento, quando le incursioni barbaresche ridussero in schiavitù molti cittadini dell'Italia Meridionale, e la Congregazione dei padri mercedari si adoperò per il loro riscatto. La denominazione di "Madonna della Catena" si apparenta quindi a quella di Madonna della Mercede, Madonna del Soccorso o degli Schiavi.

Origini del culto in SiciliaModifica

Il culto della Madonna della catena nasce nel 1392 a Palermo, quando regnava in Sicilia Martino I il Giovane. Tre uomini furono ingiustamente condannati e il 23 agosto furono condotti a Piazza Marina, dove avrebbero dovuto essere impiccati. Proprio mentre stavano preparando le forche, si scatenò un gran temporale che costrinse i carnefici e i tre condannati a rifugiarsi nella Chiesa della Madonna del Porto e il popolo a fuggire. In attesa che si potesse riprendere l'esecuzione, i tre condannati furono legati con doppie catene all'altare della Vergine, ma il temporale continuò per l'intera giornata, e le guardie dovettero passare la notte nella chiesetta per sorvegliarli. I tre si portarono lacrimando ai piedi della Madonna invocandola col titolo di Vergine delle Grazie e cominciarono a pregarla insistentemente, e a un tratto, mentre i soldati cadevano in un profondo sonno, le catene che trattenevano i tre si spezzarono e la voce della Madonna li rassicurò "Andate pure in libertà e non temete cosa alcuna: il divino Infante che tengo tra le braccia ha già accolto le vostre preghiere e vi ha concesso la vita!".[1] Le catene caddero senza far rumore e la porta si spalancò, i tre innocenti uscirono dal tempio e le guardie si svegliarono solo all'alba. Subito i soldati riuscirono a riprendere i fuggitivi ma furono fermati dal popolo che ricorse al re Martino I. Quando questi andò nella chiesetta, coi propri occhi constatò il miracolo: le catene si erano infrante.

Subito l'eco del miracolo si diffuse ovunque, e frotte di pellegrini giunsero alla chiesa che ormai era chiamata "della Catena". I miracoli si moltiplicarono e la Madonna della Catena divenne patrona di molti comuni dell'isola, uno dei primi fu Riesi (CL), e venerata in tantissimi altri, e il suo culto arrivò in tutto il Sud Italia. Ancora oggi la chiesa è meta di pellegrinaggi e conserva il simulacro di Nostra Signora della Catena. Nel 1500 alla chiesa venne attaccata una delle catene che chiudevano il porto e prese ufficialmente il nome con cui già l'aveva battezzata il popolo un secolo prima.

In Sicilia, Maria Santissima della Catena è patrona di:

Festeggiamenti in onore di Maria SS. della CatenaModifica

SiciliaModifica

Riesi (CL)Modifica

La Madonna della Catena è Patrona della città di Riesi (CL) che fu uno dei primi comuni ad eleggerla come propria Santa Patrona. Il culto è arrivato a Riesi tramite i Ventimiglia, ricca famiglia spagnola residente a Palermo, feudatari di Riesi, e tramite i padri Carmelitani. Per tradizione la festa della Madonna della Catena si celebra a Riesi la seconda domenica di settembre ed è seguita da un novenario di preparazione dove ai piedi della Madonna giungono tantissimi pellegrini da tutto il comprensorio e non solo. Il 23 agosto si celebra la memoria del miracolo avvenuto in piazza Marina a Palermo nel 1392 e nell'arco della settimana vengono tutte le categorie di persone a chiedere alla Madonna una grazia o ringraziarla per una grazia ricevuta. Il culmine della festa viene raggiunto il sabato notte, giorno della festa, quando giungono dai paesi limitrofi a piedi, alcuni scalzi, centinaia di pellegrini che alle ore 04:00 vengono accolti nella grande e luminosa Basilica-Santuario dove ogni ora seguono le sante messe. Alle 11:00 viene celebrato il Solenne Pontificale dove viene offerta alla Madonna la lampada votiva. La sera è caratterizzata dalla concelebrazione eucaristica seguita dalla processione per le vie della città, accompagnato dalla banda musicale, fuochi d'artificio e fiaccolate, luminarie e un folto numero di parroci e fedeli, del simulacro rappresentante la Madonna della Catena la cui bellissima immagine fatta venire da Palermo è di grande pregio artistico. Il lunedì è caratterizzato da uno spettacolo pirotecnico, dai giochi di piazza e da un concerto che annunciano alla città la fine dei festeggiamenti.

Aci Catena (CT)Modifica

Il culto di Santa Maria della Catena ad Aci Catena nasce nel XV sec. quando nella contrada di "Scarpi" (antico nome di Aci Catena) venne costruita un'edicola con l'icona della Madonna della Catena. Nel 1576, questo piccolo altarino venne trasformato in cappella e affidato alla cura di una confraternita che si dedicava al culto della Madonna.

