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Mario Pastore (Novara, 18 febbraio 1929Roma, 21 settembre 1996) è stato un giornalista italiano, storico conduttore del TG2.

BiografiaModifica

Figlio di Giulio Pastore, fondatore della CISL, Mario Pastore, giornalista professionista dal 1953, ha iniziato la carriera al Popolo; poi è passato al Giorno, seguendo sino al 1959 le cronache parlamentari (lo farà, ricorderà Vittorio Emiliani, "con molta autonomia. Come confermerà nel prosieguo di carriera, ad esempio al TG2")[1]; successivamente, ha ricoperto il ruolo di responsabile delle Relazioni esterne e dell'ufficio stampa della Società Autostrade. Approda in RAI alla metà degli anni Sessanta e nel 1966 è conduttore del TG1. Successivamente passa al TG2, del quale è stato conduttore per oltre un decennio, raggiungendo anche punte da primato di ascolto.

Duro e inflessibile, occhi vivaci dietro spesse lenti da miope, una volta ha uno scontro in diretta tv con il radicale Gianfranco Spadaccia, che gli rivolge pesanti giudizi sul suo modo di condurre il TG delle 20.30.[2] Sempre in RAI, dopo la lunga esperienza al telegiornale è stato conduttore di diverse trasmissioni, da Tribuna politica a Prima edizione, con Enza Sampò, a Diogene, con Antonio Lubrano. Ha curato Linea Notte per il TG1 e Film più, una serie di puntate di attualità nelle quali si proponevano pellicole che ricordavano da vicino fatti di cronaca.[2] Lasciata la RAI, ha brevemente collaborato con l'emittente locale Teleregione.

In un'epoca nella quale la RAI era fortemente condizionata dall'influenza dei partiti e dalla lottizzazione, Mario Pastore si è sempre distinto per il suo spirito di giornalista libero e indipendente.[2] Pastore è stato fortemente impegnato anche sui temi della salvaguardia dell'ambiente. Presidente della LIPU (la lega italiana per la protezione degli uccelli) dal 1985 al 1996, ha contribuito alla crescita della sensibilità ai temi ambientali in Italia; alla sua scomparsa, la LIPU gli ha intitolato il premio Giornalista per l'ambiente.

Negli ultimi anni si è dedicato anche all'insegnamento quale docente di Giornalismo all'Università di Urbino.

Segno del grado di notorietà di cui godeva, si ricorda la memorabile imitazione di Alighiero Noschese.

CuriositàModifica

NoteModifica

  1. ^ Vittorio Emiliani, Gli anni de Il Giorno, Milano, Baldini & Castoldi, 1998, pp.55-56.
  2. ^ a b c Morto Pastore, volto del Tg, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 4 gennaio 2018.