Apri il menu principale

Martinengo (famiglia)

furono una nobile famiglia bresciana
Martinengo
Coa fam ITA martinengo colleoni.jpg
D'oro, all'aquila di rosso.
TitoliConti
FondatoreLanfranco da Martinengo
Data di fondazioneXI secolo
Etniaitaliana
Rami cadetti
  • Martinengo da Barco
  • Martinengo delle Palle
  • Martinengo di Padernello o della Fabbrica
  • Martinengo della Pallata
  • Martinengo conti Palatini
  • Martinengo Colleoni
  • Martinengo di Cadivilla
  • Martinengo Cesaresco
  • Martinengo di Villachiara
  • Martinengo di Villagana
  • Martinengo della Motella
  • Martinengo di Erbusco
  • Martinengo di Zante

I Martinengo (o da Martinengo) sono una nobile famiglia bresciana,[1] la cui origine deriva probabilmente dai longobardi conti di Martinengo, in provincia di Bergamo. Abbandonata la bergamasca nel XII secolo si trasferirono a Brescia dapprima come vassalli del vescovo, poi divennero potenti feudatari, famosi come condottieri al servizio di Ducato di Milano e della Serenissima.

La famiglia si divise dalla fine del XIV secolo in varî rami ed ebbe il massimo splendore nel Cinquecento. Alcuni componenti si stabilirono anche a Calepio, al confine con Brescia e a Cortenuova, dove edificarono un castello.

Attualmente risultano ancora in essere i rami "Martinengo Cesaresco", "Martinengo Villagana" e "Medolago Albani Martinengo Villagana".

Indice

L'origine dei rami cadettiModifica

Dopo la morte dei fratelli Prevosto, Girardo ed Antonio Martinengo nel 1421 i loro figli ed eredi si riunirono alla presenza del notaio Giacomo Zanuti di Orzinuovi, nel castello di Villachiara (Castro fortilicii de Villa Clara) per la divisione dei possedimenti famigliari.

Le divisioni furono così spartite: ai figli di Prevosto toccarono il castello di Urago d'Oglio, ed i fondi di Chiari, Farfengo, Pontoglio, Padernello, Roccafranca e Rudiano. Da questo tronco darivano i rami dei Martinengo da Barco, Martinego delle Palle, Martinendo di Padernello o della Fabbrica ed i Martinengo della Pallata.[2]

Agli eredi di Girardo vennero assegnati i possedimenti di Orzinuovi, Oriano, Patrina, Fagoline (Corzano) e Pompiano. Da essi derivano i rami dei Martinengo conti Palatini, Martinengo Colleoni, Martinengo Cadivilla (Orzivecchi) e Martinengo Cesaresco.

Ai figli di Antonio, che erano Bartolomeo I, Taddeo e Carlo, vennero assegnati i possedimenti di Villachiara con Villagana, la Motella, Quinzano e Castelletto di Quinzano, le case, boschi e fondi agli Orzinuovi ed il Palazzo a Brescia con i relativi orti e giardini circostanti porta Sant'Agata.

Da Bartolomeo I derivano i rami dei Martinengo di Villachiara , Martinengo di Villagana.

Da Taddeo I i Martinengo della Motella.

I rami della famigliaModifica

 
Stemma dei Martinengo-Colleoni[3]

Personaggi illustriModifica

Dimore della famigliaModifica

 
Palazzo Martinengo Palatini (Brescia)

CastelliModifica

PalazziModifica

Proprietà e possedimentiModifica

Epoca austriaca[28]Modifica

Martinengo da Barco LeopardoModifica

  • Monticelli d'Oglio 1922,28 pertiche
  • Verolavecchia 717,53 pertiche

Martinengo Villagana Ferdinando, Teofilo, VenceslaoModifica

  • Villachiara 2162,12 pertiche
  • Corzano 1797,01 pertiche
  • Gerolanuova 1511,01 pertiche
  • Urago d'Oglio 1046,05 pertiche

Martinengo Villagana ClaraModifica

  • Padernello 1092,71 pertiche
  • Quinzanello 654,86 pertiche

Martinengo Colleoni GiuseppeModifica

  • San Zeno Naviglio 1270,46 pertiche
 
Pala Martinengo

Martinengo Colleoni VenceslaoModifica

  • Milzano 2332,61 pertiche

Martinengo Palatini Maria TeresaModifica

  • Calcinato 284,62 pertiche

Martinengo Palatini PaolaModifica

  • Poncarale 158,84 pertiche

Opere d'arteModifica

NoteModifica

  1. ^ Lombardia Beni Culturali. Martinengo.
  2. ^ BookReader - Biblioteca Digitale della Lombardia, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 10 agosto 2015.
  3. ^ A seguito del matrimonio tra Bartolomeo Colleoni e Tisbe Martinengo. Archivio di Stato di Bergamo. Carte colleonesche.[collegamento interrotto]
  4. ^ Mario Castagna, Valerio Predari, Stemmario mantovano. Vol I, Montichiari, 1991.
  5. ^ Martinengo: autobriografia e teatro.
  6. ^ Carlo d'Arco, Monumenti di pittura e scultura trascelti in Mantova o nel suo territorio.
  7. ^ Condottieri di ventura. Cesare Martinengo. Archiviato il 15 settembre 2014 in Internet Archive.
  8. ^ Geni.com. Tisbe Martinengo.
  9. ^ FAI. Ex monastero di Santa Chiara.
  10. ^ Lombardia Beni Culturali. Martinengo Colleoni.
  11. ^ Condottieri di ventura. Antonio da Martinengo di Padernello. Archiviato il 2 aprile 2015 in Internet Archive.
  12. ^ Condottieri di ventura. Gaspare Martinengo. Archiviato il 15 settembre 2014 in Internet Archive.
  13. ^ Gianfrancesco Martinengo | Geneall.net, su geneall.net. URL consultato il 14 agosto 2015.
  14. ^ Condottieri di ventura. Annibale da Martinengo. Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  15. ^ Condottieri di ventura. Cesare Martinengo di Cesaresco. Archiviato il 16 settembre 2014 in Internet Archive.
  16. ^ Condottieri di ventura. Antonio da Martinengo. Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  17. ^ Condottieri di ventura. Battista Martinengo delle Palle. Archiviato il 15 settembre 2014 in Internet Archive.
  18. ^ Condottieri di ventura. Giorgio Martinengo. Archiviato il 22 novembre 2014 in Internet Archive.
  19. ^ Condottieri di ventura. Ercole Martinengo. Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  20. ^ Condottieri di ventura. Cesare Martinengo. Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  21. ^ Condottieri di ventura. Girolamo Martinengo di Padernello. Archiviato il 15 settembre 2014 in Internet Archive.
  22. ^ Condottieri di ventura. Curzio Martinengo. Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  23. ^ Senato d'Italia. Scheda.
  24. ^ Senato. Scheda del senatore.
  25. ^ Castello di Villachiara.[collegamento interrotto]
  26. ^ Castello Martinengo da Barco
  27. ^ Lombardia Beni Culturali. Palazzo Martinengo delle Palle.
  28. ^ Pietro Calini Ibba, La proprietà fondiaria del territorio bresciano, Brescia, Fondazione Civiltà Bresciana, 2000, p. 529-530.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica