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Marie Morin

Marie Morin (Québec, 19 marzo 1649Montréal, 8 aprile 1730) è stata una scrittrice, storica e monaca cristiana canadese.

Fu la prima donna nata in Canada a diventare suora.

Indice

BiografiaModifica

Figlia di Noel Morin, signore di Saint-Luc, e Hélène Desportes, Marie Morin nacque in Québec il 19 Marzo 1649. Fu una di dodici figli, dei uali, il più grande Germain Morin, diventò il primo prete canadese. Marie fu educata al convento delle suore Orsoline in Québec, dove, nel 1659, furono accolsi, al loro arrivo dalla Francia, Jeanne Mance e i primi tre religiosi ospedalieri scelti da Jérôme Le Royer per fondare l'Hôtel-Dieu di Ville-Marie. L'incontro con questi preti missionari scatenò una profonda reazione nella piccola Marie Morine, che all'epoca aveva solo dieci anni; così l'anno dopo, decise di entrare nell'ordine degli Ospitalieri religiosi di Ville-Marie. Dopo due lunghi anni di resistenza dei genitori, i quali erano assolutamente contrari all'idea che la figlia facesse parte del nuovo ordine, Marie Morin ottenne l'autorizzazione del vescovo Laval, che pure non approvava l'idea di fondare una nuova comunità di Ospedalieri a Montreal. Fu così che nel 1671 alla tenera età di tredici anni, Marie Morin si unì al noviziato degli Ospedalieri religiosi di Ville-Marie.

 
Foto dell'Hôtel-Dieu di Ville-Marie

Il 27 ottobre di quello stesso anno, pronunciò i voti solenni diventando così la prima suora di clausura di origine canadese a Montreal. Nell'anno successivo alla pronuncia dei voti fu nominata depositaria, grazie al talento negli affari. Venne assegnata a quell'ufficio nel 1676, 1681, 1689 e 1696. Fu all'altezza dell'incarico in quanto conoscendo bene il paese, rispetto alle sue compagne francesi, otteneva sempre materiali migliori a prezzi di buon mercato. Fu così che nel 1693 divenne la prima superiora canadese dell'Hôtel-Dieu di Montreal. Venne rieletta di nuovo nel 1708. Con questi incarichi suor Morin fu intimamente connessa con l'espansione dell'Hôtel-Dieu, iniziata nel 1689. Infatti nel 1689 diresse anche i lavori di ristrutturazione per l'ampliamento dell'Hôtel-DieuIl.

Il nuovo ospedale fu benedetto il 21 novembre 1694, ma il giovedì 24 febbraio 1695, tre mesi dopo la sua apertura, venne distrutto da un grosso incendio. Essendo in quell'anno superiora e quello successivo depositaria, Marie Morin, fu incaricata di occuparsi della ricostruzione dell'ospedale distrutto. Fu in questo periodo della sua vita, nel 1697 per la precisione, che iniziò a scrivere gli annali dell'Hôtel-Dieu, e continuò a farlo fino al 1725. Morì l'8 aprile 1730 dopo una lunga malattia.

Gli AnnalesModifica

Fu il manoscritto delle memorie di Marie Morin salvato dagli incendi che devastarono l'Hôtel-Dieu, e costituiscono oggi, per autenticità, un tesoro molto prezioso per la storia di Montreal e del Canada.

La prefazioneModifica

Marie Morin scrisse le sue memorie per le monache Ospedaliere di San Giuseppe in Francia, in quanto elle volevano conoscere la vita e il lavoro dei loro compagni, frati francesi, che erano andati in Quebec.

Una parte delle sue memorie enuncia:

«. . . Ho più conoscenza di queste cose rispetto a molte altre, senza parlare in modo avventato, ed essendo la prima ragazza che hanno ricevuto in loro compagnia nel terzo anno dopo il loro arrivo in Canada, ho avuto la fortuna di essere testimone oculare di quasi tutto ciò che hanno fatto e sofferto, e non pensiate, mie sorelle, che esagero, ma vi assicuro, come è il caso, che questa è solo la parte più piccola di ciò che potrebbe essere detto, e che è per la vostra ricreazione che mi diverto a scrivere questo.»

(Les Annales)

Continua, scusandosi per i suoi difetti di stile in quanto in quegli anni doveva occuparsi alla costruzione dell'ospedale:

«I carpentieri, i muratori, gli scalpellini e i falegnami dovevano parlare a me spesso, e questo mi ha distratto dal mio soggetto e mi ha fatto fare ripetizioni premature e tagliare un resoconto troppo breve che avevo già iniziato. . . .»

(Les Annales)

Ella parla in questo testo dei monaci francesi, venuti fin lì con un grande progetto, poi passa alle monache canadesi e alle sorelle francesi raccontando che molte si erano rifugiate durante la "notte" fuggendo dai genitori contrari. La prefazione finisce con una descrizione dell'isola di Montreal.

I capitoliModifica

Marie Morin divise gli Annales in quarantasei capitoli di diversa lunghezza, intitolati ognuno in base al contenuto descritto. In questi quarantasei capitoli la suora parla della fondazione della comunità degli Ospedalieri religiosi del San Giuseppe e dell'Hôtel-Dieu di Montreal. A queste pagine, che sono state pubblicate dalla Société historique de Montréal, ne sono aggiunte in seguito altre 108, in cui Marie Morin racconta l'incendio del 1695, quello del 1721, l'assedio del Quebec nel 1690 e il naufragio di Sir Hovenden Walker del 1711.

