Marija Nikolaevna Romanova (1819-1876)

nobile, mecenate e collezionista d'arte russa
Marija Nikolaevna di Russia
Marija Nyikolajevna leuchtenbergi hercegné – Christina Robertson.jpg
Marija Nikolaevna di Russia ritratta da Christina Robertson
Duchessa di Leuchtenberg
Stemma
In carica 14 Luglio 1839-1 Novembre 1852
Predecessore Augusta di Baviera
Successore Teresa di Oldenburg
Trattamento Altezza imperiale
Altri titoli Rangkronen-Fig. 12.svg Granduchessa di Russia
Nascita Carskoe Selo, Impero Russo, 18 agosto 1819
Morte San Pietroburgo, Impero Russo, 21 febbraio 1876
Luogo di sepoltura Mausoleo Granducale
Dinastia Romanov
Padre Nicola I di Russia
Madre Carlotta di Prussia
Consorte Massimiliano di Beauharnais, III Duca di Leuchtenberg
Conte Grigori Stroganov
Figli Maria Maksimilianova, Principessa Guglielmo di Baden
Nikolaj, IV Duca di Leuchtenberg
Eugenia Maksimilianova, Duchessa Alessandro di Oldenburg
Evgenij, V Duca di Leuchtenberg
Principe Sergej di Leuchtenberg
Georgij, VI Duca di Leuchtenberg
Countess Elena Grigorievna Stroganov

Marija Nikolaevna Romanova (in russo: Великая Княжна Мария Николаевна?; Pavlovsk, 18 agosto 1819San Pietroburgo, 21 febbraio 1876), nata granduchessa di Russia[1], fu duchessa di Leuchtenberg come consorte di Massimiliano di Leuchtenberg (1817-1852).

Famiglia d'origineModifica

Marija era la secondogenita dei sette figli dello zar Nicola I di Russia e della zarina Aleksandra Fёdorovna, nata Carlotta di Prussia[1], era quindi sorella dello zar Alessandro II.
I suoi nonni paterni erano lo zar Paolo I di Russia e la zarina Sofia Dorotea di Württemberg, quelli materni il re Federico Guglielmo III di Prussia e la regina Luisa di Meclemburgo-Strelitz.
I suoi genitori dedicarono molto tempo alla vita famigliare, provvedendo a dare ai loro figli un'eccellente educazione.

MatrimonioModifica

In contrasto sia con le usanze del tempo che con quelle della sua posizione, Marija si sposò per amore. Ella conobbe il suo futuro sposo Massimiliano di Leuchtenberg, quando questi era di stanza a San Pietroburgo durante le manovre di cavalleria nell'anno 1837. Si trattava del figlio di Eugenio di Beauharnais duca di Leuchtenberg e della principessa Augusta di Baviera.
Un anno dopo, durante una seconda visita di Massimiliano nella città, i due giovani dichiararono di volersi sposare.
Non si trattava di un matrimonio conveniente per la figlia di un imperatore, in quanto Massimiliano era di rango inferiore, godeva solo del titolo di Altezza Serenissima come membro di un ramo secondario della casa di Baviera; era di religione cattolico romana e non ortodossa; la sua famiglia, in particolare la madre Augusta di Baviera, era contraria a questo matrimonio e, infine, la famiglia Bonaparte, a cui apparteneva il padre, era stata acerrima nemica della Russia.
Nonostante tutti questi impedimenti lo zar Nicola diede il permesso per la celebrazione delle nozze, con la condizione che la figlia rimanesse a vivere in Russia e non si stabilisse in un paese straniero. Non essendo lo sposo membro di una famiglia regnante, non si presentò nessuna difficoltà per lui spostare la sua residenza a San Pietroburgo.

 
La grand principessa Marija Nikolaevna Romanova con le figlie Maria ed Eugenia

Essi si sposarono il 14 luglio del 1839[1], nella cappella del palazzo d'Inverno e lo Zar elevò Massimiliano al rango di Altezza Imperiale. I loro sette figli, che crebbero all'interno della famiglia imperiale, furono:[1]

Presidente dell'Accademia delle ArtiModifica

 
Palazzo Mariinskij, San Pietroburgo

Lo zar Nicola permise alla figlia di costruirsi una propria residenza. Venne scelta una zona nel centro di San Pietroburgo di fronte alla cattedrale di Sant'Isacco, sulle rive del fiume Moika. Per la costruzione del palazzo, affidata all'architetto Andreï Stackendneider, non si badò a spese. In attesa del termine dei lavori di costruzione la giovane coppia, con i suoi tre figli, visse nel palazzo Vorontzov. Terminato nel 1844 il palazzo venne chiamato palazzo Mariinskij in onore di Marija Nikolaevna. Essendo situato nei pressi del palazzo d'Inverno permetteva allo zar Nicola di fare visita alla figlia ogni giorno.