Il terremoto dell'11 gennaio 1693 causò morte e distruzione in tutto il circondario, ma le fonti narrano che a "Scarpi" le vittime furono meno di un centinaio, allora il popolo, tutto riunito attorno all'icona, ringraziò la Madre della Catena di averli salvati. La devozione crebbe a dismisura, tanto che venne ricostruita la chiesa ancor più grande e bella.

I festeggiamenti si svolgono principalmente il 15 agosto di ogni anno: nei giorni precedenti si svolgono svariate manifestazioni folkloristiche e religiose, come il triduo di preparazione alla solennità. Tra la notte tra il 14 e il 15 agosto i pellegrini, provenienti da molti paesi etnei, raggiungono il Santuario a piedi e aspettano l'apertura delle ante della cappella che custodisce il taumaturgico simulacro seicentesco della Madonna della Catena che viene prelevato e traslato all'altare maggiore. In alcuni anni particolari, vi è la cosiddetta Fìasta ranni (Festa grande), in cui vi si aggiunge un altro giorno di festa, che può variare tra il 14 o 16 agosto. Nella Fìasta ranni il simulacro della Santa Patrona viene portato nel pomeriggio tra le strade della città nei due giorni scelti, fino a quando in tarda serata, e per alcuni casi anche in nottata, il fercolo col simulacro fa ingresso di corsa nella piazza maggiore della città nella tradizionale Trasuta 'o Chianu (Entrata in piazza) dove un grandioso spettacolo pirotecnico illumina il cielo di Aci Catena.

Insieme alla festa estiva viene onorata la Santa Patrona ogni 11 gennaio, per ringraziarla della protezione durante il terremoto dell'11 gennaio 1693.

Castel di Tusa (ME)Modifica

 
Panorama di Castel di Tusa.

Nella solennità dell'Ascensione del Signore, la comunità di Castel di Tusa, in provincia di Messina, onora la Patrona e Protettrice Maria SS. della Catena. Alla festa ci si prepara con una novena celebrata ogni sera nel Santuario dedicato alla stessa Madonna. La domenica dell'Ascensione, intorno alle ore 7, giungono in chiesa tutti i pellegrini a piedi scalzi provenienti dai paesi vicini (soprattutto da Motta d'Affermo) per sciogliere un voto e ringraziare la Madonna. Vengono celebrate quattro messe. Nel pomeriggio, tempo permettendo, si svolge il tradizionale gioco della Ntinna a mare in onore della Patrona. Dopo la messa vespertina, ha inizio la solenne processione col venerato simulacro della Madonna della Catena, alla quale prendono parte con tanta devozione i paesani, le autorità civili, militari e religiose, e tanti fedeli provenienti dai paesi del circondario. La serata viene allietata dal concerto di qualche artista, al quale seguono i tradizionali giochi pirotecnici sul mare.

Roccalumera (ME)Modifica

La città di Roccalumera riserva alla Madonna della Catena una venerazione tutta speciale. La prima domenica di settembre di ogni anno, giorno in cui si celebra la festa in suo onore, il quartiere Baglio-Ficara si veste a festa,con una fitta trama di drappi, bandiere, festoni.

 
La Madonna della Catena in processione.

La chiesa, costruita con il lavoro e il denaro degli abitanti del luogo, si riempie di pellegrini provenienti da ogni dove: una corale manifestazione di autentica devozione mariana, che rende la festa della Madonna della Catena una delle devozioni più sentite da tutta la riviera.

Nel pomeriggio una solenne processione accompagna da secoli il simulacro ligneo della Madonna (realizzato dallo scultore gallodorese Francesco Lo Turco nel 1893) lungo tutte le vie della parrocchia a lei intitolata.

A coronare l'evento, che prevede anche un novenario molto partecipato e numerose manifestazioni religiose ed esterne organizzate di anno in anno, un grande spettacolo pirotecnico sul mare conclude la serata dei festeggiamenti.

Mongiuffi Melia (ME)Modifica

A Mongiuffi (Messina) il culto della Vergine della Catena risale agli inizi del XV secolo, quando un certo Matteo Lo Pò fece costruire di fronte ai ruderi dell’acquedotto greco romano una chiesetta dove prima preesisteva un’edicola della suddetta. Essendo troppo fatiscente l’antico Santuario fra gli anni quaranta e sessanta del secolo scorso se n'è portato a termine il nuovo.

La festa si svolge il primo maggio e la prima domenica di settembre. Ancor oggi tanti fedeli arrivano al santuario, viaggiando di notte, anche a piedi da luoghi lontani, attraversando scalzi le vie campestri scalzi portando enormi e pesanti torce.

Il venerdì antecedente ha luogo la Processione degli stendardi che parte dalla Chiesa del Carmelo di Mongiuffi e si snoda per le stradine collinari fino al Santuario della Madonna della Catena. La domenica il corteo muoverà dal santuario fino a Mongiuffi, dove nella giornata di lunedì si svolgerà la processione per le vie del paese. Quindi, l'immagine della Madonna sarà custodita nella Chiesa Parrocchiale fino al 1º maggio, quando sarà riportata in Contrada Fanaca; la partenza dalla Chiesa del Carmelo è preceduta da una processione detta del "saluto", che si tiene per le vie di Mongiuffi.

