Mario Merlino

attivista italiano
Mario Merlino (1974)

Mario Michele Merlino (Roma, 2 giugno 1944) è un attivista, scrittore, traduttore e insegnante italiano; dopo una breve militanza in Avanguardia Nazionale, fu tra i fondatori del Circolo anarchico 22 marzo. Indagato per i fatti collegati alla strage di Piazza Fontana fu poi assolto.

Indice

BiografiaModifica

La militanza in Avanguardia NazionaleModifica

 
Gli studenti fronteggiano le forze di polizia durante la Battaglia di Valle Giulia, nella prima fila anche militanti di Avanguardia Nazionale tra cui Stefano Delle Chiaie, Mario Merlino e Adriano Tilgher.[1].

Di origine romagnola, nel 1962 si iscrisse al Movimento Sociale Italiano militando nella storica sezione di Colle Oppio ma uscendone nel 1965, quando nel corso del VIII Congresso a Pescara del MSI Arturo Michelini e Giorgio Almirante votarono una mozione unitaria e Michelini con l'appoggio degli almirantiani fu riconfermato segretario.[2] Deluso dell'accordo tra i due leader del partito Merlino lasciò il MSI e nello stesso anno partecipò al convegno dell'Hotel Parco dei Principi sulla guerra rivoluzionaria.

Aderì al Centro Studi Ordine Nuovo di Pino Rauti per poi uscirne aderendo ad Avanguardia Nazionale di Stefano Delle Chiaie nel 1965 e il 1º marzo 1968 prese parte Battaglia di Valle Giulia. Il 16 aprile si recò in viaggio in Grecia insieme ad altri militanti di Avanguardia Nazionale e del FUAN-Caravella in occasione dell'anniversario della presa del potere di colonnelli. Merlino fu deluso anche dalla disorganizzazione riscontrata in questo viaggio[3]. In linea con il "Maggio francese" alcuni militanti di avanguardia Nazionale, inalberando una bandiera nera con la scritta "22 Marzo", pochi giorni dopo il rientro dalla Grecia, organizzarono una manifestazione presso l'ambasciata francese[4]. Nello stesso periodo Merlino iniziò a frequentare anche un gruppo cattolico coordinato da don Mario Vanini[5] per poi virare decisamente verso il mondo anarchico, ma senza mai rinnegare l'amicizia con Delle Chiaie[6] e la militanza nella destra[4].

L'adesione all'Anarchia e il Circolo anarchico "22 marzo"Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Circolo anarchico 22 marzo.

Aderì al movimento anarchico frequentando inizialmente il circolo "Bakunin" a Roma dove c'era anche Pietro Valpreda giunto poco tempo prima da Milano. A seguito della scissione degli elementi più estremisti, tra cui Valpreda, aderì dall'ottobre 1969 al Circolo anarchico 22 marzo di cui fu tra i fondatori. Al "22 marzo" aderirono anche Olivo Della Savia e Andrea Polito (Polito era in realtà l'agente infiltrato Salvatore Ippolito)[7]. Alcune fonti indicano lo stesso Merlino come infiltrato di Avanguardia Nazionale[8]. Alle riunioni prendevano parte anche Angelo Casile, Giovanni Aricò e Annelise Borth[9].

Le accuse per piazza FontanaModifica

L'11 dicembre, il giorno prima della strage di piazza Fontana l'agente Ippolito segnalò alla polizia la partenza sospetta di Valpreda per Milano. Il 16 dicembre, Merlino fu arrestato insieme ad altri cinque militanti del Circolo anarchico 22 marzo[10] Emilio Borghese, Emilio Bagnoli, Roberto Gargamelli e Roberto Mander. Merlino in questura fu lasciato da solo in compagnia dell'informatore di polizia Stefano Serpieri, legato in passato all'estrema destra, il quale aveva preso parte al viaggio in Grecia e che tentò di carpirgli qualche confidenza. A costui Merlino rivelò che quando scoppiarono le bombe a Roma si trovava in compagnia di Delle Chiaie ma che non l'avrebbe rivelato per non coinvolgerlo a meno che non avesse avuto bisogno di un alibi[11][12][13]. Il 19 dicembre 1969 ai carabinieri Delle Chiaie confermò l'alibi di Merlino.[14].

