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Marino Groppelli (Venezia, 28 luglio 1662Venezia, 10 giugno 1728) è stato uno scultore e architetto italiano.

Indice

BiografiaModifica

Primogenito di Giovanni Battista Groppelli ebbe come padrino di battesimo Clemente Molli e fu scultore e architetto. Probabilmente apprese il mestiere dal padre e lo insegnò ai fratelli Giuseppe e Paolo Groppelli. Fu l'artista più rinomato della famiglia, attivo soprattutto come altarista. i primi suoi lavori furono due Angeli e quattro Putti realizzati in marmo (1691-1692) per l'altare maggiore della demolita chiesa di Santa Croce alla Giudecca (oggi nella chiesa di Sani'Antonio Abate a Lussingrande). Nel 1704 circa scolpì il bassorilievo con la Veduta di Grado e dell'isola di Barbana dalla Laguna come paliotto dell'altare maggiore del santuario della Madonna di Barbana a Grado. Successivamente scolpì un Angelo (1704-1705) per l'altar maggiore Chiesa arcipretale dei Santi Apostoli Pietro e Paolo di Fratta Polesine, a pendant con l'altro angelo di Pietro Baratta. Nel 1706 scolpì e firmò il rilievo con l'Allegoria della vittoria dei Dardanelli nel monumento Valier ai Santi Giovanni e Paolo[1].

L'estate dello stesso anno Marino si trasferì in Dalmazia su invito del Consiglio dei rogati di Ragusa per ricostruire la chiesa di San Biagio. Ne risultò un edificio a croce greca di linguaggio barocco con forte attenzione ai dettagli ornamentali di cui fu peraltro l'autore (p.e. i Putti ed il Cherubino sul portale e le statue di San Biagio, della Fede e della Speranza sull'attico). Durante questo soggiorno dalmata (1706-1715) Marino costruì il cospicuo portale del palazzo della Guardia, ornato di un volto di guerriero in chiave d'arco (1707-08) inoltre scolpì il Monumento funebre del vescovo Toma Antun Scotti nella sacrestia del Duomo e l'Angelo reggistemma sul portale della chiesa di Sant'ignazio per i Gesuiti[2]. Altri lavori a lui attribuiti sono le decorazioni in pietra e stucco all'esterno e all'interno della Villa estiva Bozdari nella località ragusea di Rijeka Dubrovačka nonché il mascherone – e molto probabilmente lo scalone – in un palazzo in Ulica Braće Andrijić[3]. Senz'altro ebbe una importante influenza sulla produzione delle maestranze locali dalmate[4] e le autorità cittadine lo congedarono con un premio in denaro ed una medaglia d'oro[2].

Al suo ritorno a Venezia partecipò con due statue – l'Allegoria della Verità e l'Allegoria della Sicerità (1717) – alla fornitura per il Giardino d'estate di San Pietroburgo e collaborò Pietro Baratta, Antonio Corradini e Giuseppe Torretto ai due mausolei della famiglia Manin, concepiti da Domenico Rossi e finiti nel 1718, nel presbiterio della Cattedrale di Udine.

Dei suoi tre figli Giovanni Battista junior (morto nel 1756) e Francesco continuarono l'attività paterna mentre Nicolò rimase un semplice tagliapietra[1].

NoteModifica

  1. ^ a b Massimini
  2. ^ a b Prijatelj 1961, pp.127-131
  3. ^ Marković, pp. 254-263
  4. ^ De Grassi, p. 2

BibliografiaModifica

  • Massimo De Grassi, Scultori veneti in Istria: la bottega dei Groppelli, in Annales - Annali di Studi istriani e mediterranei, vol. 22, nº 1, Capodistria, Zgodovinsko društvo za južno Primorsko, 2012.
  • Camillo Semenzato, La scultura veneta del Seicento e del Settecento, Venezia, Alfieri, 1966.
  • Kruno Prijatelj, Opere poco note di architetti veneziani del Seicento e del Settecento, in Arte veneta, vol. 15, Vicenza, Neri Pozza, 1961.
  • Kruno Prijatelj, Contributi per la scultura barocca a Ragusa (II), in Arte veneta, vol. 24, Vicenza, Neri Pozza, 1970.
  • Gastone Vio, Appunti per una migliore conoscenza dei Groppelli e dei Comin, in Arte veneta, vol. 37, Venezia, Alfieri, 1983.
  • Vladimir Marković, La villa estiva Bozdari a Rijeka Dubrovačka e Marino Groppeli - Idea, paesaggio e architettura -Storia della costruzione della villa, in Prilozi povijesti umjetnosti u Dalmaciji, vol. 30, nº 1, Spalato, Književni krug Split, 1990.

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