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Mario Giuliacci

meteorologo e personaggio televisivo italiano

BiografiaModifica

Dopo aver conseguito la maturità classica, si laurea in Fisica presso l'Università degli Studi La Sapienza a Roma ed entra nel Servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare.

Dal 1983 al 1990 dirige, come colonnello, la Il Centro meteorologico di Milano Linate]], uno dei principali centri meteorologici dell'Aeronautica Militare.

Dal 1992 al 2010 si occupa della rubrica meteorologica sui quotidiani Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport.

Dal 1986 al 1993 è stato docente di Fisica dell’Atmosfera presso il Corso di Laurea in Fisica dell’Università agli Studi di Milano e poi, dal 1994 a 2014, nel Corso di Laurea in Scienze Ambientali presso l’Università agli  Studi di Milano-Bicocca. 

Nel 1992 contribuisce alla fondazione del Centro Epson Meteo, con il quale collabora fino al 2010 occupandosi delle previsioni meteorologiche per i telegiornali Mediaset e per diversi siti internet. In questa veste, dal 1997 al 2010 conduce le previsioni del tempo del TG5 delle ore 8 e delle ore 20, venendo affiancato dal figlio Andrea a partire dal 2002.

Dal 2005 cura per la rivista Dipiù Tv le previsioni del tempo e dal 2008 al 2010 partecipa alla trasmissione Mattino Cinque con Barbara d'Urso.

E' stato spesso oggetto di Striscia la notizia (3 tapiri) e d 2 volte di Scherzi a parte

Ad aprile 2011 firma un contratto televisivo in esclusiva con LA7 e dal 9 aprile 2011 conduce ogni weekend il meteo alle 7:30 e alle 9:30[1][2].

Da dicembre 2011 gestisce il sito web meteorologico MeteoGiuliacci.

Attualmente è docente di meteorologia presso l'Istituto Aeronautico Antonio Locatelli di Bergamo.

Ha parteciptao a numerose campagne pubblicitarie Tv (Mediaworld, SKy, Samsumg, MIdea)

BibliografiaModifica

Ha pubblicato numerosi libri sulla meteorologia, come unico autore o in collaborazione con altri meteorologi, tra i quali:


NoteModifica

  1. ^ Mario Giuliacci (Sette – aprile 2011)
  2. ^ TGCom: PanoramaZapping, su blog.panorama.it. URL consultato il 19/12/2011 (archiviato dall'url originale l'11 giugno 2011).

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN66557377 · ISNI (EN0000 0000 0052 3080 · BNF (FRcb12428617v (data) · WorldCat Identities (EN66557377