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Marie Laforêt

cantante francese

L'origine del suo nome e cognomeModifica

Il suo nome, Maïtena, è d'origine basca e significa "l'amata": è usato talvolta dagli abitanti occitani della Francia, soprattutto nella zona dei Pirenei[1], e somiglia anche al diminutivo locale del nome francese Marie-Thérèse, "Maïthé"[2]. Il cognome Douménach è il corrispondente catalano di Domenico o Domingo.

I nomi originari della cantante, di suono un poco esotico, il suo aspetto fisico e il repertorio, ispirato spesso al folklore dei diversi popoli, hanno contribuito a molte speculazioni su una presunta origine armena dei suoi genitori. L'artista stessa, che si oppose sempre a esclusivismi nazionalisti, si definì più di una volta come un'"ariégeoise", una figlia del dipartimento francese dell'Ariège[3].

BiografiaModifica

Marie Laforêt debuttò nello spettacolo per caso gareggiando in sostituzione della sorella, che aveva rinunciato all'ultimo momento, ad un concorso per giovani talenti organizzato nel 1959 dalla stazione radiofonica Europe 1.

Il regista Louis Malle l'aveva ingaggiata nello stesso anno per Liberté, un progetto cinematografico che tuttavia non fu mai realizzato; la sua prima apparizione cinematografica pertanto risale al 1960 nel film Delitto in pieno sole, diretto da René Clément.

L'anno dopo Marie sposò il regista Jean-Gabriel Albicocco, che la inserì nel cast di diversi suoi film, il più famoso dei quali resta La ragazza dagli occhi d'oro (1961), tratto dall'omonimo racconto di Honoré de Balzac. Questo appellativo rimase come etichetta alla giovane attrice, che nel frattempo tentò anche la carriera di cantante incidendo un 45 giri che subito ottenne enorme successo, sia in patria come nel resto d'Europa. Les Vendanges de l'Amour (1963), scritta da Daniel Gérard, autore di altre decine di fortunati successi del periodo yéyé, fu tradotta anche in Italiano con il titolo La vendemmia dell'amore ed entrò nelle classifiche musicali di entrambi i Paesi.

A questo brano ne fecero seguito molti altri, che l'artista ebbe l'opportunità di promuovere anche in versione italiana ottenendo un discreto successo fra il 1964 e il 1968: Che male c'è, E se qualcuno si innamorerà di me (La playa), Un foulard di seta blu, Nozze di campagna, Manchester e Liverpool.

La sua carriera cinematografica proseguì con successo, con qualche pellicola che la vide protagonista anche in Italia, come Le soldatesse (1965) di Valerio Zurlini.

Guarda dove vai e Calda la vita (Que calor la vida) furono gli ultimi successi in italiano. Il cambio di casa discografica e di genere musicale (fece notizia il suo atteggiamento polemico nei confronti della scuderia di cui era entrata a far parte, che l'avrebbe voluta ancora legata alla musica commerciale e al cliché della ragazza dagli occhi d'oro) l'allontanarono per alcuni anni dalle produzioni discografiche mainstream, anche se Marie continuò ad esibirsi in spettacoli dal vivo spaziando dalla musica d'autore alle ballate dei paesi balcanici, dagli adattamenti di brani classici alla musica etnica.

Nel 1973 il successo di vendite ritornò con Viens, viens, cover di Rain, Rain, Rain e nel 1977 con Il a neigé sur Yesterday, una sorta di omaggio-nostalgia alle canzoni dei Beatles.

Dal 1978 Marie si stabilì a Ginevra dove aprì una galleria d'arte, finendo quindi per prendere la cittadinanza svizzera. Nel 1981 sposò l'agente di cambio Eric de Lavandeyra, ma l'unione naufragò. Pubblicò un libro autobiografico (Contes et Légendes de ma vie privée) e si dedicò ancora al cinema. In Italia apparve nei serial televisivi La piovra 3 (1987) ed A che punto è la notte (1994), ultima regia di Nanni Loy, e nel film L'avaro (1990), diretto da Tonino Cervi, condividendo il set con Alberto Sordi.

Nel 1993 pubblicò un album musicale di inediti, firmando tutti i testi delle canzoni.

Era madre dell'attrice e sceneggiatrice Lisa Azuelos.

Discografia parzialeModifica

Filmografia parzialeModifica

 
Marie Laforêt

Doppiatrici italianeModifica

NoteModifica

  1. ^ (FR) Prénom MAITENA, tout sur le prénom MAITENA : origines, statistiques, étymologie, su aufeminin. URL consultato il July 19, 2016.
  2. ^ (FR) JE T'AIME dans toutes les langues - étymologie, su LEXILOGOS. URL consultato il July 19, 2016.
  3. ^ (FR) Marie Laforêt, su Vsd. URL consultato il July 19, 2016.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN17225121 · ISNI (EN0000 0000 7823 4430 · LCCN (ENn81046094 · GND (DE122216377 · BNF (FRcb11910624q (data) · WorldCat Identities (ENn81-046094