Librizzi (ME)Modifica

 
La Statua venerata a Librizzi

A Librizzi, in provincia di Messina, si svolge una processione tra le più caratteristiche di tutta la Sicilia. Durante la festa patronale, che si tiene ogni anno la prima domenica dopo Ferragosto, la statua marmorea della Madonna viene portata in processione per le vie del paese, preceduta dalla statua lignea seicentesca di San Michele Arcangelo. La pesante statua della Madonna della Catena, attribuita ad Antonino Gagini viene portata in processione [1] su un fercolo in legno (a vara) da 24 portatori. La tradizione vuole che la statua, nel suo viaggio verso Librizzi, giunta in località Maisale, divenne così pesante che i buoi non riuscirono a trainare più il carro che la trasportava. Il cammino riprese solo quando si levò per i campi il suono dell'umile zampogna ('a ciaramedda): la statua poté così raggiungere il cocuzzolo del paese dove è ancora venerata nell'omonima chiesa. Durante la processione è rievocato tale evento e, ad un certo punto del tragitto, sotto un noce, la statua torna ad essere insopportabilmente pesante per i portatori e, ancora una volta, tocca all'umile suono della zampogna rimettere le cose a posto, mentre i portatori proseguono il cammino gridando Viva Maria!

I librizzesi sono soliti offrire come ex voto delle banconote con le quali viene adornato il fercolo: un tempo giungevano tanti dollari dagli Stati Uniti d'America, ove esistono numerosi gruppi di emigrati librizzesi. Nel corso della processione, alcuni devoti camminano scalzi e a ritroso, portando cesti di fiori, per voto.

La statua della Madonna della Catena è attribuita ad Antonino Gagini ed è giunta a Librizzi intorno al 1540. Da allora è sempre uscita in processione e si narra di un prodigio accaduto il 16 agosto 1573, quando una tale Bittuzza, difittusa di un brazzu sinistru, fu posta in la vara durante la processione: si addormentò accanto alla statua della Madonna, e, al ritorno in chiesa, si risvegliò guarita, come descritto nel documento dell'epoca pubblicato da Antonino D'Amico.

Si narra che a Palermo si presentarono le delegazioni di Librizzi, Sorrentini e Gioiosa Guardia per scegliere una statua della Madonna da portare al proprio paesello: la più bella, che è la statua giunta a Librizzi, era ambita da tutti, e fu necessario affidare la scelta alla sorte. Il ridente paesino di Librizzi, che dall'alto della sua collina guarda sul Mar Tirreno, sulle Eolie, su Tindari e sulla valle del Timeto, ebbe il privilegio di essere il favorito.

San Piero Patti (ME)Modifica

 
La Statua venerata a San Piero Patti

Nel tamburo della cupola della Chiesa Madre di San Piero Patti è possibile leggere "Maria SS. della Catena nostra patrona". I festeggiamenti si celebrano la prima domenica dopo Pasqua. Nella tradizione è considerata la festa di primavera. La processione conduce il Simulacro in legno della Madonna per le strade della cittadina. Un tempo, esso era posto su un'artistica varetta, portata in spalla dai "nudi".

Piazza ArmerinaModifica

A piazza Armerina la madonna della catena viene festeggiata l'ultima domenica di settembre con la processione per le vie della città. La festa è preceduta dal triduo nella suo omonima chiesa. La santa messa prima della processione della domenica viene principalmente dedicata alle gestanti con una particolare benedizione.

Alcamo (TP)Modifica

Ad Alcamo nel 1633 venne fondata, all'interno della chiesa omonima, la congregazione di Santa Maria della Catena (successivamente scomparsa), alla quale appartenevano i macellai. A causa della lontananza di questa chiesa dalla città e al cammino disagiato soprattutto nei mesi invernali, gli appartenenti a tale congregazione decisero di riedificare la chiesa a proprie spese in una posizione più vicina all'abitato. A questo scopo, nel 1661 comprarono dal monastero di Santa Chiara (annesso alla chiesa di Cosma e Damiano) le abitazioni denominate "case della Macina", che erano situate a rimpetto alle mura dalla parte sud-est della città, e sotto il loro patrocinio vi fondarono la nuova chiesa di Santa Maria della Catena.

Nello stesso anno fu chiesto al vescovo di poter trasportare l'antica immagine della Madonna nella nuova chiesa: la sacra immagine fu trasportata il 26 giugno 1661. All'interno della chiesa nel 1922 venne fondata, dal sacerdote Ignazio Corrao, la congregazione femminile di Maria Santissima della Catena.

