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Maso Notarianni, all'anagrafe Tommaso Ferdinando Nogara-Notarianni (Milano, 3 ottobre 1966), è un giornalista italiano.

BiografiaModifica

Dopo gli studi classici si iscrive alla facoltà di Veterinaria, che abbandona dopo tre anni. Dapprima impiegato come assistente idraulico, elettricista, imbianchino e muratore, lavora poi in proprio nella ristrutturazione di appartamenti. Tra il 1987 e il 1995 è fotografo e giornalista freelance. Collabora, tra gli altri, con diversi periodici femminili dei gruppi Mondadori e Rizzoli-Rcs, come autore di testi e come fotografo e con l'Illustrazione Italiana. Nel 1994 e nel 1995 è a il manifesto, poi a Liberazione dal 1996 al 2000. Nel 1996 si iscrive all'albo dei giornalisti professionisti e nel 1998 diventa caporedattore della redazione milanese del quotidiano di Rifondazione Comunista.

Tra il 1997 e il 2001 è autore di inchieste sulle vicende della strategia della tensione, occupandosi del magistrato Guido Salvini.[1].

Nel 2001 è capo ufficio stampa di Milly Moratti, in occasione della sua candidatura a sindaco di Milano. Nello stesso anno è corrispondente dall'Afghanistan per l'Unità, il manifesto, La Stampa, L'espresso, Oggi. Con Giulietto Chiesa e Vauro Senesi scrive Medici di guerra inviati di pace.[2]

Dal 2002 al 2003 lavora nell'ufficio stampa e comunicazione della ONG Emergency, di cui è membro del comitato direttivo dal 2003 al 2012, per poi passare nel 2003 alla guida del quotidiano online PeaceReporter, nato da una idea della ONG stessa, come direttore[3] fino alla sua chiusura, nel luglio del 2012. È stato anche responsabile della comunicazione di Emergency, dal 2009 al 2011.[4].

Nel 2006 è in Afghanistan per seguire per conto di Emergency, come membro del direttivo, la vicenda legata al rapimento del fotoreporter Gabriele Torsello. Nel 2006 è ospite fisso nella trasmissione Che tempo che fa, condotta da Fabio Fazio. Nel 2009, con altri giornalisti di PeaceReporter, è coautore per Edizioni Ambiente del libro Guerra alla Terra, un viaggio in zone del mondo dove si manifesta il volto peggiore dell'economia globale. Peacereporter si trasforma in E-ilmensile, diretto da Gianni Mura, di cui Notarianni è condirettore dall'aprile 2011 al luglio 2012.[5]

Nel dicembre 2011 è nominato personaggio dell'anno[6] dal portale di Telecom Italia Avoicomunicare.it.

Come giornalista è stato inviato in Nicaragua (1994), Guatemala (1994), Messico (1994, 2004), Tunisia (1995), Marocco (1996), Afghanistan (diverse volte tra il 2001 e il 2008), Sudan (2002), Iraq (2003, 2005), Sierra Leone (2008), Stati Uniti d'America (2004), Repubblica Democratica del Congo (2008).

È sposato con Cecilia Strada[7], figlia di Gino Strada e Teresa Sarti, entrambi fondatori di Emergency.

Dal 2016 al 2018 è communication manger di Sardex Spa.[8]

Dal giugno 2018 è tra i componenti del Consiglio Nazionale di Arci[9], per la stessa organizzazione è tra i fondatori di Mediterranea-Saving Humans dal settembre 2018[10].

PubblicazioniModifica

NoteModifica

  1. ^ Piazza Fontana. La verità su una strage, in Avanguardia, luglio 1999.
  2. ^ Medici di guerra inviati di pace Archiviato il 25 aprile 2015 in Internet Archive.
  3. ^ Nasce Peacereporter.Net, Nuovo Quotidiano Online di Emergency, in adnkronos, 14 dicembre 2003.
  4. ^ Kabul, arrestati tre medici italiani di Emergency [collegamento interrotto], in l'Unità, 10 aprile 2010. URL consultato il 14 aprile 2010. fino al 2011
  5. ^ Nasce il nuovo mensile di Emergency[collegamento interrotto], laperfettaletizia.com, 5 marzo 2011. URL consultato il 7 marzo 2011.
  6. ^ Il Personaggio dell'anno 2011 per Culture e Integrazione: Maso Notarianni, Telecom Italia, 23/12/2011 (archiviato dall'url originale il 24 gennaio 2012).
  7. ^ Daniele Mastrogiacomo, Milano, è morta Teresa Sarti Strada fondatrice e presidente di Emergency, in la Repubblica, 1º settembre 2009. URL consultato il 18 novembre 2009.
  8. ^ La squadra di Sardex si rinforza, su Il Magazine di Sardex.net, 3 agosto 2016. URL consultato il 20 maggio 2019.
  9. ^ Chi siamo, su Arci. URL consultato il 20 maggio 2019.
  10. ^ Mediterranea defiant as Italy impounds refugee rescue ship, su www.aljazeera.com. URL consultato il 20 maggio 2019.

Collegamenti esterniModifica

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