Sia la gran principessa Marija Nikolaevna che il marito avevano una grande passione per l'arte e patrocinarono numerosi progetti artistici. Massimiliano, che in Russia ebbe la fama di uomo di scienza, nel 1843 venne nominato Presidente dell'Accademia delle Arti. Marija Nikolaevna fu una avida collezionista di opere d'arte e, dopo la morte del marito nel 1852, lo sostituì come Presidente dell'Accademia. Nel suo nuovo ruolo si dedicò alle sue collezioni con rinnovato e maggiore ardore.

Secondo matrimonioModifica

Marija Nikolaevna si sposò una seconda volta nel 1854 con il conte Grigori Stroganov (1824-1879). Si trattava di un matrimonio morganatico e venne tenuto segreto fino alla morte dello zar Nicola I. La cerimonia ufficiale si tenne il 4 novembre del 1856[1].
Dal secondo matrimonio nacquero due figli:[1]

  • Grigori Grigorievich, conte Stroganov, nato nel 1857 e morto nell'infanzia;
  • Elena Grigorievna, contessa Stroganova, nata nel 1861 e morta nel 1908, sposò Grigori Nikitich Milanshevich (1861-1908.

Nel 1862 Marija Nikolaevna si stabilì nella città di Firenze a Villa di Quarto, appartenuta a Gerolamo Bonaparte. Quasi ogni giorno, accompagnata dal suo consigliere, il pittore e collezionista Karl Lephard, la gran principessa visitava i musei, le collezioni private e gli antiquari, al fine di acquistare, con grande cura, i quadri, le statue e i mobili per completare il rinnovamento della sua residenza fiorentina.

Marija Nikolaevna che soffriva di vene varicose e di una malattia alle ossa, trascorse l'ultimo periodo della sua vita come invalida.
Morì il 21 febbraio del 1876 nella città di San Pietroburgo, all'età di 56 anni. È inumata nella cattedrale dei santi Pietro e Paolo.

Collezione d'arteModifica

Alla morte di Marija Nikolaevna il figlio, il duca Nicola di Leuchtenberg, organizzò un'esposizione della collezione materna presso l'Accademia delle Belle Arti di Sanpietrburgo. Nel 1913 una nuova esposizione, intitolata Patrimonio della gran principessa Marija Nikolaevna, venne allestita presso il Museo dell'Ermitage.
Dopo la rivoluzione russa, nel 1917 la collezione fu dispersa e oggi la si può ammirare presso i musei di Mosca, San Pietroburgo, Vienna e negli Stati Uniti d'America.

Tre dei figli di Marija Nikolaevna continuarono a vivere nel palazzo Marijnskj, fino a quando, nel 1884 esso fu venduto per pagare i debiti della famiglia. Oggi è la sede dell'Assemblea Legislativa di San Pietroburgo.

AscendenzaModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Pietro III di Russia Carlo Federico di Holstein-Gottorp  
 
Anna Petrovna Romanova  
Paolo I di Russia  
Caterina II di Russia Cristiano Augusto di Anhalt-Zerbst  
 
Giovanna di Holstein-Gottorp  
Nicola I di Russia  
Federico II Eugenio di Württemberg Carlo I Alessandro di Württemberg  
 
Maria Augusta di Thurn und Taxis  
Sofia Dorotea di Württemberg  
Federica Dorotea di Brandeburgo-Schwedt Federico Guglielmo di Brandeburgo-Schwedt  
 
Sofia Dorotea di Prussia  
Marija Nikolaevna Romanova  
Federico Guglielmo II di Prussia Augusto Guglielmo di Prussia  
 
Luisa Amalia di Brunswick-Wolfenbüttel  
Federico Guglielmo III di Prussia  
Federica Luisa d'Assia-Darmstadt Luigi IX d'Assia-Darmstadt  
 
Carolina del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld  
Carlotta di Prussia  
Carlo II di Meclemburgo-Strelitz Carlo Ludovico Federico di Meclemburgo-Strelitz  
 
Elisabetta Albertina di Sassonia-Hildburghausen  
Luisa di Meclemburgo-Strelitz  
Federica Carolina Luisa d'Assia-Darmstadt Giorgio Guglielmo d'Assia-Darmstadt  
 
Maria Luisa Albertina di Leiningen-Dagsburg-Falkenburg  
 

OnorificenzeModifica

  Dama di Gran Croce dell'Ordine di Santa Caterina

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f Darryl Lundy, Genealogia della granduchessa Marija Nikolaevna Romanova, su thepeerage.com, thePeerage.com, 10 maggio 2003. URL consultato il 23 settembre 2009.

BibliografiaModifica

  • Belyakova, Zoia, The Romanov Legacy, The Palaces of St Petersburg, Studio, ISBN 0-670-86339-4.
  • Neverov, Oleg, Great Private Collections of Imperial Russia, Vendome Press, ISBN 0-86565-225-2.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN65743791 · ISNI (EN0000 0000 3189 153X · LCCN (ENn96099554 · GND (DE130271896 · CERL cnp00665665 · WorldCat Identities (ENlccn-n96099554