Enna (EN)Modifica

A Enna la festa viene celebrata la terza domenica di ottobre nella chiesa parrocchiale di S. Pietro. Con l'esposizione del simulacro, la seconda Domenica di Ottobre, entrano nel vivo i festeggiamenti. Già dal 1º ottobre nella chiesa di San Pietro iniziano le celebrazioni col Santo Rosario e la coroncina in onore della Madonna. Alla presenza delle Associazioni della Madonna della Catena della provincia di Enna, si procede all'esposizione del simulacro. Il Giovedì seguente, invece, inizia il triduo che porterà al giorno centrale della festa previsto per la terza domenica. Il giorno della vigilia, sabato, il santo Rosario e la coroncina anticiperanno la prima messa festiva con la partecipazione della polizia penitenziaria e delle associazioni di volontariato. Domenica, giorno della festa, saranno celebrate sante messe, tra cui la messa dei fanciulli con affidamento a Maria e, un'altra nel pomeriggio. A Mezzogiorno invece, la supplica alla Madonna della Catena. Giovedì, inoltre, viene aperta la mostra-mercato a favore dei carcerati, la degustazione di prodotti tipici ennesi e la pesca di beneficenza; stesso programma per venerdì e sabato, mentre domenica vi è la tradizionale fiera del dolce e l'estrazione dei biglietti per la lotteria di beneficenza.

Villarosa (EN)Modifica

 
Chiesa della Madonna della Catena, Villarosa

In Sicilia tutti i toponimi che indicano catena e le chiese titolate Santa Maria della Catena sono rispettivamente contrade abitate in quel tempo da giudei e sedi di antiche sinagoghe[2].Il luogo Contrada Catena di Villarosa era uno dei punti di confine tra Val di noto e Val d’Imera, che allora rappresentava la suddivisione geografica della Sicilia. A quel tempo Villarosa era punto di sosta dei forestieri in transito. Su questa altura a un chilometro dal paese è stato più volte ipotizzato ci fosse una dogana, un passaggio obbligato, sin dal tardo medio evo dove si pagava dazio per il passaggio da una regione amministrativa all’altra.[3]

Leonforte (EN)Modifica

A Leonforte la devozione alla Madonna della Catena è molto sentita. La festa viene celebrata la seconda domenica di ottobre nel piccolo santuario a Lei dedicato nella parte nord della cittadina. La chiesa è meta di numerosi pellegrini provenienti non solo da Leonforte ma anche dai paesi vicini (Assoro, Agira, Nicosia, Nissoria) che offrono alla Madonna, per grazia ricevuta o da ricevere, il viaggio a piedi. La festa è preceduta dalla novena (nove giorni di preghiera in preparazione alla festa) dove vengono celebrate sante messe e benedizioni dedicate ai bambini, ai giovani, alle famiglie, ai defunti, ai malati, ai missionari e agli automobilisti; in questi nove giorni, dopo le funzioni della novena, la chiesa rimane aperta alle numerose persone che vogliono onorare Maria Santissima. Il sabato che precede la festa è dedicato alla Madonna; vengono celebrati i vespri, e la chiesetta rimane aperta fino a tarda serata poiché numerosi devoti rendono omaggio alla venerata statua della Madonna. Il giorno della festa è caratterizzato da una grande folla che sin dalle prime luci dell'alba riempie la chiesa dopo aver affrontato un lungo viaggio a piedi durante la notte, e partecipa alle sante messe che cominciano alle ore 6:30 fino alle 11:30 davanti all'altare della Vergine; alle 10:30 viene celebrata la messa solenne dal vescovo della diocesi. Nel pomeriggio si svolge una solenne Processione col simulacro della Madonna della Catena lungo il corso principale del paese portato a spalla dai fedeli che indossano un caratteristico mantello di colore avorio con impressa sul petto l'immagine di Maria SS. della Catena. La processione si conclude con la sosta del simulacro davanti alla chiesa, poi la benedizione Eucaristica e, a conclusione della festa, uno spettacolo di fuochi pirotecnici (u castieddu). Nelle sere del sabato e della domenica della festa, ha luogo la sagra della salsiccia e vari spettacoli nello spiazzale accanto alla chiesa.

Castelbuono (PA)Modifica

Nelle Madonie e in particolare a Castelbuono, il culto arrivò prestissimo poiché il conte Enrico Ventimiglia era a Palermo quando il miracolo avvenne e ne restò talmente impressionato che volle divulgarlo.

Ancora oggi molti paesi madoniti conservano il culto della Madonna della Catena come Gangi, Castelbuono, Pollina e Cefalù. A Castelbuono la Madonna è festeggiata a fine aprile ed è la festa delle donne gravide o delle puerpere. Un tempo quando una donna doveva partorire e il parto si presentava difficile era pio uso suonare un colpo di campana della chiesa della catena affinché tutte le donne recitassero un Ave in aiuto della povera partoriente. Ancora oggi le donne gravide fanno u viaggi a Matr'a Catina e all'ottavo giorno dopo il parto conducono il bimbo in chiesa per ringraziamento.

Gangi (PA)Modifica

A Gangi il culto della Madonna della Catena ha origine antichissime. Testimoniate dalla chiesa appunto di Maria SS. della Catena sorta nel XV secolo e dalla statua marmorea in stile gaginiano del XVI secolo con la base dove in bassorilievo è raffigurata la scena dei tre carcerati. Inoltre sin dal 1621 anno di erezione, è esistente la confraternita di Maria SS. della Catena. La festa viene celebrata la quinta domenica dopo Pasqua ed è preceduta dalla "quindicina" (Sante messe che si celebrano ogni sera nei 15 giorni precedenti la festa). La vigilia della festa c'è una fiaccolata per le vie del paese, mentre il giorno della festa c'è la processione con il simulacro ligneo attribuito alla scultore Filippo Quattrocchi.