Marie Morin fornì particolari della vita quotidiana del suo periodo e delle opinioni più riservate che esprime sui suoi colleghi dell'epoca; racconta in particolar modo l'arrivo delle sorelle Andrée de Ronceray, Renée Le Jumeau e Renée Babonneau a Montreal nel 1669:

«M. Souart, il nostro confessore li portò a vedere la missione indiana nel luogo chiamato La Montagne dove furono accolti con grida e grida di gioia che si sentivano da lontano; da parte loro le sorelle diedero loro molti segni di affetto e mangiarono il cibo che era stato preparato, consistente in sagamité fatto di farina di mais bollita nell'acqua, zucche cotte nella cenere e pannocchie di granturco indiane mature, che sono piatti deliziosi.»

(Les Annales)

Si soffermò molto sulle difficoltà della riuscita dell'Hôtel-Dieu a Montreal, come il clima e il freddo frenassero i lavori; scrisse appunto:

«Credetemi, Sorelle, sono stati necessari molto coraggio e forza per sopportarli, insieme a tutti gli altri problemi che li accompagnavano; il freddo che hanno sofferto per più di 28 anni è estremo; devi sapere che il freddo di questo paese può essere compreso solo da coloro che ne sono sottoposti. La loro casa aveva buche in più di 200 posti, il vento e la neve passavano facilmente attraverso di loro. . . cosicché quando c'era vento e neve durante la notte, una delle prime cose da fare al mattino era prendere le pale di legno e la scopa per gettare la neve attorno alle porte e alle finestre. . . e l'acqua che fu messa sul tavolo per bere si congelò in un quarto d'ora.»

(Les Annales)

Le problematiche finanziarieModifica

 
Cartina dell'Hôtel-Dieu

Nell'opera viene raccontata anche la storia delle preoccupazioni pecuniarie del depositario e vi sono interessanti informazioni sulle risorse finanziarie a disposizione degli Ospitalieri religiosi dell'Hôtel-Dieu di Montreal. Marie Morin, racconta delle difficoltà che l'ospedale ha dovuto subire:

«Le 16.000 lire che rimangono dalla fondazione sono nelle mani del Sieur Desbordes che ci paga una rendita di 800 lire da esso ogni anno, che, con le 400 ricavati dalla terra in cui sorge l'Hôtel-Dieu, costituiscono tutte le entrate di questo stabilimento. Le suore che lo spendono sono ancora più da compatire. Quando la signora de Bullion diede 20.000 lire per la loro manutenzione, il Sieur de La Dauversière, il curatore di imposte della Flèche, a cui fu consegnata questa somma, si impegnò a utilizzarla per l'acquisto di una rendita di 1.000 franchi. Nel frattempo, la portò al tesoriere reale per farla accreditare alle sue entrate di fondi reali, con l'idea di sostituirla quando avesse trovato persone affidabili con cui investirlo. Ma quando morì poco dopo, e dovette al re più di quanto possedesse in beni, le 20.000 lire che aveva in deposito andarono nelle casse di Sua Maestà e la dotazione delle suore fu persa. Dai resoconti che l'Abbé de Saint-Vallier ha esaminato, sembra che le erogazioni ammontino a 8.000 lire l' anno. In questo modo si può vedere che la spesa supera il reddito, e che a corto di assistenza speciale questa casa perirà inevitabilmente.»

(Les Annales)

Fortunatamente arrivò in soccorso dell'Hôtel-Dieu, il governatore Lois de Buade de Frontenac che, servendosi dell'ospedale per i soldati feriti nella spedizione contro gli irochesi, Intervenne personalmente affinché i lavori di ricostruzione riprendessero. All'epoca superiora, sorella Morin scrive:

«Il conte di Frontenac attraversò i nostri umili edifici, e dopo aver esaminato tutto ciò apparve abbastanza soddisfatto della diligenza degli operai. Poi chiese il superiore, per dirle che era assolutamente necessario continuare il lavoro di ricostruzione del suo convento, e mentre offriva come scusa la mancanza di mezzi per far fronte alle spese, lui le disse che avrebbe fatto un regalo di 100 scudi, ma a condizione di non scoraggiarci»

(Les Annales)

L'ospedale fu riaperto alle suore il 21 novembre 1695, anche se i lavori non erano conclusi.

Le ultime pagineModifica

Nelle ultime venticinque pagine, sorella Morin si soffermò a parlare del secondo incendio avvenuto nel 1721. Ricorda appunto la sofferenza sua e delle compagne alla vista dell'incendio:

«tutta la Città Bassa. . . nessuna raccolta generale fu fatta in tutta la città come nella prima occasione in cui fummo bruciati, perché quelli che potrebbero averci dato qualcosa sono quasi rovinati dal fuoco. . .»

(Les Annales)

A causa della mancanza di risorse finanziarie, gli Ospitalieri Religiosi dovettero aspettare due anni prima di iniziare i lavori di ricostruzione. Per sopravvivere lavorarono loro stessi la propria fattoria:

«La più vigorosa delle nostre suore è stata molte volte aiutata a raccogliere il fieno, nel mezzo del giorno, e a spingere il grano durante i raccolti, sotto il sole cocente, perché non c'erano i mezzi per pagare gli uomini.»

(Les Annales)

Dopo numerosi sforzi e difficoltà l'11 novembre 1724 l'Hôtel-Dieu fu nuovamente in grado di aprire le sue porte, grazie alla sostanziosa donazione di 5.000 lire dal vescovo Saint-Vallier, alla generosità del seminario sulpiziano a Parigi e all'iniziativa di Louis Normant Du Faradon. I lavori vennero ultimati l'anno successivo con il prestito del commerciante Lespérance.

Sorella Morin chiuse les Annales con una preghiera serena e queste semplici parole:

«Sto scrivendo questo il 16 settembre 1725.»

(Parole conclusive di Les Annales)

Collegamenti esterniModifica

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