Mario Balotta

Mario Balotta
Mario Balotta in alta uniforme.jpg
Mario Balotta in alta uniforme
NascitaRoma, 7 Settembre 1886
MorteViareggio, 28 Luglio 1963
Luogo di sepolturaIncisa in Val d'Arno
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegio Esercito
ArmaArtiglieria
SpecialitàArtiglieria da Campagna
Anni di servizio1904-1945
GradoGenerale di corpo d'armata
FeriteBraccio destro, Granata Austriaca, Prima Guerra Mondiale
GuerrePrima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
CampagneCampagna di Russia
BattagliePrima battaglia di Bir el Gobi
Seconda battaglia di Bir el Gobi
Comandante di132ª Divisione corazzata "Ariete", Comandante dell'Artiglieria dell'ARMIR

Scuola di guerra dell'esercito

DecorazioniCommendatore dell'Ordine della Corona d'Italia

Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

Medaglie al V.M.

Insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro tedesca.

Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila tedesca

Studi militariRegia Accademia Militare
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Mario Balotta (Roma, 7 settembre 1886Viareggio, 28 luglio 1963) è stato un generale italiano.

BiografiaModifica

Era figlio del colonnello d'Artiglieria Emilio Attilio Francesco Giuseppe Balotta di Trevisanato (a sua volta figlio di Giuseppe, pretore e rivoluzionario Anti-Asburgo.)

 
Mario Balotta in sella ad uno dei suoi amati cavalli.

La madre di Mario era la marchesa Lavinia Carcano. Mario sposò nel 1910 Emilia Falorni (nata ad Incisa in Val d'Arno nel 1888), figlia di una famiglia dell'alta borghesia della Val d'Arno. Dal matrimonio nacquero Alberto e Liliana. Il Figlio Alberto, entrò anch'esso all'Accademia Militare di Torino e fu inquadrato con le Batterie Voloire e sarà decorato di una Medaglia di Bronzo al Valor Militare per delle operazioni svoltesi sul Fiume Don durante la Campagna di Russia. Mario Balotta entrò nel 1904 all'Accademia militare di Torino, continuando, successivamente, alla Scuola d'Applicazione.

Durante la Prima Guerra Mondiale, Mario fu impiegato sul fronte del Carso, combattendo con l'artiglieria da campagna. Visti i numerosi eventi bellici e di scontro diretto con il nemico (tra cui si ricorda la ferita causata da una granata austriaca e l'aver evitato l'esplosione di un ippotrainato) fu decorato con varie onorificenze tra cui alcune Croci di Guerra. Comandò il 7º Reggimento d'Artiglieria da Campagna "Pisa" ed in seguito costituì il Reggimento di Artiglieria "Leonessa" a Brescia. Nel 1936 venne promosso colonnello.[1]

Nel 1938 divenne comandante della Scuola Centrale di Artiglieria[2] collaborando attivamente - con numerose pubblicazioni - alla Rivista di Artiglieria.

Nel 1939, prese parte all'invasione italiana dell'Albania. Durante la Seconda Guerra Mondiale, fu impiegato sia sul fronte dell'Africa Settentrionale che in Russia.

 
Gen. Mario Balotta con un carro della Divisione Corazzata Ariete in Nord Africa.
 
Il gen. Mario Balotta (al centro) in Nord Africa.

Fu Comandante della Scuola di guerra dell'esercito.

Promosso generale di brigata, in Nord Africa comandò la 132ª Divisione corazzata "Ariete"[3] dal luglio 1941 al gennaio 1942, in numerose battaglie contro le forze Alleate, ottenendo notevoli vittorie facendo uso di strategie innovative. Proprio in Africa Settentrionale entrò in stretto contatto con il Generale Erwin Rommel, con il quale, in più occasioni, cooperò in varie operazioni. A tal riguardo si ricorda una dell'imprese più emblematiche dell'area geografica: la Prima battaglia di Bir el Gobi. In questa battaglia il Gen. Balotta condusse la 132ª Divisione corazzata "Ariete" alla vittoria, conquistando l'ammirazione di Rommel. Tale scontro, dopo tre settimane circa, fu seguito dalla Seconda battaglia di Bir el Gobi, anche questa volta vinta dagli italiani, dove la Divisione "Ariete", sempre comandata dal generale Mario Balotta, ebbe nuovamente un ruolo primario coordinandosi con le forze corazzate del generale Erwin Rommel).

 
La Katjusa russa conquistata dai reparti di Artiglieria dell'ARMIR (comandati da Mario Balotta) testata dai soldati italiani.

Dopo la campagna d'Africa nel marzo 1942 fu nominato generale di divisione, e divenne comandante di tutta l'artiglieria dell'ARMIR (Armata italiana in Russia), dove riportò ulteriori vittorie e fu tra i primi a rastrellare, a seguito di alcune battaglie, le prime micidiali Katjuše (lanciarazzi) dell'esercito russo. Terminata la campagna, rientrò con notevoli difficoltà climatiche assieme al suo contingente in Italia.

Fu deposto dagli incarichi in seguito all'8 Settembre 1943. Tolto il fermo da parte degli stessi tedeschi, fu nuovamente incarcerato dai Partigiani che, nonostante il desiderio di eseguirne la fucilazione, in quanto non confessava notizie mantenendo fede al suo giuramento di militare, abbandonarono, dopo molto tempo, il luogo dove era imprigionato. Fece ritorno - vagando per le campagne per un lungo periodo - a Firenze, dove viveva la famiglia.

Terminata la guerra si congedò con il grado di generale di corpo d'armata nel 1946, per non venir meno al giuramento prestato alla monarchia.

Riuscirà, agli inizi degli anni '50, anche a costruire una mostra semi-permanente sulla storia dell'artiglieria italiana del '900.

Il 23 luglio 1963 si trovava in villeggiatura a Viareggio e mentre si dirigeva verso la stazione ferroviaria ebbe un infarto. Nei pressi della stazione era ubicato un centro della Croce Rossa Militare, e morì tra le braccia degli infermieri militari accorsi in aiuto.

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ www.generals.dk
  2. ^ Esercito.difesa.it
  3. ^ Esercito.difesa.it. URL consultato il 26 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 26 agosto 2019).

BibliografiaModifica

- Ghibli. La guerra in Nord Africa 1940 - 1943 di Dario Gariglio, Nordpress. Cofanetto, 2 voll. I vol. La guerra in Nord Africa 1940 - 1943; II vol. Navi, aerei e mezzi corazzati. Cronologia fotografica 1940-1943. pagg. 400 (I vol.) + 288 ill. (II vol.). 208 tavole fotografiche + mappe e cartine..

  • Archivio Famiglia Balotta

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