Santo Stefano Quisquina (AG)Modifica

Fin dal XV secolo a Santo Stefano Quisquina si venera la Madonna della Catena. Lo dimostra anche una tela conservata in Chiesa Madre raffigurante i tre protettori del paese (Santo Stefano, Santa Rosalia e appunto la Madonna della Catena) risalente al 1464. Nello stesso periodo in cui ci fu il miracolo a Palermo, al signor Taormina apparve in sogno la Madonna della catena che gli disse di costruire nel terreno di sua proprietà una cappella in suo onore. La prima costruzione della chiesa risale al 1600 ed era molto piccola. Poi con le offerte volontarie questa chiesa fu ingrandita così come appare oggi. La chiesa è molto semplice e lineare, c'è solo la statua della Madonna della Catena, una scultura in legno di autore ignoto di fine settecento. La Madonna tiene Gesù in braccio ed entrambi hanno in mano una catena. I festeggiamenti si celebrano la seconda domenica di ottobre.

CalabriaModifica

Cassano allo Jonio (CS)Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Santuario di Santa Maria della Catena (Cassano all'Ionio).

Nel comune di Cassano allo Jonio, nella Calabria settentrionale, è presente un antico Santuario-Abbazia della Madonna della Catena la cui festa cade la seconda domenica di maggio. Il santuario è posto a pochi chilometri dal paese sui pendii della valle del fiume Eiano, la struttura è del settecento, ha ampi porticati con colonne ed arcate a tutto sesto. L'interno è formato da tre navate, e le opere hanno forma e caratteristiche barocche. Incerte e controverse sono ancora oggi le origini di questo importante luogo di culto, sorto, così come si presenta oggi, nella prima metà del XVII secolo sulle rovine di un antico luogo di culto basiliano, in cui monaci scampati dalle persecuzioni in Oriente, si rifugiarono. Testimonianza di quest'origine bizantina è la presenza della veneratissima icona Odighitria della Madonna della Catena, cioè "Madonna che Guida" (dal verbo greco katinai, guidare). La Vergine era quindi venerata come la vera guida verso Cristo. Il santuario fu proclamato abbazia da papa Benedetto XIV il 22 agosto 1748 con apposita bolla papale. La statua della Madonna della Catena è formato dalle figure di Maria, il Bambin Gesù e un uomo ("il cinesino") nell'atto di liberazione dalle catene della schiavitù realizzato intorno al 1850. Sulle pareti vi sono pregevoli dipinti: del Malinconico, dal Padula, pittore napoletano, e di altri noti pittori dell'Ottocento. Il santuario all'inizio del Secolo XX fu donato in uso al santo Luigi Orione per trasferirvi ragazzi resi orfani dal terremoto di Reggio e Messina del 1908.

