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Mario Equicola

umanista e scrittore italiano
Mario Equicola

Mario Equicola (Alvito, 1470 circa – Mantova, 26 luglio 1525) è stato un umanista e scrittore italiano.

«Ecco Mario d'Olvito»

(Ludovico Ariosto, Orlando furioso, Canto XLVI, 14)

BiografiaModifica

Nato da Battista Caccialupi di Alvito[1], ma secondo un'ipotesi figlio illegittimo di un esponente della famiglia Cantelmo, conti di Alvito[2], assunse in seguito il cognome letterario mutuandolo da quello dell'antico popolo degli Equicoli. Trasferitosi assai giovane dalla natia Alvito a Napoli, fu membro dell'Accademia Pontaniana.

Si recò poi a Firenze, dove studiò con Marsilio Ficino. In seguito si trasferì a Mantova alla corte di Isabella d'Este e Federico Gonzaga.

La sua opera principale è il Libro de natura de amore, composto in latino e tradotto in volgare nel 1525. Il trattato si inserisce nel quadro del neoplatonismo rinascimentale, e mescola elementi derivati da Marsilio Ficino con echi stilnovistici.

Altra opera importante è rappresentata dalle Istituzioni del comporre in ogni sorta di rima della lingua volgare, pubblicata postuma nel 1541, che contiene un trattato sulla metrica italiana fino al XV secolo.

Invece l'attribuzione all'Equicola del trattato Il novo Cortigiano, che fu scoperto da Domenico Santoro nella biblioteca comunale di Siena, va respinta[3].

ScrittiModifica

 
Frontespizio ed. 1563 del De natura d'amore

Altri scritti sono contenuti nel seguente volume:

  • Giovanni Battista Spagnoli, Ad mortalium oblectationem. auctoris effigiem. huic. diuino operi: Stephanus Basignanas Gorgonius: carmelita: theologus: ponendam curauit ... ultima pars operis, Impressum in florentissima Lugdunensi ciuitate, in officina Bernardi Lescuyer, 1516.

CurateleModifica

  • Dario Tiberti, Epithome Plutarichi, Impressus Ferrarie, per magistrum Laurentium de Valentia, 1501.
  • Ambrogio Flandino, Quadragesimalium concionum liber (qui Gentilis inscribitur) sub incude reuerendi patris, ac domini Ambrosij eremitae, Venetijs 1523.

NoteModifica

  1. ^ In un rogito notarile del 1521, conservato nell'Archivio di Stato di Mantova e interamente riportato da S.Kolsy, Mario Equicola. The Real Courtier, Droz, Gèneve 1991, p. 273, è infatti precisato come «filio quondam domini Baptiste Cazaluppi de Albeto».
  2. ^ D. Santoro, Della Vita e delle Opere di Mario Equicola, Jecco, Chieti 1906, pp. 11-18. Dai Cantelmo l'Equicola ricevette, come privilegio perpetuo, la proprietà in Alvito del fondo "La Pambara", con sue pertinenze.
  3. ^ P. Cherchi, EQUICOLA, Mario, in «Dizionario Biografico degli Italiani», 1993, vol. 43.

BibliografiaModifica

  • P. Cherchi, Equicola, Mario, in «Dizionario Biografico degli Italiani», vol. 43, Roma 1993, pp. 34–40.
  • M. Equicola, De mulieribus, a cura di G. Lucchesini-P. Totano, Istituti editoriali e poligrafici internazionali, Pisa-Roma 2004.
  • S. Kolsky, Mario Equicola. The real courtier, Droz, Ginevra 1991.
  • D.E. Rhodes, A bibliography of Mantua, 1507-1521, in “La Bibliofilia”, LVIII (1956), disp. III, pp. 161–175.
  • D.E. Rhodes, Notes on the Chronica di Mantua of Mario Equicola, estratto da Gutenberg Jahrbuch, s. n., s. l 1957, pp. 137–141;
  • L. Ricci (a cura di), La redazione manoscritta del Libro de natura de amore di Mario Equicola, Bulzoni, Roma 1999;
  • D. Santoro, Della vita e delle opere di Mario Equicola, Jecco, Chieti 1906.
  • D. Santoro, Il viaggio d'Isabella Gonzaga in Provenza. Dall'Iter in Narbonensem Galliam e da lettere inedite di Mario Equicola, Tip. Melfi & Joele, Napoli 1913.
  • G. Vacana (a cura di), Mario Equicola, Atti del Convegno nazionale di Studi (Alvito, 5-7 ottobre 1979), Centro studi letterari "Val di Comino", Alvito 1983.
  • C. Vecce (a cura di), Un'apologia per l'Equicola. Le due redazioni della Pro Gallis apologia di Mario Equicola e la traduzione francese di Michel Rote, Gallo, Napoli 1990.

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