Delle Chiaie fu chiamato a testimoniare sull'attività di Merlino al Circolo 22 marzo. Il 25 luglio 1970 si presentò al palazzo di Giustizia ma poi se ne allontanò[15]. Secondo quanto poi raccontato dallo stesso Delle Chiaie avrebbe ricevuto una soffiata circa l'intenzione di incastrarlo pertanto espatriò in Spagna[15]

Il 23 febbraio 1972 si aprì il processo a Roma che vide imputato sia Valpreda sia Merlino. Pochi giorni dopo gli atti furono trasferiti a Milano il 6 marzo e assegnati al giudice Gerardo D'Ambrosio. Intanto gli imputati furono tutti rimessi in libertà il 29 dicembre 1972[16].

L'appunto del SIDModifica

Nel corso del processo, nel giugno 1973, affiorò un anonimo appunto informativo redatto dal Servizio Informazioni Difesa (SID) datato 17 dicembre 1968 che accusò Merlino di essere l'autore dei falliti attentati di Roma, contestando quindi l'alibi confermato da Delle Chiaie e indicando quest'ultimo come il mandante[17]. Il documento del SID fu considerato inattendibile e già all'epoca definito come una "fisarmonica"[18]. L'estensore del documento non fu individuato subito con certezza[19]. Si suppose che l'autore dell'appunto fosse Stefano Serpieri (informatore della polizia) e che Gaetano Tanzilli (maresciallo del SID), ricevuto il documento, lo avesse inoltrato ai superiori. Entrambi furono condannati: Serpieri per falsa testimonianza e Tanzilli "per aver negato di aver appreso dal suo confidente Stefano Serpieri tutte le notizie contenute nell'appunto"[20]. In seguito il solo Tanzilli fu assolto nel 1985[20] e ammise di aver effettivamente ricevuto l'appunto da Serpieri ma che questo era molto più breve rispetto a quello comparso nel processo, al massimo cinque o sei righe[21]. Secondo Delle Chiaie che era l'obiettivo dell'appunto rivelatosi ampiamente falsato e che insieme a Merlino fu assolto con formula piena dall'accusa di stragismo in un memoriale del 1985[21] sostenne che: "Alla fine del giugno 1973 si costruisce un secondo rapporto del SID del 17 dicembre 1969 e lo si fa pervenire al giudice D'Ambrosio...Si costruisce un collage trascurando perfino l'esatta ubicazione politica di ciascuna delle persone citate. Una serie di notizie ricevute disorganicamente vengono rispolverate per dar vita all'informazione che deve proteggere Giannettini"[22]

Il processo a Catanzaro e l'assoluzioneModifica

Il 13 ottobre il processo fu spostato a Catanzaro per motivi di ordine pubblico.[23] Il 23 febbraio 1979 la Corte di Assise di Catanzaro lo condanna a quattro anni di reclusione per associazione sovversiva nell'ambito del processo per la strage di Piazza Fontana[24]; la condanna per associazione sovversiva è confermata al processo di secondo grado (1981). In seguito alla riapertura del processo per l'annullamento della sentenza di Catanzaro da parte della Cassazione, viene assolto dalla Corte d'assise d'appello di Bari per insufficienza di prove (1985) e infine assolto anche nel gennaio 1987 dalla Cassazione[25].

Tempi recentiModifica

È stato insegnante di storia e filosofia al liceo scientifico "Francesco d'Assisi" a Roma[26], inoltre cura la conoscenza della storia recente con corsi scolastici, saggi e articoli, conferenze e rappresentazioni teatrali in collaborazione con l'associazione culturale Raido e la casa editrice Settimo Sigillo. Tra le sue opere, si ricorda la cura della ristampa dei Poemi di Fresnes di Robert Brasillach, unitamente E venne Valle Giulia.

Nel libro Ritratti in piedi ha raccontato un'antologia di tipi umani e figure delle vicende che lo hanno coinvolto sia sul piano personale che su quello generazionale. Le sue pubblicazioni e rappresentazioni teatrali hanno riguardato la figura di Yukio Mishima. Con Rodolfo Sideri ha scritto Inquieto novecento e Strade d'Europa, un viaggio tra immaginari e percorsi vissuti sull'europeismo e i suoi miti esistenziali.

Ha allestito lo spettacolo La rosa fra i denti, antologia di brani recitati e accompagnati dal pianoforte omaggio alla Xª Flottiglia MAS, e Rapsodia in nero, letture e musica dall'Armistizio di Cassibile alla morte di Benito Mussolini.

OpereModifica

  • Mario Merlino, Ritratti in piedi, Settimo Sigillo-Europa Libreria Editrice, 2001.
  • Rodolfo Sideri – Mario Merlino, Inquieto Novecento, Edizioni Settimo Sigillo, Roma 2002.
  • Mario Merlino, Strade d'Europa, Edizioni Settimo Sigillo.
  • Mario Merlino, E venne Valle Giulia, Edizioni Settimo Sigillo.