Dinami (VV)Modifica

La storia del santuario è ben documentale. Nei primi anni del ‘600, nei pressi della chiesetta, fu fondato il convento intitolato a S. Maria della Catena e affidato ai Frati Minori Conventuali. Lo stesso ebbe breve esistenza però, infatti le cronache riportano che venne soppresso da una Bolla di Papa Innocenzo X e le relative rendite, affidate in un primo momento ad un cappellano, andarono al seminario di Mileto fino al 1769. In quell'anno il parroco Don Giuseppe Cotronea chiese ed ottenne, dalla curia Vescovile di Mileto, di unirlo alla chiesa parrocchiale che già allora era intitolata a S. Michele Arcangelo. Il convento, ubicato in contrada Castellammare, era ormai deserto da tempo e andò in rovina fino a quando si decise di adibirlo a cimitero unico per i tre paesi limitrofi, ossia: Dinami, Melicuccà, Monsoreto. Alla fine del settecento, la chiesa della Catena ospitava le cappelle di S. Anna, S. Antonio di Padova e S. Nicola e veniva definita la settima tra quelle esistenti a Dinami. In quegli anni subì infatti un periodo di abbandono e venne interdetta ipso jure. La chiesa venne ristrutturate però prima dell‘ ‘800, riacquistando splendore come testimoniano i pellegrinaggi che ripresero copiosi, ma grazie anche alla mano del Sac. Giuseppe Scidà che contribuì in modo sostanziale alla rinascita del Santuario all’inizio del secolo scorso. Nel 1956, Mons. Vincenzo De Chiara, Vescovo della diocesi di Mileto, elevò l’allora chiesa a Santuario ma nonostante tutto fu inevitabile un altro periodo di abbandono in cui la chiesa ospitava i riti sacri solamente nelle ricorrenze della seconda domenica di luglio. Bisogna risalire ai tempi più recenti per assistere ad una nuova rinascita del Santuario e il tutto ad opera di Don Agostino Zangari, il quale stravolgendo gli usi e le consuetudini del tempo che prevedevano la presenza della statua della Beata Vergine all'interno del Santuario sono nei giorni festivi; prese una decisione innovativa che consentì di dare nuova luce al Santuario. Egli infatti nel 1983 decise di trasferire la Statua della Madonna presente nella parrocchia di S. Michele Arcangelo al Santuario alla stessa dedicato dove sarebbe rimasta stabilmente fino ai nostri tempi, riuscendo in questo modo a rendere il Santuario della Madonna della Catena un luogo di culto vitale ed accogliente grazie alla presenza dell’effige della Beata Vergine. Quindi è a lei dedicato il santuario e i festeggiamenti culminano nella seconda domenica di luglio con la processione al "Catafalco" (il sabato pomeriggio) e la processione di maggior durata per le ripide vie del paese (la domenica pomeriggio) della bella e pesante statua (della fine del '700 di Domenico De Lorenzo) raffigurante la Madonna con il Bambino Gesù in braccio mentre ai suoi piedi è in ginocchio un bambino incatenato (lo "schiavetto"). Tra gli elementi distintivi della processione vi è la partecipazione degli "spinati" cioè di fedeli che per penitenza, per grazia richiesta o ricevuta, indossano un manto di spine a forma di cono legato sopra la testa e ricadente sul corpo. Numerosi (10-15 mila) i devoti che raggiungono il santuario, mentre diversi sono i gruppi in pellegrinaggio che nelle notti tra giovedì e sabato percorrono a piedi anche fino a 30 km. Caratteristico l'abbellimento con luminarie (i colorati archi luminosi) di parte del paese, soprattutto l'itinerario che dal Santuario porta alla piazza del "Catafalco", cioè dell'artistico palco con padiglione, dove la sera di sabato, dopo predica e litania, e la sera di domenica si esibisce la banda musicale con il suo programma tratto dal repertorio lirico e sinfonico. Non mancano i "tamburinari", che insieme alla banda accompagnano le processioni o annunciano gli altri appuntamenti religiosi, le bancarelle, i sempre presenti fuochi d'artificio (lo spettacolo pirotecnico è la notte di sabato), i gruppi di musica leggera o folk. I festeggiamenti si concludono il lunedì.

Laurignano (CS)Modifica

Il culto alla Madonna della Catena ha origini assai remote a Laurignano, tra l'896 e il 1014, periodo in cui la città di Cosenza e i paesi limitrofi furono devastati dai saraceni. Il culto si esprimeva nella raffigurazione di uno schiavo incatenato ai piedi della Vergine, atto ad implorare lo scioglimento delle catene, simbolo della piaga della schiavitù che colpiva i cristiani quanto i musulmani. Con l'avvento dei normanni, svevi, angioini, aragonesi e la conseguente cacciata dei feroci saraceni, si determinò una situazione di tranquillità in Calabria, a tal punto che il culto alla Vergine venne meno progressivamente in gran parte del Meridione, per riprendere nei secoli successivi, quando il sud fu assalito dalla minaccia turca. Ciò accadde per i paesi delle coste esposti maggiormente al pericolo dell'invasione, e non per l'entroterra, eccezion fatta per Laurignano, dove avvennero miracoli e visioni, fenomeni che mantennero viva la devozione a Maria Vergine. A Laurignano ci fu la ripresa di tale culto nel 1301 in seguito ad un miracolo della Madonna, operato nei riguardi di Simone Adami, il mendicante cieco di Laurignano, il quale scoprì poi in una chiesa abbandonata l'effigie della Madonna con il simbolo della catena. Ciò era segno dell'oblio dello stesso culto che conobbe una rifioritura nel secolo successivo, per merito dell'eremita Fra Cassiano e di vicende della quale fu oggetto la tela venerata, portata a Roma da un monaco florense di Mendicino, per essere sottoposta a restauro. Altre vicende, dovute a pestilenze e a terremoti, provocarono un nuovo abbandono del culto mariano, rimesso poi in auge nel 1833 per ispirazione divina da Fra Benedetto di Grimaldi, venuto a Laurignano per ritirarsi in preghiera e in solitudine. C'è da notare che a Laurignano il legame con la persecuzione saracena non compare più. Nell'immagine, scoperta da Simone Adami, è raffigurata una catena tra le mani della Madonna e non quindi di uno schiavo ai suoi piedi, come, invece è disegnata nell'immagine tradizionale comune. In epoca più recente, si nota che la Madonna con le stesse catene tiene legato satana. Tale particolare appare al nostro santuario. Con Fra Benedetto, e ancor prima all'epoca di Simone Adami, non essendoci più la minaccia saracena, la Madonna fu invocata come liberatrice da ogni male, impersonato in satana, l'origine del male, rappresentato di conseguenza nelle immagini. Mentre in altri luoghi d'Italia il titolo di "Madonna della catena" venne cambiato in "Madonna del Soccorso", a Laurignano si è conservato il titolo della Madonna, in parte assimilata all'Immacolata. La catena lega ora satana, cui la Madonna, preservata dal peccato originale, schiaccia il capo. Il simbolo della catena al santuario si è ulteriormente arricchito: la catena che la Madonna stringe tra le mani è vista non solo come simbolo di scioglimento e di liberazione dal male (aspetto negativo), ma anche in senso positivo, di unione a Gesù. Il fedele a Laurignano invoca la Madonna soprattutto per raggiungere il senso stesso della propria liberazione, la comunione con Colui che è la fonte di ogni bene: Gesù. La Madonna diventa la via più ovvia e semplice per raggiungere il Signore. Attraverso la Madonna il fedele trova la comunione con Gesù, dal momento che ella è la Madre. Il fedele alla sua scuola potrà meglio capire il Figlio e raggiungere con lui il legame perfetto. Il titolo della catena, nella forma venerata a Laurignano, esprime in modo chiaro il ruolo materno della Madonna nei riguardi dell'umanità: aiuto nella lotta contro il male, difesa e guida del popolo cristiano nella via verso il bene, verso il Figlio Gesù. La solenne festa della Madonna a Laurignano si svolge la prima domenica dopo Pasqua (in Albis).

Polistena (RC)Modifica

Il Santuario della Madonna della Catena, chiamato semplicemente Chiesa della Catena sorge nella parte bassa della città, ai confini con i comuni di San Giorgio Morgeto e Cittanova, sui ruderi di una chiesa dedicata a San Nicola da Tolentino. La chiesa, che possiede una singola navata, venne fondata nel 1894 ed eretta nel 1895 da Giuseppe Nicastro, per ricordare l'antica chiesa a Lei dedicata che sorgeva in quei pressi. La statua custodita in chiesa, di notevole pregio e amata dal popolo polistenese, è una copia dell'originale scolpita da Francesco Morani, purtroppo andata distrutta da un incendio negli anni '50. Ancora oggi continua a essere meta di numerosi pellegrinaggi, specialmente durante le festività. Maria Santissima della Catena, cui è dedicata la chiesa, viene solennemente festeggiata la terza domenica dopo Pasqua, protettrice delle partorienti e dei carcerati.

Bruzzano Zeffirio (RC)Modifica

Dell'origine di questo santuario non si hanno notizie storiche certe. La tradizione racconta che alcuni marinai di Bruzzano, insieme con altri di Ferruzzano, trovarono - sulla spiaggia del Promontorio Capo Bruzzano - una cassa con dentro una bellissima statua in alabastro raffigurante la Madonna - a figura intera e a tutto tondo - con in braccio il bambino Gesù, e un moretto incatenato ai suoi piedi: da qui il titolo di "Madonna della Catena". Aggiogate due coppie di buoi selvatici ad un carro, vi caricarono la statua che, seguita dalla popolazione in preghiera, fu avviata verso il paese. Al confine tra Bruzzano e Ferruzzano, i buoi si fermarono e non vollero proseguire oltre. Si dedusse perciò che la Madonna voleva che il suo tempio sorgesse al confine tra i due paesi e si costruì la chiesetta. I bruzzaniti, però, non contenti della chiesetta e della bella statua, ne fecero una copia da esporre nella loro chiesa arcipretale. Da allora, ogni anno, alla prima domenica di settembre, festeggiano la Madonna della Catena. Il venerdì precedente la festa, la statua riproducente l'originale, viene portata in processione sino al santuario a trovare la statua autentica e per tre giorni i fedeli vi si recano a pregare e a lodare la Vergine. Alla domenica, sull'imbrunire, tra canti e preghiere la copia viene riportata nella chiesa arcipretale. Nel 1583 l'esercizio del culto fu trasferito nella chiesa rurale detta S. Maria del Piltro, che nel 1753 venne riedificata in paese col nome di S. Maria della Catena. Il terremoto del 1783 le distrusse entrambe e il culto dovette continuare in una baracca costruita dai fedeli. Qualche tempo dopo la chiesa fu riedificata dal marchese Fuscaldo. Solamente a qualche km dal paese sorge la chiesetta di S. Maria della Catena.

Cropani (CZ)Modifica

Sotto il paese, fra gli ulivi, sorge la piccola chiesa della Madonna della Catena (XVI secolo), più volte sottoposta a restauro. La tradizione vuole che essa sia stata edificata da un ricco possidente locale, rapito dai briganti e liberato grazie alla miracolosa intercessione della Madonna della Catena; un quadro conservato nella sagrestia rappresenta quest'episodio. Nella minimalista facciata principale, in alto, su due contrafforti laterali sono situate le statue raffiguranti, rispettivamente, la Madonna col Bambino e un adolescente con un paniere pieno d'uva per fare il vino della messa. Il campanile è a tre ordini e a pianta quadrata. Il piccolo portale conduce all'interno, a navata unica; sopra l'altare maggiore a forma di "M", una nicchia ricavata nella parete custodisce la statua della Madonna della Catena, compatrona di Cropani.