TraduzioniModifica

  • Robert Brasillach, I Poemi di Fresnes, Edizioni Settimo Sigillo 1988 (traduz. italiana di Mario M. Merlino).

NoteModifica

  1. ^ Adalberto Baldoni, "Storia della destra, Dal postfascismo al Popolo della libertà", Edizioni Vallecchi, 2009, Firenze, pag. 123: "Nella foto si riconoscono diversi militanti della Caravella tra cui tre dei dieci consiglieri dell'Orur (Adriano Tilgher, Mario Merlino e Pierfrancesco Di Giovanni) e poi Antonio Fiore, Guido Paglia, Stefano Delle Chiaie, Maurizio Giorgi, Roberto Palotto, Roberto Raschetti, Domenico Pilloli, Saverio Ghiacci"
  2. ^ Vincenzo La Russa, Giorgio Almirante. Da Mussolini a Fini, Mursia, Milano, 2009, pag.2131-132
  3. ^ Massimiliano Griner, Piazza Fontana e il mito della strategia della tensione, Lindau, Torino, 2011, pag 66-67
  4. ^ a b Massimiliano Griner, Piazza Fontana e il mito della strategia della tensione, Lindau, Torino, 2011, pag 67
  5. ^ Giorgio Boatti, Piazza Fontana, Einaudi, 2009, Torino, pag 122
  6. ^ Massimiliano Griner, Piazza Fontana e il mito della strategia della tensione, Lindau, Torino, 2011, pag 64
  7. ^ Massimiliano Griner, Piazza Fontana e il mito della strategia della tensione, Lindau, Torino, 2011, pag 68
  8. ^ Mario Caprara e Gianluca Semprini, Neri!, Tascabili Newton Compton, aprile 2011, Roma, pag.244
  9. ^ Massimiliano Griner, Piazza Fontana e il mito della strategia della tensione, Lindau, Torino, 2011, pag 69
  10. ^ A Roma mandato d'arresto per 5 fermati, l'accusa per tutti è di concorso in strage, La Stampa, 20 dicembre 1969
  11. ^ Sentenza Corte Assise di Catanzaro del 23 febbraio 1979
  12. ^ Massimiliano Griner, Piazza Fontana e il mito della strategia della tensione, Lindau, Torino, 2011, pag 75
  13. ^ Giorgio Boatti, Piazza Fontana, Einaudi, 2009, Torino, pag 312
  14. ^ Mario Caprara e Gianluca Semprini, Neri, la storia mai raccontata della destra radicale, eversiva e terrorista, Edizioni tascabili Newton, Roma 2011, pag 255
  15. ^ a b Mario Caprara e Gianluca Semprini, Destra estrema e criminale, Tascabili Newton Compton, aprile 2010, Roma, pag.32
  16. ^ Giorgio Boatti, Piazza Fontana, Einaudi, 2009, Torino, pag 143
  17. ^ Giorgio Boatti, Piazza Fontana, Einaudi, 2009, Torino, pag 313
  18. ^ Giorgio Boatti, Piazza Fontana, Einaudi, 2009, Torino, pag 314: "Una "fisarmomonica", vale a dire una ricostruzione che, a seconda di come la stendi o la racchiudi, ti dà le note che ti servono, ti suona la musica che vuoi sentire"
  19. ^ Giorgio Boatti, Piazza Fontana, Einaudi, 2009, Torino, pag 316-317
  20. ^ a b Giorgio Boatti, Piazza Fontana, Einaudi, 2009, Torino, pag 317
  21. ^ a b Giorgio Boatti, Piazza Fontana, Einaudi, 2009, Torino, pag 318
  22. ^ Giorgio Boatti, Piazza Fontana, Einaudi, 2009, Torino, pag 329-330
  23. ^ Mario Caprara e Gianluca Semprini, Destra estrema e criminale, Tascabili Newton Compton, aprile 2010, Roma, pag.43
  24. ^ Ergastolo a Freda, Ventura e Giannettini, La Stampa, 24 febbraio 1979
  25. ^ Piazza Fontana, colpevoli ignoti, La Stampa, 28 gennaio 1987
  26. ^ Merlino, da Piazza Fontana alla cattedra, La Stampa, 6 luglio 1998

BibliografiaModifica

  • Eduardo M. Di Giovanni, Marco Ligini ed Edgardo Pellegrini, La strage di Stato, Odradek, 2001
  • Massimiliano Griner, Piazza Fontana e il mito della strategia della tensione, Lindau, Torino, 2011

Collegamenti esterniModifica