Cittanova (RC)Modifica

Si tratta della più antica chiesa del comune di Cittanova, in provincia di Reggio Calabria. Gli storici ritengono che sul sito vi fosse precedentemente una chiesa bizantina intitolata a Santa Maria del Campo. La struttura originaria fu costruita a opera degli abitanti di San Giorgio Morgeto, col nome di Santa Maria di Campoforano, e dedicata all'Assunta. In seguito all'epidemia di colera che colpì la Piana a metà Ottocento, la vecchia chiesa fu ricostruita, ampliata e dedicata alla Madonna della Catena. Al suo interno, tra le opere di rilievo, una statua lignea dell'Assunta e un'altra della Madonna della Catena, col bimbo Gesù in braccio e un ragazzo incatenato, a cui il popolo è molto devoto.

PugliaModifica

Locorotondo (BA)Modifica

La Madonna delle Catene a Locorotondo ed è l'unico luogo nella Regione Puglia, ove viene festeggiata, insieme ai Santi Martiri e Medici Cosma e Damiano il 16 ottobre e la domenica successiva nella Chiesa Rettoria Santuario di Locorotondo e in Chiesa Madre Parrocchia San Giorgio Megalomartire.

Il culto, già esistente nel '500 ebbe inizio quando il martedì 16 ottobre 1860, in una piccola grotta sotterranea campestre, in periferia di Locorotondo, fu ritrovata una prodigiosa immagine della Madonna con il bambino che tenevano entrambi la catenella. Subito dopo, infatti, venne eretta sopra la grotta la Chiesa a lei dedicata, nella strada che conduce Alberobello, per questo, a fine '800, un devoto del posto, donò le statue in cartapesta dei Santi Cosma e Damiano anche per la vicinanza ad Alberobello essendo che in Alberobello sono patroni, e a causa vicinanza, l'inno e le due statue dei Sani Medici sono identici a quelli di Alberobello e in chiesa vi si venerano l Reliquie dei Santi Cosma e Damiano questo ma porta i titoli di Santuario e anche Basilica minore Pontificia e si può ottenere l'Indulgenza Plenaria e vi sta anche il gonfalone stendardo della chiesa, la struttura della chiesa è a navata centrale senza bracci laterali , a sinistra vi sta la nicchia con statua in cartapesta della Madonna della Catena dirimpetto a destra della chiesa vi sta la grande nicchia contenente all'interno le 2 statue vestite dei SS.Medici a sinistra S.Cosma e S.Damiano a destra come è usanza locale con al centro il reliquiario , inoltre vi sta una piccolina statua di una Madonna e da pochi anni ospita il quadro di San Cristofaro (la ricorrena è il 25 luglio), fino al 2015 si svolgevano i festeggiamenti precedeva la festa la novena dal 7 al 15 ottobre il 16 ottobre le 3 statue vengono portate in processione fino alla Chiesa Madre parrocchia-santuario S.Giorgio martire e la terza domenica di ottobre la processione delle 3 statue fa ritorno partendo dalla Chiesa Madre alla loro chiesa , il tragitto è il più lungo di Locorotondo ; nel 2016 essendo che il 16 ottobre fu di domenica allora fu fatta un'unica processione senza la sosta alla Chiesa Madre e fu davvero lunghissima la processione e dall'anno bisestile 2016 la si svolge in questo modo. La festa con le luminarie si svolge in periferia vicino alla stazione ferroviaria F.S.E. di Locorotondo presente dal 1903 e in centro storico alla Chiesa Madre parrocchia-santuario S.Giorgio martire. Inoltre la via che collega dal centro di Locorotondo alla chiesa della Madonna della Catena porta lo stesso nome "Madonna della Catena" e inoltre sulla strada si trova una imponente edicola votiva della Madonna della Catena gestita da una famiglia la stessa che la eresse. Inoltre a Locorotondo nella Chiesa Madre vi si conserva nella Chiesa Inferiore cantina cripta con le altre statue un'altra piccola statua della Madonna delle Catene vestita in bianco e mantello azzurro ma senza il bambinello Gesù e con entrambe le mani sorregge una grossa catena.

Ad Alberobello (BA) nella Chiesa Matrice Basilica minore Pontificia Santuario Parrocchia Santi frateli Martiri e Medici Cosma e Damiano patroni ; vi si trova una piccola statua della Madonna di Montligeon che è simile alla Madonna del Carmine e alla Madonna delle Catene e alla Madonna Pastorella e oggi si trova in archivio in cantina cripta della Chiesa insieme ad altre statue e del culto di questa Madonna si è persa traccia e in questi ultimi decenni è abbandonata e oggi è incorso uno studio del motivo di come sia raggiunto tale culto francese.

NoteModifica

  1. ^ A.Mongitore, Palermo Divoto di Maria Vergine e Maria Vergine Protettrice di Palermo, vol 1., Palermo, 1719/1720, p. 299.
  2. ^ B. e G. Lagumina, Codice diplomatico degli Ebrei di Sicilia, Palermo 1884-1895, vol III pp. 276, 283, 485, 509, 560.
  3. ^ https://www.siciliainfesta.com/feste/festa_madonna_della_catena_villarosa.htm

Voci correlateModifica